lunedì, 11 maggio 2009
barboncinoDomanda: come starei io se mi trovassi al posto suo?
Che è la versione soft dell'intrinseco e se io non fossi io?

Chi queste domande se le pone crede nelle alternative.
Quelli che invece queste domande non se le pongono vivono nel loro mondo, anzi, nel mondo loro. Un mondo in cui è preferibile ignorare chi, per innumerevoli motivi, si trovi a vivere un'esistenza diversa dalla loro.
Ignorare la diversità è bene perché la diversità non è altro che un complotto della sinistra atto a screditare la giustezza della normalità, normalità di cui loro sono portatori esemplari. Chi è diverso da loro afferma il contrario della normalità. L'anarchia del diverso offende la fatica che loro fanno per essere normali.
Loro sono quelli che usano l'aggettivo 'normale' come se, similmente a loro, l'idea di normalità non avesse evoluzione.
Loro sono anche quelli che con la scusa di mantenere le tradizioni escludono l'autocritica, perché l'autocritica è un complotto della sinistra atto a mettere in discussione la sensatezza delle tradizioni in favore di una sofferta presa di coscienza, che da come suona dev'essere un altro complotto della sinistra atto a farti sentire sempre uno schifo o, alla peggio, a costringerti a cambiare.

Io assomiglio più a quelli che vivono nel mondo loro. Infatti ho anch'io le mie tradizioni, che faccio fatica a buttare giù, e che anzi a volte mi danno l'impressione di essere il mio unico sostegno.

Detto questo, ogni tanto, traviata da rari ma improvvisi slanci di umanità, ci ho anche provato a mettermi nei panni, per esempio, di un deputato leghista che si chiama Salvini, ma non ci riesco mica!
Sì, va bene, a mettermi nei panni di una persona che banalmente soffre come un cane ci metto un nanosecondo, ok?, stare male è una merda, I know, fine dell'immedesimazione.
Poi passo a Salvini e .. non ci riesco: non ho abbastanza dati per riuscire ad immaginare come sia per lui essere nato e vissuto evidentemente in una riserva milanese che viene improvvisamente invasa da tribù pluri-gluteate (piene di chiappe) che migrano nella sua riserva dalle terre più povere del globo appositamente per rubare i posti sulla metro a Salvini o ad altri ariani longobardi.

Povero Salvini: vive in un mondo così piccolo che la persona che va o torna dal lavoro è un concetto troppo ecumenico per lui, e soprattutto non soddisfa il maschio imperativo di stabilire chi comanda.
Si direbbe che nella sua testa il diritto di essere stanco sia direttamente proporzionale alla milanesità, non so .. O forse che il diritto di stare seduto sul mezzo pubblico sia un segno di rispetto dovuto a chi sopporta Milano da sempre ..
Di sicuro Salvini ha le idee inquinate dalla polvere.
Ma lasciatemi fare quattro chiacchere direttamente col Salvini:

Caro Salvini
stai cagando fuori dal vaso: la tua idea è troppo assimilabile a robe già viste, per fortuna finite o finite male. Lascia perdere.
Se poi queste robe me le ricordo io che sono colta quanto una zolla, fidati: passeresti alla storia come quello che ha copiato un'idea stronza che poi ha fatto scoppiare dei casini che passerebbero alla storia come i Casini di Salvini ecc.
Mi permetto, Salvi', di essere così franca con te perché ho provato a mettermi nei tuoi panni, ma mi sono ritrovata a cagare fuori dal vaso, e questo è poco regale, la corte poi mi si scandalizza e non ha tutti i torti, cerca di capirmi.
Se insisti su sta cosa sarai solo un cattivo esempio per me e per tutti gli altri cacatori privi di mira.
E smettila di ripassare la storia sui Giornali Sonori dell'Istituto Luce che poi ti confondi.
saluti

RdC

PS: Vuoi una scusa per ritirare la cazzata che hai sparato e sperare di scamparla?
Di' che è stato un complotto della sinistra: pare che il popolo questa se la beva sempre.
postato da: ReginaDelconato alle ore 19:24 | Permalink | commenti (14)
categoria:politicamentazione
venerdì, 31 ottobre 2008
mericaIn principio, quand'ero bambina, credevo che l'umanità si dividesse in buoni e cattivi.
Poi ho creduto che si dividesse tra chi piscia in piedi e chi piscia seduto, poi tra chi ama la Carrà e chi la Goggi, poi tra chi mi regalava caramelle e chi mi regalava caramelle senza toccarmi il culo.
In età adolescenziale il mondo era diviso fra chi amava i DuranDuran e chi gli Spandau Ballet, e, più in là, fra chi ascoltava musica bella (quella che piaceva a me) e musica dimmerda (quella che piaceva a te).
Quando ho iniziato a fare i primi viaggi mi è subito stato chiaro che l'umanità si divideva fra chi vola spaparanzato in businness e chi accartocciato in economy.
Ad un certo punto, in seguito ad abbondanti sollecitazioni esterne, mi son convinta che l'essere umano o sta a destra o sta a sinistra, e da quel momento in poi si sono susseguite decinaia e decinaia di discutibili convinzioni su come l'umanità si trovasse divisa: tra chi guarda negli occhi e chi guarda le tette, tra chi ascolta e chi parla per coprire il silenzio, tra chi si accoda e chi si attesta, tra scopabili e manco-con-un-bastone, tra chi ama le proprie puzze e chi è stitico, tra chi crede in un dio e chi crede di essere un dio, tra chi colleziona e chi osserva, tra chi vota B*rlusconi e chi invece sa leggere e scrivere, ecc.
Insomma, nel corso dei secoli ho cambiato idea tante volte, e nell'esercizio dell'ipotesi ho diviso il mondo in tutti i modi, ogni volta con la convinzione di aver colto una sfumatura nuova.

Non è difficile cogliere le sfumature odierne: il mondo in questi giorni è diviso fra Obama e McCain.
Io sono faziosa e tendenziosa, quindi è ovvio che propendo per quel bellomo dell'Obama (Barack! Se non fossi già sposato vorrei essere io la tua Baracka!), ma ormai mi sono anche abituata all'idea che prima o poi gli uomini di potere rivelino tutti delle tare bislacche, quindi tifo ma senza slancio, con la moderazione di chi sa di non sapere.
Il problema, lo sappiamo, è che se tutto il mondo risente delle scelte politiche degli Stati Uniti, l'italia, succube colonia americana qual è, ne risente ancora di più, quindi ..

    Gentile fratello nordamericano, amici statunitensi tutti,
vogliamo per favore evitare di metterci sul groppone un altro vecchio rincoglionito di merda per i prossimi 4-8 anni?
Grazie.
postato da: ReginaDelconato alle ore 13:18 | Permalink | commenti (19)
categoria:politicamentazione
mercoledì, 30 aprile 2008
culoIl tempo vola, e non parlo dei giorni del calendario che volano via uno dopo l'altro con fare autunnale. Parlo del tempo nostro, caratterizzato da un senso della speranza che vola via come un palloncino che scorreggia scomposto nell'aria fritta.
L'ultima volta che ho postato c'era ancora Bertinotti, poverino (poverino un cazzo) e ora mi ritrovo coi 300 mila uomini di Bumberto Bum Bossi pronti a fare bum al suo schioccare di dita.
Io gli faccio bu, senza 'm'.

L'argomento del momento è il fascismo (nostalgia canaglia).
Fascismo da sera o da passeggio, il fascismo è di gran moda.
Stai per avere un bimbo? Perché non legarlo per la vita alle sue radici più vere? Perché non consideri l'idea di chiamarlo Balillo? Sua sorella Benita ne sarebbe felice!
E la camicia nera? Che eleganza. Il blefarosplendido Silvio se la mette anche quando non porta il manganello (gagliardo).
E la donna del momento? Facile: la multidermica Santanchè, specie in versione Cortellesi.
E Alemanno sindaco di Roma? Alemanno alla cui ascesa ho contribuito anch'io perché non ho avuto lo stomaco di votare Ciccio Rutelli? Alemanno con la croce celtica al collo? Alemanno che pare sia un tipo che viene spesso a le manno?
Io gli faccio bu, senza 'm'.

L'italia è un paese irrimediabilmente fascista, fosse anche solo per questa pecorina propensione all'idea di affidarsi a un re, a uno che abbia in mano tutto, dalle televisioni alla politica, basta che lo faccia lui, che a me non mi va.
L'italia non è un paese democratico perché non - ne - ha - vo - glia.
L'italia sono anch'io, non mi tiro fuori. Infatti anch'io sono fascista, ma ho la decenza di considerarlo un difetto.
E' vero che la nostra costituzione è nata da sani principi antifascisti, ma nessuno può vietarvi di sentirvi fascisti dentro.
Ecco: potreste almeno, per cortesia, essere fascisti evitando di fingere che sia un pregio?
Io al fascismo gli faccio bu, senza 'm'.

Togli anche tu la 'm', e vedrai che il ondo sarà olto eno ruoroso.
postato da: ReginaDelconato alle ore 11:06 | Permalink | commenti (17)
categoria:gossip, politicamentazione, felicitudine
venerdì, 11 aprile 2008
sisisiFermi tutti: ci sono anch'io.
Lo so che è tardi per presentare il simbolo del mio partito.
Ma il mio partito, più che partito direi che è appena arrivato: l'ho cagato 5 minuti fa (non sono riuscita a trattenerlo).

Mi sono detta: cazzo, serve qualcuno che infonda coraggio al paese, qualcuno che ci estragga dalla foschia di questi tempi cupi.
Così ho chiamato Superman, che però non può muoversi perché c'ha il mantello dal meccanico.
Allora mi sono sentita persa, poi mi sono drogata e mi sono ritrovata. Ed è lì che ho avuto la folgorazione: l'italia, dopo tanti no ha bisogno di tanti sì, nel senso di  SI' SI' SI' SI' SI' SI' SI' ecc. (da urlare con gioia come se qualcuno vi stesse scopando).

La Lista SI' SI' SI' SI' SI' SI' SI' ecc. nasce dall'imperativo entusiastico di portare dignità laddove c'è degrado e carenza di affetto.
La Lista SI' SI' SI' SI' SI' SI' SI' ecc. raggruppa una serie di altre liste fra cui: la Lista SI' Peluche (a favore delle schiene pelose, ottime come scendiletto), la Lista SI' Trastullo (che promuove la masturbazione serena e consapevole), la Lista SI' Ancòra (la lista di chi ama il bis), la Lista SI' o No (che promuove il dubbio come unica via d'uscita alle certezze della vita), la Lista SI' La Do (movimento di musiciste entusiaste della vita), la Lista SI' Precox (perché l'eiaculatore precoce non è altro che un uomo col dono della sintesi e con un sacco di tempo libero), la Lista SI' Splash (perché quando si è nella merda bisogna solo saperci nuotare) e per concludere, la Lista SI' Che Abbiamo Tutti Una Gran Voglia Di Andare A Votare (movimento a favore dell'abbattimento dei nani da giardino).
postato da: ReginaDelconato alle ore 10:58 | Permalink | commenti (16)
categoria:politicamentazione
mercoledì, 15 novembre 2006
liviaQuesti matti de comunisti ne hanno fatta un'altra delle loro: hanno dato il via libera alla droga.
Come?
Il Pannella lancia i soliti panetti di hashish dalle finestre dei cessi di Montecitorio?
Di più, molto di più: finalmente possiamo portare addosso ben 1 grammo di droga senza finire in galera.
Meno male: per il prossimo approvvigionamento dovrò fare avanti e indietro solo una ventina di volte.
Vorrei mandare un messaggio personale alla ministra Livia Turco-Scucchia (bicognome come Padoa-Schioppa), promotrice di questa Grande Rivoluzione che pare ci trasformerà in una Nuova Olanda.

Cara ministra Livia,
grazie grazie grazie. Sei bella (bella dentro).
E bionda (bionda sotto?).
E sopra quella scucchia da Lupin III si intravede il sorrisetto maliziosetto di chi, quando parla di droga, SA di cosa sta parlando. Quindi cara Turca, detto fra noi che ce ne intendiamo, che cazzo dovrei farci co 'sto grammetto de erba? 2 tiri ben assestati, e poi? Rimango scoperta a mezza serata?


Immancabile, lo sbrodolamento ha rotto le acque: la polemica tracima, trita e lassativa.
I benpensanti schiamazzano e strepitano e no e no e no.
Ma poveri cristi comunisti, dico io: gli volete lasciar fare almeno UNA cosa che sembri di sinistra?
postato da: ugualina alle ore 11:51 | Permalink | commenti (16)
categoria:legalizziamola, politicamentazione
martedì, 17 ottobre 2006
borsettaHo sentito che per dare una definitiva sferzata d'energia all'ondata di neo-cattolici, Sua Santezza il Sig. P*pa vorrebbe tanto re-introdurre la messa in latino.
Che mattacchione. Dev'essere un nostalgico.
Quest'uomo sembra animato dall'idea di cambiare al più presto qualcosa, ma siccome avanti non ci può andare, gli tocca guardare indietro.
Suggerirei, tanto per cambiare, di accompagnare l'eucarestia con crauti, chiodi di garofano e un goccino di birra, in memoria ti tanto atorata tera ti cermània.

Visto come sono buona?
Anche solo sei mesi fa, i miei post traboccavano di virulenza molesta e fanghiglia astiosa, dirette soprattutto ai nostri politici. Poi, siccome che pure io ho votato questi politici qui (che sono sempre i meno peggio), so che non posso chiedere più di così.
Ammetto che ad un certo punto, proprio mentre preparavo il soffritto del risotto alle pantegane sott'aceto per il gatto, ho anche pensato: ma sì, avanti donne, prendiamo le nostre borsette più toste, andiamo urlando a Montecitorio, tutte cotonate, aspettiamo i politici all'uscita del porcile e li ammazziamo a borsettate sulla fronte, così facciamo tabula rasa e ricominciamo tutto da capo, ok?

Ma mi sono pentita subito: per piacere la guerra no, è un pensiero che inquina la mia fresca neo-innocenza.
E' vero sì che son passionaria e che mi piace l'idea della banda (- andiamo di notte e spacchiamogli il culo!).
Ma ormai amo i monti e il plaid sulle gambe, e non picchio più le cassiere del supermercato solo perché hanno la ricrescita.
Ormai sono buona. Sono buona, perché siccome che sono felice, allora vuol dire che me lo merito.
Me ne sono resa conto ieri, quando su una rivista in bella vista nell'edicola, ho visto il buono Lorenzo Jovanotti sorridere con sotto scritto: 'a 40 anni so cos'è la felicità'.
uau.
Allora si può dire? Non mi devo vergognare, vero?
Anch'io penso di aver trovato la ricetta della mia felicità, che consiste in tanto tanto amore, perché l'amore è la cassa di risonanza della nostra più intima bellezza, è l'amplificazione della nostra anima all'apice del suo potenziale splendore, è l'esperimento più extraumano che una persona può tentare di fare, cioè di fondersi con l'altro.
Se nel frattempo vi drogate anche molto, l'effetto è assicurato.
postato da: ugualina alle ore 16:42 | Permalink | commenti (20)
categoria:buoni sentimenti, politicamentazione, cloralclero
lunedì, 29 maggio 2006
calcoliBuonasera.
La programmazione televisiva della prima serata sulle 3 reti Rai: lo show di punta è il festival del Braghino Sguillante, è la sagra del Polpaccio Amoroso ovvero la partita di pallone Italia-Olanda su raidue, spettacolo adatto ai machi, a quelli che credono di essere machi e a quelli che vedono la poesia in un gluteo.
Per le femmine timorate e in generale per tutte quelle creature che ogni tanto vanno al cesso ad incipriarsi il naso con un'amica, ecco servito un filmazzo di quelli che non puoi non rivedere, una storia che fa ululare la timida troia che c'è in te: 'Pretty Woman' (pronunciato 'pritti vòmen'), su raiuno, con la Julia Tantidenti Roberts e con Richard Troppozèn Gere.
Per gli stronzi intellettuali che snobbano il calcio, per i morti-dentro che non credono più nell'amore e per tutti gli altri che sono incastrati nel divano, ecco servito l'inutile dibattito politico sui risultati di queste elezioni amministrative, su raitre.
Come si fa riconciliare un intero popolo con la propria cultura? Bastano una partita di calcio, un filmazzo americano e 4 politici ottuagenari presi a caso che si fanno la cacca nel pannolone e poi se la tirano.
Un sentito grazie alla televisione di stato che pensa a ciascuno di noi (si può dire 'televisione di stato' o è troppo bolscevico?).

A proposito di elezioni, stamattina non riuscivo a trovare la mia tessera elettorale.
Ho pensato subito di emanare un editto nella contea con una bella taglia cospicua sopra e la foto della mia regal tesserina con sotto scritto 'MISSING'.
Solo in un secondo momento ho pensato che avrei potuto provare a cercarla in qualche regal cassetto.
Solo in un terzo momento ho avuto un lampo di genio che mi ha risolto la giornata: diciamo che ho smarrito la tessera elettorale; se l'ufficio elettorale sarà abbastanza efficiente da rifarmi la tessera in tempo utile per recarmi al seggio e votare, il Walter meriterà il mio voto.
Corro.

Beh: un'efficienza mai vista.
I numerosi romani sbadati ma come me desiderosi di rimediare allo sbado, entravano nel possente edificio salendo in fretta le scale, già immaginando di dover invecchiare 10 anni facendo la fila, e scoprendo invece in cima alle medesime scale uno striscione di benvenuto con un magnifico banchetto con tartine al salmone dei castelli, mousse di mortazza, sampietrini fritti e tessere elettorali come se piovessero.
Ne ho afferrata una al volo coi denti.
Ci mancava solo che si offrissero di pagarmi un taxi fino al seggio (no grazie: ho il cocchio in seconda fila, troppo gentili, davvero ..).
Il tutto è durato pochi secondi.
Ti pareva che Walter si facesse cogliere impreparato?
E' proprio un bravo ragazzo: è il Giannimorandi della politica.

Sia per Walter convalescente sia per la conta dei voti, speriamo non ci siano altri problemi di calcoli.
postato da: ugualina alle ore 23:42 | Permalink | commenti (18)
categoria:tv , politicamentazione
mercoledì, 10 maggio 2006
tvC'è davvero bisogno di prendere in prestito la 'fumata bianca'  dal gergo dei rituali della ch*esa c*ttolica ogni volta che attendiamo l'esito di un consesso di votanti?
Dobbiamo sempre avere la sensazione di aver a che fare con un gruppo di gente avulsa che comunica coi segnali di fumo?
Tutti attendono la 'fumata bianca' e nell'attesa si sparano la 'scheda bianca' o chissà quante altre cose bianche e fumate ci possono essere in quel covo di comunisti drogati che si sta rivelando questo nuovo governo ladro.

Qui a palazzo invece (l'allusione è troppo facile - mi si conceda) la fumata c'è stata, ma non so dire se bianca o a fiori. Mi pare di ricordare che nel mentre in tv impazzava l'inutile dibattito sull'inutile cronaca di un'inutile votazione: e l'italia è spaccata, e gli italiani sono spaccati. Spiccano gli spacchi: sarà la moda.
Travolti da irrefrenabile improvviso e immotivato afflato patriottico, il principe mio consorte ed io ci siamo trascinati su un tram pubblico per andare a visitare i saloni restaurati del Palazzo del Quirinale, aperti al pubblico fino al 13 maggio.
Fino ad oggi non mi ero mai messa in fila per nulla del genere.
Infatti in fila ci siamo rimasti 10 minuti e poi basta, santa pazienza. Ci siamo spaccati.

Ma la signora sul tram, quella col foulard fiorato legato dietro, i capelli stile Moira, e alcuni fiori avvolti in una carta che spuntavano fuori dalla borsa di paglia, lei è valsa l'uscita. Lei e tutti le persone su cui ho avuto tempo di fantasticare (sono la sola a fantasticare per strada?).
Vista tutta assieme la gente non è spaccata.
postato da: ugualina alle ore 06:35 | Permalink | commenti (17)
categoria:dizionario, politicamentazione
sabato, 22 aprile 2006


Oggi sono infastidita come un gatto che viene svegliato da un lampione: il sole grida estate. Ma devo arrendermi. Prima o poi mi toccherà uscire, magari di giorno.
Per adesso faccio sostituire i velluti con i lini, elimino le creme contro duroni ed emorroidi per fare spazio alle svariate collezioni di creme solari di cui il principe mio consorte è appassionato, metto a bagno i fiorazzi di plastica che poi ridipingerò, e apro bene tutte le finestre, lascio che l'estate entri, lascio che mi convinca.

La biondezza di questa giornata mi fa tornare alla mente il biondo sorriso di Barbara B*rlusconi, figlia di Silvio, intervistata ieri sera dalla Dariabignardi a 'Le invasioni barbariche' (la Repubblica).
Ringraziando l'anarchia genetica, la Barbara non ha somiglianze col padre. Ha 21 anni, studia filosofia, ha un sorriso gradevole e risponde alle domande della Bignardi con fluidità e scaltrezza, della qual cosa si compiace senza strafare.
Mi fa subito un'ottima impressione.
Gasp! Mi stropiccio gli occhi ed anche gli orecchi: questa è la figlia di B*rlusconi (l'asterisco mi serve per pudore) e mi piace ..

Riflessione numero A)
Strano che suo padre non l'abbia ancora utilizzata come pedina del suo Risiko: sarebbe un successone.

La Barbara, ex-aspirante attrice, ex-piercing sulla lingua, ex-ballo delle debuttanti, glissa con fare politico su tutto ciò che riguarda il padre, e si adagia volentieri sulle domande noiosette della Daria, troppo spesso in bilico fra gossip e gossip.
Ma in breve apprendiamo che la Barbara è atea (- cosa posso farci? Se trovassi la fede mi ricrederei, ma non me la posso inventare), che è favorevole ai matrimoni gay (- 2 persone che si amano hanno il diritto di vedere riconosciuta la propria unione dalla società. Sono favorevole ai matrimoni gay, figuriamoci ai pacs .. ), che non le piacciono i reality e 'Buona Domenica' (- tutti dovrebbero ricordare che la televisione si può anche spegnere) e che se dovesse dare un consiglio a suo padre gli direbbe di affrontare il dialogo (!).

Riflessione numero B)
Ora capisco perché suo padre non l'ha portata con sé in politica: avrebbe dovuto imbavagliarla o drogarla o picchiarla come faccio io con Tomas, il gatto reale (yes, il numero 1, bravi, che volpi che siete).

Non vorrei scadere in considerazioni del tipo - ovvio che lei sia un fiore: avrà vissuto sempre nei collegi, lontano dal padre, oppure - con tutti quei soldi avrà fatto un trapianto di cervello ..
Forse abbiamo sottovalutato la Veronica.

Riflessione numero C)
Non riesco a immaginare B*rlusconi padre democratico: perché non lascia liberi anche noi?
E se la Barbara fosse un nuovo scherzetto? Un Bondi travestito da gnocca progressista?
postato da: ugualina alle ore 13:31 | Permalink | commenti (9)
categoria:gossip, tv , politicamentazione
mercoledì, 05 aprile 2006
coglioneDicesi c*glione di sinistra quel 'malloppetto ciccioso' (A.Marchesini) spesso ricoperto di peli che se ne sta lì sotto a chiedersi come mai il c*glione di destra stia a destra. Il c*glione di destra si chiede lo stesso del suo compagno a fianco. I c*glioni fanno una vita da c*glioni, rimangono appesi lì dove sono nati, al massimo della vitalità ballonzolano, col freddo si ritirano, col caldo sudano ma non sbuffano, e viaggiano preferibilmente in coppia, uno a destra e uno a sinistra, da cui il vecchio adagio 'Un c*glione tira l'altro'. Quando si tratta di c*glioni non date retta a chi vi assicura che 'Non c'è due senza tre'.
C*glione è una parola che si usa poco perché è volgare, ed io che spesso uso la volgarità come pacche sulla schiena, sono grata a silvio per averla sdoganata trionfalmente.
D'ora in poi mi sentirò più a mio agio nell'uso della parola c*glione (manterrò comunque l'asterisco al posto della prima vocale perché il colpo d'occhio mi dà il brivido del proibito), mentre silvio era già a suo agio ieri quando, dice, faceva dell'ironia.

Allora. Esempio d'ironia: lui è così alto che le ascelle gli puzzano di piedi.
Alto è ironico, perché l'uso che faccio di questa parola è il contrario del significato letterale.
Invece - brutta testa di c*zzo bastardo rotto in c*lo - non è ironico, ok?
Non possiamo riparare i danni causati dalla nostra indomita animosità dicendo che era tutto uno scherzone e che siamo ironici, perché qui di ironico non c'è manco un tardivo sorrisino.

Caro silvio, io sono proprio una di quei c*glioni che non vedono l'ora di farsi rovinare dalle tasse rosse, sono una di quei c*glioni che all'ansia di trattenere più soldi nella propria saccoccia preferisce parlare di pacs, di ambiente, di antiproibizionismo, quindi a me puoi dare tranquillamente anche della p*ttana sl*bbrata tritabimbi che tanto mi entra da qui e mi esce da lì (o di là).
E quando risulta palese (ormai ti conosciamo) che anche in questo episodio l'unica spiegazione al tuo comportamento è che la lingua ti si è srotolata in modo incontrollabile, non puoi tirare in mezzo un concetto nobile come l'ironia, perché l'ironia è un'arte in bilico sul dubbio, mentre lo sproloquio, come tutti possiamo sentire, è solo rumore.

A parte l'orrenda calata longobarda e la tinta isterica perfino sulle sopracciglie, il danno maggiore che silvio ci ha inferto in questi anni è stato l'uso criminoso che lui fa della lingua italiana.
Però d'ora in poi potremo toglierci la soddisfazione di dirgli:
- Ciao c*glione! Ehi c*glione! Fatti un'altra lampada, c*glione! -
Tanto.. siamo ironici.

(.. però non stai male così abbronzato, sai?)
postato da: ugualina alle ore 15:42 | Permalink | commenti (10)
categoria:dizionario, delirio elettorale, il corpo umano, politicamentazione