sabato, 21 febbraio 2009
giocondaEssere attesi rifocilla l'autostima, e alla mia autostima basta davvero poco, perfino le vostre mielose moine.
(Grazie di avermi chiamato a scrivere, ma non giocate coi sensi di colpa, ok?)
Giustifico la mia assenza: ho avuto il cervello trafficato e poco propenso all'osservazione (che per me è come dire che sto morendo di tisi). Non ho tempo per svagarmi. E non posso stare seduta, per motivi che non mi va di raccontare (vi proibisco di supporre che io abbia problemi di prostata).

- oddio, il mondo .. sono isolata dal mondo ..
e adesso? che sarà di me? è l'inizio della fine? verrò rapita dai rumeni? o stuprata e poi carbonizzata dai
rumeni? o impanata e fritta da qualche bingobongo di seppur lontane origini rumene?  -

Questa è stata la prima raffica di sentimenti quando mi sono accorta, l'altra mattina, che Mamma Adsl non funziona, non c'è, come Donatella.
Il mio scarso spirito di adattamento mi ha spinto a immaginarmi nel futuro senza internet, e, non so perché, mi sono vista vecchia e con la barba lunga.
Poi ho tirato fuori lo specchio dalla naftalina e ho visto che sono già vecchia e con barba lunga. Evidentemente sono già nel futuro.
Io sono il mio futuro.
Infatti vivo avvolta dalle nebbie dell'incoscienza.
Se mai dovessi scrivere un libro su questi anni, lo chiamerei:               .

Mamma Adsl, poi, è tornata, grazie all'intevento di Mastro Tecnico mandato da Madonna Fastweb. L'avvenente (=portatore di bel culo) tecnico ha scoperto che qualche burlone mi ha staccato i fili .. suppongo, come si usa dire, per invidia. Il tecnico allora ha pensato bene (credo sia una specie di rito propiziatorio) di disseminarmi la casa di tanti pezzettini di simpatici fili elettrici colorati bianchi e rossi, ma devo ammettere che pur di avere di nuovo la mia finestra sul mondo avrei accettato anche dei fili color merda o rosa porco.

Nell'attesa che il tecnico scendesse dall'alto dei cieli per salvarmi dalla furia rumena, mi sono trastullata con Mamma Tv, che mi ha provocato stati di ansia e torpore, come quando l'anestesia comincia a fare effetto.
Per mantenere alta la nomea di acidona, vi renderò moderatamente partecipi di alcune mie elucubrazioni sparse, liberamente tratte dal nulla che mi riempie.

- la Simonaventura non si diverte più come una volta.
- chi ride poco si riempie di rughe verticali.
- la differenza tra B*rlusconi e Weltroni è che il primo non ha via d'uscita.
- l'altro ieri sono uscita di casa 2 volte in un giorno, la seconda delle quali per buttare la plastica della spesa fatta durante la prima.
- mi serve tempo.
- felicità è non rimandare (saggezza indiana).
- addio sardegna.
- addio walter (sei troppo povero per doverti incarognire e troppo ricco per capire).
- panza piena non capisce panza vuota (saggezza popolare).
- pare che la vita di moltitudini di non-italiani non valga la vita di un'italiana in coma.
- Beppino Englaro santo subito.
- mi piace questo freddo piccante.
- ma non posso mangiare piccante.
- non credo che quello fosse davvero il luogo più addatto dove posizionare la prostata ..
- nel linguaggio moderno, 'gonfio' significa 'pieno di merda' (Marcuzzi docet).
- ultimamente neutralizzo la pubblicità togliendo l'audio (funziona!).
- non tollero de sica e i suoi squittìi.
- non tollero i programmi dove c'è qualcuno che dice 'voglio che la gente veda chi sono veramente'.
- non tollero quando tutti ridono e non fa ridere.
- forse vedo troppa tv.
- però adesso vi saluto che inizia Takeshi's Castle.
postato da: ReginaDelconato alle ore 19:13 | Permalink | commenti (18)
categoria:tv , felicitudine
lunedì, 19 novembre 2007
fuckyouUn grumo di schifi. Lasciatemi dire che guardando i vostri test sulle attitudini religiose, c'è un inquietante numero di gentaglia (fra cui la regina medesima) che si rivela perfino percentualmente cattolica. Per quanto riguarda me, so già che la mia parte cattolica è ciò che rimane quando non sono dedita agli atti impuri, quindi poca roba. Per quanto riguarda voi, oh inconsapevoli misture di culture decadenti, non fa niente, vi amo lo stesso: amore per tutti! Riuscirei a volervi un po' di bene perfino se foste fan di Comecazzosichiama Tatangelo, figuriamoci satanisti, che al massimo della pericolosità squartano qualche stupida pulzella bionda, o magari mora .. Al sangue ci siamo abituati, no?
Da un po', se non ci avete fatto caso, non riesco a commentare la politica. Il problema è che non posso commentare qualcosa che non esiste (la motivazione vera è che sono una comunista faziosa, infatti prodi è sexy).
Mi balzano quotidianamente agli occhi invece fiumi di torrido odio che sgorgano dai vomitoi mediatici.

Provo poco interesse per le cause che provocano l'odio, troppo soggettive per essere prese seriamente. Mi intrippa invece la gestione dell'odio.

Una decina d'anni fa l'ho provato anch'io, l'odio. Un odio tanto così: spontaneo e forte come un puledro di razza su un verde prato pieno di boazze. Non sto parlando di pesanti divergenze fra umani: parlo di odio vero, cioè di un sentimento sordo e cieco e totalizzante esattamente come l'amore, che però dava tutta la responsabilità della mia infelicità a un colui (infido e maldestro). Sono arrivata a desiderarne la morte, il che, per un residuato hippy quale ambirei essere, è un'infamia devastante (sigh).
Cessati i rapporti con colui, mi sono ritrovata con la vita sottosopra (grazie colui): amici spariti, lavoro compromesso, orgasmo assente, umore anti-uomo. Ma nessuna crepa era brutta da sopportare quanto l'odio che mi inchiodava a colui. Nulla era più svilente dell'assenza di altri pensieri.
Allora mi misi a scrivere, in principio senza neanche guardare fuori dall'oblò, poi più circospetta, senza sapere se scrivessi per me o per i posteri, e vomitai un odio a forma di parole: incalzavo, smontavo, stilettavo (uh quanto mi piacque scrivere!), coniavo avverbi che tuonavano come bestemmie.
Dopo 100 e rotte pagine, il mio odio era tutto lì, bello disteso, sotto i miei occhi, e mi sfidava. Aprivo una pagina e mi scureggiava in faccia. Più lo rileggevo più sembrava incattivirsi. Alla fine mi sembrava che il mio odio fosse molto più cattivo di me, e ridondante, e noioso, e tutto quello che avrei davvero voluto dire a quel punto era: per favore, nessuno si pulisca il culo con la fiducia che gli do .. Ma tutte le altre parole, francamente .. ora ..
Feci comunque leggere il manoscritto a colui e alle persone a me vicine.
Era già evidente che il distacco che provavo adesso nei confronti del mio odio in vetrina, si sarebbe presto trasformato in imbarazzo e poi in vergogna, che per quanto mi riguarda è un sentimento minore, lo smonto parlandone. Ma perché arrivare alla vergogna? Perché ho permesso a me stessa di sostare così a lungo in quella melma che procuravano danni soprattutto a me?
Inesperienza, direi, sia nella selezione del materiale umano, sia nella gestione del conflitto. Con colui, infatti, ero in guerra già molto prima di arrivare ad odiarlo, molto prima che lui diventasse il mio amante fisso e contemporaneamente il mio braccio destro e contemporaneamente il mio autista e stilista personale ..
E poi non sapevo: non sapevo che il tempo scioglie anche l'odio, e che vivere è l'unica cura.
Poco importa di chi sono le colpe dei misfatti: il conflitto insanato è un campanello d'allarme, e il conflitto reiterato è una sirena spaccamaroni, che non puoi non farci caso, quindi a quel punto no grazie, io scendo qui, tieni pure i cocci, e anche i tanga, il mondo è grande, la gente è tanta.
A ragion veduta, devo dire che l'elaborazione dell'odio, tagliato fine-fine come un trito di cipolla, è stata una delle esperienze più illuminanti e stancanti e formative della mia regale ed inutile esistenza, grazie al fatto che sono stata anche bravina a non sporcarmi le mani (un paio di volte stavo per spaccargli il muso, a colui, il che sarebbe stato imperdonabile) e grazie al fatto che la mia straordinaria intelligenza ricicla tutto. Volendo, un buon motivo per odiare lo trovo ancora, lo troviamo tutti, ma il devasto fisico e mentale che ne consegue non vale la pena, parola di stronza.

Il putrido manoscritto oggi giace in qualche cassetto, a fare da condominio agli acari. Sarebbe comodo disfarsene e procedere col makeup, ma magari no, mi tengo la cicatrice nel cassetto, so che c'è. Sono soddisfatta che ormai tutto sia pacifico, così pacifico che 5 anni fa ho rivisto colui, con tanto di scopata d'addio, perché sono mediamente schifosa e continuo a produrre sporcizia, però adesso la filtro.

PS: 'AMORE PER TUTTI!' ovviamente non vuol dire che la do a tutti, ma solo ai primi 100 di voi che mi contatteranno entro le 10.30 del 08/08/2008 (colui smettila: tu sei escluso).
PPS: devo l'ispirazione del grido 'AMORE PER TUTTI!' alla Strega Amelia, nonché Lagiovanna, poi Monaca Bastarda (poi non so, ma so che c'è)(ciao cara).
postato da: ugualina alle ore 20:08 | Permalink | commenti (20)
categoria:tv , buoni sentimenti, felicitudine
lunedì, 29 maggio 2006
calcoliBuonasera.
La programmazione televisiva della prima serata sulle 3 reti Rai: lo show di punta è il festival del Braghino Sguillante, è la sagra del Polpaccio Amoroso ovvero la partita di pallone Italia-Olanda su raidue, spettacolo adatto ai machi, a quelli che credono di essere machi e a quelli che vedono la poesia in un gluteo.
Per le femmine timorate e in generale per tutte quelle creature che ogni tanto vanno al cesso ad incipriarsi il naso con un'amica, ecco servito un filmazzo di quelli che non puoi non rivedere, una storia che fa ululare la timida troia che c'è in te: 'Pretty Woman' (pronunciato 'pritti vòmen'), su raiuno, con la Julia Tantidenti Roberts e con Richard Troppozèn Gere.
Per gli stronzi intellettuali che snobbano il calcio, per i morti-dentro che non credono più nell'amore e per tutti gli altri che sono incastrati nel divano, ecco servito l'inutile dibattito politico sui risultati di queste elezioni amministrative, su raitre.
Come si fa riconciliare un intero popolo con la propria cultura? Bastano una partita di calcio, un filmazzo americano e 4 politici ottuagenari presi a caso che si fanno la cacca nel pannolone e poi se la tirano.
Un sentito grazie alla televisione di stato che pensa a ciascuno di noi (si può dire 'televisione di stato' o è troppo bolscevico?).

A proposito di elezioni, stamattina non riuscivo a trovare la mia tessera elettorale.
Ho pensato subito di emanare un editto nella contea con una bella taglia cospicua sopra e la foto della mia regal tesserina con sotto scritto 'MISSING'.
Solo in un secondo momento ho pensato che avrei potuto provare a cercarla in qualche regal cassetto.
Solo in un terzo momento ho avuto un lampo di genio che mi ha risolto la giornata: diciamo che ho smarrito la tessera elettorale; se l'ufficio elettorale sarà abbastanza efficiente da rifarmi la tessera in tempo utile per recarmi al seggio e votare, il Walter meriterà il mio voto.
Corro.

Beh: un'efficienza mai vista.
I numerosi romani sbadati ma come me desiderosi di rimediare allo sbado, entravano nel possente edificio salendo in fretta le scale, già immaginando di dover invecchiare 10 anni facendo la fila, e scoprendo invece in cima alle medesime scale uno striscione di benvenuto con un magnifico banchetto con tartine al salmone dei castelli, mousse di mortazza, sampietrini fritti e tessere elettorali come se piovessero.
Ne ho afferrata una al volo coi denti.
Ci mancava solo che si offrissero di pagarmi un taxi fino al seggio (no grazie: ho il cocchio in seconda fila, troppo gentili, davvero ..).
Il tutto è durato pochi secondi.
Ti pareva che Walter si facesse cogliere impreparato?
E' proprio un bravo ragazzo: è il Giannimorandi della politica.

Sia per Walter convalescente sia per la conta dei voti, speriamo non ci siano altri problemi di calcoli.
postato da: ugualina alle ore 23:42 | Permalink | commenti (18)
categoria:tv , politicamentazione
mercoledì, 17 maggio 2006
aviditaMa che gioco è? Calciare una palla per poi corrergli dietro .. ?

Questo diceva la regina mia madre - una donna pragmatica - circa il gioco del calcio.
Forse anche per questo il calcio non è stata una mia passione.
Anzi diciamo che di calcio non so nulla: io sto al calcio come B*rlusconi sta alla moderazione, praticamente zero.
Ma in questi giorni, appena mi viene voglia di tiggì, accendo la tivvù e vengo travolta da violente scatarrate di palloni, che non posso non notare ..

Ditemi se sbaglio (se sbaglio mi corigerete) ma io non credo che la questione sia il calcio.
Il calcio muove un sacco di soldi e, come in tutte le altre situazioni che muovono soldi, i medesimi soldi entrano dritti-dritti al primo posto nella hit-parade delle motivazioni. Così le passioni e le arti diventano aziende, e il divertimento viene (se viene) subito dopo il bilancio.

Vedevo ieri un pomposo servizio televisivo su 'Il Codice Da Vinci' in uscita nei cinematografi in questi giorni, il cui incipit è stato: chissà quale sarà l'incasso di questo film nella prima settimana?
Uau. E' per questo che io dovrei andare al cinema? Per contribuire all'incasso del film?
Ed è per questo che andate alle partite? Per contribuire all'incasso dei signori pallonari?
E' vero che i reality televisivi ci hanno abituato all'idea di trovare interessante una realtà solo supposta (niente compresse: tocca prenderla nel didietro).
Ma che senso ha una partita coreografata?
I tifosi credono di aver visto Il Calcio e invece era un balletto.

Ma la fede, ah signoramia la fede .. la fede non è ragione: la fede ti fa credere, e non chiedere o indagare o capire, devi solo credere, e finisce che spingi-spingi e ci credi veramente, anche se non sai bene a cosa, ma non ha importanza perché l'importante è credere. La fede va oltre le misere vicende umane legate al vil denaro: un tifoso non abbandona la sua squadra che affonda tra le pastette del non-gioco, come un comandante non abbandona la sua nave che affonda tra i flutti del mare (però i marinai se la squagliano ..).

No signorabbella, qui l'argomento è l'avidità.
A-vi-di-tà.
E' un argomento enoOorme, infatti il problema è laAargo.
Ma cosa ti succede, dico io, nella testolina quando ne vuoi sempre di più, ma un po' di più, ancora un po' di più, anche a scapito di altri? Anche a scapito del senso di ciò che fai?

Come si spegne questo fuoco?
E come si evita di farlo accendere?
postato da: ugualina alle ore 12:46 | Permalink | commenti (14)
categoria:tv
sabato, 22 aprile 2006


Oggi sono infastidita come un gatto che viene svegliato da un lampione: il sole grida estate. Ma devo arrendermi. Prima o poi mi toccherà uscire, magari di giorno.
Per adesso faccio sostituire i velluti con i lini, elimino le creme contro duroni ed emorroidi per fare spazio alle svariate collezioni di creme solari di cui il principe mio consorte è appassionato, metto a bagno i fiorazzi di plastica che poi ridipingerò, e apro bene tutte le finestre, lascio che l'estate entri, lascio che mi convinca.

La biondezza di questa giornata mi fa tornare alla mente il biondo sorriso di Barbara B*rlusconi, figlia di Silvio, intervistata ieri sera dalla Dariabignardi a 'Le invasioni barbariche' (la Repubblica).
Ringraziando l'anarchia genetica, la Barbara non ha somiglianze col padre. Ha 21 anni, studia filosofia, ha un sorriso gradevole e risponde alle domande della Bignardi con fluidità e scaltrezza, della qual cosa si compiace senza strafare.
Mi fa subito un'ottima impressione.
Gasp! Mi stropiccio gli occhi ed anche gli orecchi: questa è la figlia di B*rlusconi (l'asterisco mi serve per pudore) e mi piace ..

Riflessione numero A)
Strano che suo padre non l'abbia ancora utilizzata come pedina del suo Risiko: sarebbe un successone.

La Barbara, ex-aspirante attrice, ex-piercing sulla lingua, ex-ballo delle debuttanti, glissa con fare politico su tutto ciò che riguarda il padre, e si adagia volentieri sulle domande noiosette della Daria, troppo spesso in bilico fra gossip e gossip.
Ma in breve apprendiamo che la Barbara è atea (- cosa posso farci? Se trovassi la fede mi ricrederei, ma non me la posso inventare), che è favorevole ai matrimoni gay (- 2 persone che si amano hanno il diritto di vedere riconosciuta la propria unione dalla società. Sono favorevole ai matrimoni gay, figuriamoci ai pacs .. ), che non le piacciono i reality e 'Buona Domenica' (- tutti dovrebbero ricordare che la televisione si può anche spegnere) e che se dovesse dare un consiglio a suo padre gli direbbe di affrontare il dialogo (!).

Riflessione numero B)
Ora capisco perché suo padre non l'ha portata con sé in politica: avrebbe dovuto imbavagliarla o drogarla o picchiarla come faccio io con Tomas, il gatto reale (yes, il numero 1, bravi, che volpi che siete).

Non vorrei scadere in considerazioni del tipo - ovvio che lei sia un fiore: avrà vissuto sempre nei collegi, lontano dal padre, oppure - con tutti quei soldi avrà fatto un trapianto di cervello ..
Forse abbiamo sottovalutato la Veronica.

Riflessione numero C)
Non riesco a immaginare B*rlusconi padre democratico: perché non lascia liberi anche noi?
E se la Barbara fosse un nuovo scherzetto? Un Bondi travestito da gnocca progressista?
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categoria:gossip, tv , politicamentazione
venerdì, 07 aprile 2006
fabiovoloLa fuga è una vigliaccata, ma in questi giorni mi è successo di pensarci.

Mappercarità signora mia non drammatizziamo: abbiamo già vissuto epoche buie in cui abbiamo temuto che prima o poi qualcuno sarebbe venuto a prelevarci da casa, ci avrebbe spento la canna nel tè e la musica nei pensieri, e poi ci avrebbe mandato in miniera o in ufficio o costretto ad una mastoplastica o alla messa domenicale. In realtà ci hanno dato più cocaina, musica sciocca negli altoparlanti e gente che litiga in tv. Sappiamo tutti che non ci sono limiti al peggio: finora abbiamo visto i peggioramenti ma il peggio potrebbe essere moOOOolto peggio (.. paura eh?).
Quand'ecco, poffarbacco, tutt'a un tratto percepisco in lontananza un suono che sulle prime non riconosco.. ah, sì: sono nacchere! Sarà un richiamo?
(quanto sono simpatiche le nacchere: mi ricordano altre rotondità di cui molto si è discusso in questi giorni)

Ho visitato la cugina España un paio di volte, e mi è sembrato di essere nell'Italia che vorrei, cioè un'Italia con più senso dell'umorismo (perché secondo me qui stiamo perdendo il senso del ridicolo). Non vorrei, assimilando la Spagna all'Italia, offendere l'identità spagnola né gli amici spagnoli in ascolto, ma le nostre radici comuni sono talmente evidenti che non saprei dire con quale altro popolo abbiamo un simile istintivo accordo.
Perché gli italiani in Spagna sembrano tutti bambini a Gardaland?
Chissà come si trovano gli spagnoli in Italia (scrivete scrivete scrivete).

Fabiovolo (che ha un senso del ridicolo per conto suo) è andato in avanscoperta a Barcellona. L'ho beccato l'altra sera su MTV che faceva lo stupido (chissà cosa gli fanno fumare): lo show c'ha una sigla che recita italo-spagnolo, presenta Fabiovolo ed è piuttosto vacuo, ma i colori sono allegri, ogni tanto si ride e la Spagna sembra più vicina.
Lo scopo del Fabio pare proprio quello di mostrarci un po' di nulla, simile al nostro nulla, però più sereno. Lui non sembra molto portato per la lingua però ci prova, risparmiandoci la trita macchietta dell'italiano che parla spagnolo aggiungendo le esse ad una lingua pseudo-veneta:
- andemos alla spiaggias, ostreghètas!
postato da: ugualina alle ore 10:52 | Permalink | commenti (25)
categoria:tv , felicitudine
venerdì, 24 marzo 2006
muccacolaForse non ricordo, ho una memoria anarchica che mi condanna all'ignoranza, quindi non so.
Ricordo tutto il testo di Save A Prayer dei Duranduran ma non riesco a ricordare com'erano i telegiornali prima di questa tediosa epoca di risse.
Ieri sera ho visto tutto il tiggiuno (TUTTO). La notizia del giorno era l'allarme terrorismo lanciato dagli Statiuniti per chiunque fosse intenzionato a visitare il nostro paese nel bollente periodo pre-elettorale.

Credo che le varie dichiarazioni rilasciate su 'sta notizia abbiano occupato i primi 15 minuti del telegiornale. Hanno rilasciato dichiarazioni anche Topogigio e Zuleica, cugina di Magozurlì.
Una noia sorda:
- è colpa tua che sei cretino
- la tua mamma c'ha i baffi
Ignoranti eravamo e ignoranti siamo rimasti.
Il tutto telenarrato da giornalisti visibilmente sfiniti dall'essere i tubi di questo oscuro ping pong. La loro creatività dev'essere davvero alle corde se al padre del bimbo rapito si chiede:
- cosa le manca di suo figlio? (potrei suggerire un paio di rispostine niente male..)
A parte un servizio sul rapimento di Parma di cui non c'è nulla da dire ma pare brutto se non ne parli, tutto il resto del notiziario è composto da dichiarazioni di qualcuno su qualcosa di cui ci si dimentica subito, perché ogni intervistato vira al più presto verso argomenti propri.
Le dichiarazioni, poi, sono isteriche, prese con le portiere delle autoblù sui denti, di corsa, in una selva di microfoni ansanti.
Fini ha detto che quellacosa detta da Nonsochì è indegna, e poi si è volatilizzato, punto. Fine della dichiarazione di Fini. Ripetuta per 2 volte a distanza di 10 minuti.
Ma che dichiarazione è? Indegna di che .. ? Me lo spieghi per cortesia?
Questi povericristi, o li fate parlare quando son tranquilli, di fronte ad una bella tisana al borotalco di malva, oppure non fateli parlare affatto, parlate d'altro. Si troverà dell'inutile sangue versato in cui sguazzare per una mezz'oretta, no?
A chi piace questo notiziario che seguita a mungere vacche senza latte?
postato da: ugualina alle ore 20:35 | Permalink | commenti (15)
categoria:tv , delirio elettorale
giovedì, 16 marzo 2006
chocoDi recente ho riscoperto la cioccolata (fondente).
La succhio fino a squagliarla, lascio che mi avvolga il palato e che mi stordisca tutte le papille gustative, lascio che si spalmi sul mio umore, sulle mie macchinose elucubrazioni, sui miei capezzoli strabici, sulla patata spenta. Lascio che mi possieda.
Fa bene all'umore.
Secondo questo articolo, io che la lascio sciogliere sono una poetessa e a letto faccio bum, mica no.

Zappando le televisioni incappo molto di frequente in programmi che discutono il duello del momento, ma che dico del momento, di ieri.
Sono tutti così animosi, di qua e di là, che ti investono come rovi di mign*tte incazzate e allora zap e scivoli in un telefilm americano dove lei ha problemi nel mostrarsi nuda a lui - ma dagliela senza fare tante storie, poi zip mi faccio male passando su rete4 dove ci sono 2 (due?) direttori di giornale che ricostruiscono come un puzzle l'immagine del Nostro silvio per seppellire i Nostri eventuali dubbi poi zap pubblicità poi zap di nuovo mign*tte schiumanti che discutono sull'uso dell'aggettivo bislacco poi..
(forse devo smettere di spremere la televisione: non ha succo)
Questa melma, che politica non è, fa estendere i miei pensieri verso quesiti di tipo esistenziale: dimenticando la politica, cosa possiamo fare noi in concreto per vivere più serenamente (anche se già così so' contentina)?
Oltre alla cioccolata (che al 75% di cacao è benefica) mi do ai pensieri semplici, che mi rinfrancano l'anima e m'ispirano in varie direzioni: ridere, giocare, adottare un bambino a distanza, fumare il calumet della pace, violentare il principe con degli ortaggi, picchiare il gatto..
Per chi s'intrippa con la psicologia, la MonacaBastarda mi ha suggerito questa paginetta che con poche informazioni chiare e sintetiche ti dà un quadro di tutti.
Sta ad ognuno riconoscersi. E' interessante per chi ama le dinamiche di coppia.
La felicità è uno stato mentale: ci si può sempre lavorare su.
Non contradditemi sennò mi alzo e me ne vado.
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categoria:tv , politicamentazione, felicitudine
venerdì, 10 marzo 2006
PippobaudoCi fu un tempo in cui i palazzinari facevano i palazzinari e le caprette facevano ciao.
Era l’epoca trionfale dell’impero di Pippobaudo I°, il Supremo Trombone Catodico, una specie di Giosuecarducci della televisione: un grumo di noia.
Vedevo Pippo e visualizzavo la forfora sulle spalle, vedevo Pippo e pensavo a quanto mi stessero antipatici i centrini fatti all’uncinetto, vedevo Pippo e capivo che un drogato è soltanto un malato di nostalgia.
Nei giorni scorsi sono stata malata, inchiodata alla tv come una crista alla croce.
E mi sono sciroppata programmi televisivi insostenibili, programmi che solo chi è inchiodato può guardare.
Fra questi Domenica in: una girandola di varie inutilità sparate a raffica.
I numerosi conduttori messi assieme sono indispensabili quanto una spremuta di unghie.
Le interviste sono così brevi che vengono solo annunciate.
La rissa è una minaccia costante, e quando arriva ti rendi conto che è meglio di tutto il resto.
La musica è mortificante, la scenografia sfianca.
Il pubblico che chiama per i giochini è sicuramente sotto Tavor.
Ma quando è arrivato Pippobaudo, tutto mi è sembrato così straordinariamente soave, e lui così pacato, brillante, interessante, quasi gradevole anche nell’aspetto, proprio lui, l’unico senza extensions, l’unico senza zigomi carenati, e l’unico a rispettare la consecutio temporum.
Lunga vita a Pippo il balsamico (non avrei mai creduto di arrivare a questo).

Pippo, darling, adesso che la Katia non alberga più nel tuo cuore, la Pippa posso farla io?
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categoria:nulla, tv , uomini veri
giovedì, 01 dicembre 2005
Sono abbonata a Sky (nessuno è perfetto). Fra i pochi punti a favore del pacchetto di canali televisivi c'è una programmazione musicale suddivisa per generi senza interruzioni pubblicitarie.
Da circa un mese vivo nel tunnel della lounge.
Sono abbondantemente rodata ad altri tunnel (...) ma la lounge, per me.. è troppo giusta, perché è spensieratezza e saudade, è un valzer latino: mi sembra di vivere con un orchestra da circo in casa.
Io poi non sono affatto nostalgica, no no, ma questa musica mi riporta indietro senza rattristarmi. E' così che ho scoperto Herb Alpert (da non confondere con Ben Harper).
postato da: ugualina alle ore 12:13 | Permalink | commenti (5)
categoria:tv , felicitudine, lammùsica