mercoledì, 08 luglio 2009
avatarStavolta mi è venuta l'ideona: siccome che io sono regina con la gi maiuscola e non voglio che mi manchi niente, ho pensato di inventarmi un'identità alternativa, e di darle vita attraverso un blog (cazzo: so' in forma eh?).
Avrei potuto, chessò, essere un politico di giorno / travestita di notte ma è roba già sentita ..
Avrei potuto essere una piratessa nigeriana pentita e arrivata su un barcone a Lampedusa ma mi manderebbero indietro ..
Avrei potuto essere una delle bocchinare minorenni di papi ma morirei dopo 2 post trafiggendomi l'occhio con l'eyeliner ..
Inutile o troppo facile.

Allora ho deciso che sarò un uomo di mezza età coi peli grigi, non bello (una via di mezzo fra lo scopettone e una a caso delle sorelle Carlucci), non ricco, non profumato, tendenzialmente anarchico. Un quasi disadattato autore di canzonette semi-incompreso, appassionato del suono e del significato delle parole, parole scritte e cantate e parlate e risate.
Per fare in modo che il mio personaggio fosse più credibile ho pensato che avrei dovuto dargli nome e cognome.
Per renderlo più sfigato ho subito partorito Mimmo Fanga, Ugotto Tilla, Pinco Cunél ecc.
Ma non volevo che fosse una macchietta, perciò mi serviva un nome banale e inflazionato: Luca o Marco o Fufi era indifferente. E poi un cognome breve ma che si fa notare, tipo Orfei, o Gucci.
Ecco: Fufi Gucci, ci siamo quasi. La doppia ci è appiccicosa. La zeta è più simpatica, la voglio: Marco Guzzi .. brumm .. Gizzi? .. Frizzi? Bizzi! Luca Bizzi! E' perfetto, anonimo ed eufonico quanto basta. Con un nome/cognome così, Luca Bizzi potrebbe fare anche la domatrice di colombe.

Minchia: ma se questo scrive canzoni, mi toccherà scriverne una! e come faccio? Allora ho tirato fuori il Vaso Magico dalle umide cantine reali e ci ho buttato dentro un po' di Sergio Caputo, di Paolo Conte, di Daniele Silvestri, una manciata di Battisti che ci vuole come prezzemolo, una spruzzata di Romina Power per arieggiare un po' e un pizzico di cori alpini per confondere le idee. Sale e pepe q.b.
Ed ecco che è nata 'Lo Stesso Di Sempre' di Luca Bizzi, e questo è il suo blog (su Wordpress: una favola rispetto a Splinder!).
Le fattezze del figuro che si vede nella foto e nel video non esistono nella realtà. Infatti sono state assemblate al computer: ci ho messo un po' di Luca Barbareschi, di Baffino D'Alema, di Dottor Spock e gli altri indovinateli.
postato da: ReginaDelconato alle ore 13:46 | Permalink | commenti (10)
categoria:arte, blogosfera, curiosità, lammùsica
venerdì, 26 giugno 2009
michaeljacksonQuando uscì Thriller nel 1982 avevo 15 anni, vestivo di verde e rosso e il mio impegno quotidiano principale era la lotta contro i brufoli (a questo proposito, se il signor Clearasil mi volesse inviare un telegramma di ringraziamento per averlo praticamente mantenuto per almeno 5 anni non mi dispiacerebbe).
Non ero ancora una compratrice di dischi interi (si chiamavano long playing o ellepì o album) ma mi concedevo decinaia e decinaia di 45 giri, che ad oggi costituiscono l'unica collezione del mio passato remoto che non riesco a buttare via (guai a te se mi dai della nostalgica).
Quando avevo 15 anni ascoltavo la radio e VideoMusic, e non avevo fratelli maggiori o altri canali che potessero portare altra musica alle mie orecchie se non quella della radio e VideoMusic. Quindi qualche anno prima di scoprire Bowie e i Doors, incappai nel re del pop.
Appena sentii Billie Jean mi sembrò esaltante.
Il suono era insolitamente brillante e mi sembrava che la sezione ritmica girasse in modo superlativo per le mie giovini orecchie, infatti non potevo evitare di muovermi per seguire il tempo, e quel giro di basso poi (che nell'intro si fa notare con viril prorompenza) mi sembrava che fosse il succo di tutto.
Saltai a pie' pari la fase 45 giri e m'accattai 'o ellepì.
Ma il mio impianto stereo andava a carbone ed io avevo bisogno di più volume (certa roba andava ascoltata con volume).
Fu così che tenendomi le casse attaccate alle orecchie come se fossero delle cuffie, mi vennero 2 belle braccine tornite, che si abbinavano favolosamente ai peli che mi erano testé cresciuti sparsamente sul corpo.
Inutile dire che con le casse attaccate alle orecchie avevo la possibilità di percepire strumenti e suonini che col normale ascolto aereo non avevo sentito mai.
Quell'esperienza cambiò il mio modo di ascoltare la musica.
Pezzi preferiti allora: Billie Jean e Pretty Young Thing.
Pezzi preferiti oggi: Wanna Be Starting Something e Baby Be Mine.

Quando stamattina ho appreso della sua morte ci son rimasta male, sul serio.
Il primo pensiero è stato: la camera iperbarica dunque non è servita a un cazzo ..
Il secondo pensiero è stato: sì però che vita di merda ..
A guardarlo, nulla di lui ci diceva che avesse 50 anni: quando i 50enni che conosciamo noi si tingono i capelli color nero-corvo sembrano solo dei patetici serial killer, ma lui invece aveva un aspetto ormai così assurdo che non pensavo avesse ancora qualcosa di umano e che potesse morire come un cristo qualsiasi, e perciò ci son rimasta male.
Così a metà mattina mi sono sparata Thriller (l'unico disco suo che possiedo perché poi mi ha sempre fatto abbastanza cagare) e ancora mi sorprendo, perché ricordo ancora la posizione esatta di tutti i suoi squittii, e ricordo ancora l'inglese maccheronico con cui cantavo appress'a lui, e ricordo ancora mamasé mamasà mamà cu-sa.

Poco mi importa quante copie ha venduto e quanti poppettari non sarebbero musicalmente nati senza di lui.
M'importa che con quel disco mi ha intrattenuto e mi intrattiene ancora magnificamente.
Un grande applauso a Michele Figliodigiacomo.
postato da: ReginaDelconato alle ore 16:58 | Permalink | commenti (15)
categoria:buoni sentimenti, lammùsica
martedì, 19 febbraio 2008
retinoGiusto perché vi rendiate conto di che cosa significa fare una vita da regina, io (in persona) sabato scorso ho viaggiato in treno gomito a gomito con Er Piotta.
Vi starete tutti chiedendo: come mai la regina viaggia in treno fra gli umili? e chi minchia è Er Piotta?
Er Piotta fu una cometa, ma che dico cometa, falò della musica italiana, che si accese senza motivo e per questo stesso motivo subito si spense.
All'apice della sua arte, cantava e ballava una canzonetta tanto autoironica sulla cafonezza romana. Da notare nel video, la sua giovine bianca panza squacquera.
Ebbene, sarete lieti di sapere che Er Piotta è DIMAGRITO: la pancia non c'è più. (ah, se non ci fossi io che giro per il mondo per darvi questi scoop ..)
Addirittura al telefono con degli amici suoi parlava de palestra e de piscina, tutto un famo, 'nnamo .. vedeste che spalla imperiosa e che ginocchia larghe!
Ho poi scoperto che il ragazzo (tanto un bravo ragazzo) in realtà si chiama Pier Piotta e che come hobby ha 2 cellulari, e uno lo lascia a squillare nella valigia per tutto il viaggio (probabilmente era lui a chiamarsi da solo, per essere sicuro che avesse campo).
Cos'altro? Ah: Pier Piotta ha sempre la voce da criceto e porta ancora i capelli come Raffaellacarrà, però non credo che si droghi.
Infatti non emana odori sgradevoli, non sputa, non ruba, non palpeggia.
E non riconosce i personaggi famosi: lui non ha riconosciuto me, e allora nemmanco io lui (da altri vips come Umberto Smaila e Tony Santagata mi sono fatta autografare le tette).
Quindi non ci siamo detti nulla tranne no no, ah sì, scusa, mpff.
Durante il viaggio, Pier Piotta ha interrotto la sua attività telefonica con pezzi di un filmaccio americano bang-bum visto sul portatile, mentre io mi sono letta il giornale (=un'inutile marmellata sulla scelta del colore del retino con cui i politici intendono raggranellare voti).
Che vita emozionante, che grossi personaggi.
postato da: ReginaDelconato alle ore 16:25 | Permalink | commenti (20)
categoria:gossip, nulla, lammùsica
lunedì, 10 dicembre 2007
mafiaNel frattempo ascolto i Police.
Ho sciolto i loro 5 dischi in un unico cd di mp3. Uau. Mi sto rendendo conto solo adesso di quanto il formato mp3 abbia cambiato il mio modo di ascoltare musica. Mi sparo certe giornate monografiche che sono un tuffo nelle viscere degli autori (speriamo non mangino pesante). E ogni volta mi prendo le canzoni in faccia come se fossero ragnatele in cui rimango invischiata per giorni, contro la mia volontà. Sabato e domenica ho convissuto con Can't Stand Losing You. Oggi è il turno di Darkness, un pezzo firmato non da Sting ma da Stewart Copeland, che tra l'altro un colpettino glielo si può ancora dare, al Copeland (alzi la mano chi non ha un debole per i batteristi sudati e in odor di genialità). A Sting, che di sicuro brutto non è, darei invece una botta in testa, forse anche tre o quattro, con la borsetta di piombo.
Ho rotto con Sting da quando ha scritto questa roba, imperdonabile per uno che ha scritto Walking On The Moon.
Devo proprio dire che i Police mi arrapano musicalmente. Sì, è vero che anche pelare le patate mi arrapa, ma i Police di più, in particolar modo Stewart Copeland (l'ho già detto?).

Daniele Luttazzi invece non mi arrapa affatto, però mi fa ridere almeno quanto è brutto.
Mi fa ridere sia quando capisco la battuta dopo 5 minuti, sia quando sparge fighe e sperma e morte dappertutto per godere dell'orrore che fa.
Per qualche settimana ho goduto della sua lordissima bocca a Decameron, poi mi sono persa la scorsa settimana e poi puf, sparito. Again. Soppresso dal palinsesto e sostituito dal solito telefilm americano isterico pieno di pistole e ciuffi perfetti.
Pare (mannaggia a me che stavo altrove) che ci sia andato giù pesante sul cardinale Giuliano Lindo Ferrara, un personaggio che trasuda (e strasuda) onestà e candore da tutti i buchi del culo, uno dei personaggi di punta (e di merda) de la7, uno di quelli che riescono sempre nell'intento di farti sentire stupido, lasciandoti però la netta sensazione di averti solo inchiappettato con le parole. Mi spiace per Ciccino Ferrara, perché secondo me una persona intelligente che non sa ridere di sé, o ha la coda di paglia o non è affatto intelligente.

Oh bella, e adesso?
A chi sputo in faccia?
Stavolta né ai politici ammastellati né al nano kabuki (che ormai lo confondo con la Santanché, pora stella..). Mi ero fatta l'idea che la7 fosse una piccola oasi in cui i fascisti hanno il buon gusto di non offendersi, e invece ..
Non so darmi una spiegazione plausibile.
Tranne che la mafia è costume.
postato da: ugualina alle ore 10:07 | Permalink | commenti (12)
categoria:uomini veri, lammùsica
lunedì, 20 novembre 2006
pizzaLa regina va in trasferta.
No, non sta per partire il Conati X Tutti Tour, non ancora.
Andrò a Napoli in viaggio d'affari (affari miei). Ci rimarrò 3 giorni e seguirò il ritmo degli indigeni.

Dicono un sacco di bugie su Napoli. Io son tanti anni che ci vado per affari (affari miei), dal Vomero a Mergellina, da Forcella ai Camaldoli e non sono mai stata sparata. Certo, non è che puoi stare lì impalata al centro di una piazza e pensare che nessuno ti prenda di mira: tocca muoversi spesso oppure rientrare in grotta.

Conoscere Napoli è stato fondamentale per i miei equilibri, miei stessi personali di me, proprio.
La mia prima volta a Napoli, nel '97, fui costretta ad una full immerscion di 2 settimane (erano affari lunghi).
Una regina padana a Napoli, per 2 settimane, senza alcuna familiarità con l'idioma e le costumanze locali, significarono mestizia e solitudine: neanche un cane che dicesse - ehm.. come mai padana y regal creatura non ridi insieme a noi? Vuoi che traduco? Translation? - anzi, mi guardavano come per dirmi - hai avuto il cattivo gusto di nascere padana? Sarai punita con l'alienazione sociale.
Tutti si scucivano dal ridere e io restavo lì come la timida della situazione, intontita dalla nuova fonetica. Mi è sembrato di tornare ai tempi delle medie, quando mi canzonavano e mi dicevano che ero troppo donna per essere uomo, e io non capivo un cazzo e restavo lì impalata e piangevo come una foca - ma di questo trauma parleremo un'altra volta.

Intanto il mio orecchio assorbiva e buttava giù: e glu e gluglù. Ormai percepivo la napoletanità (la napoletanezza).

autoreferenza n° A - l'orecchio è il mio talento (qualche invidioso dice che ce l'ho a punta)

Nel giro di 2 settimane ero in grado di capire il 50% di ciò che udivo.
Un anno dopo, emisi spontaneamente la mia prima parola in napoletano ('nuie', noi) che fu accolta con il boato da stadio che si tributerebbe al primo vagito di un bebé appena svitellato in mondovisione.
Contemporaneamente, ispirata dal caos partenopeo, una lunga serie di piccole regole cristallizzate nel tempo ma fondamentalmente inutili s'andava via via frantumando nella mia testa, piccole regole del tipo - è meglio rimettere in saccoccia l'accendino subito onde evitare di dimenticarlo poi. Ora infatti vivo sommersa dagli accendini che sono costretta a ricomprare settimanalmente, però il mio cuore è pieno di gioia e amore, perché ho dato tanto lavoro a tanti vucumprà e poi perché ho capito che non devo più ingolfare il mio cervellino con tutti quegli stupidi promemoria (l'oblio è l'unica salvezza), perché il cervello va usato per cose più importanti come il sesso, oppure il sesso.

autoreferenza n° B - sono elastica (ho fatto anche danza classica e un corso di rumba cinese)

A Napoli c'è tutto e il contrario di tutto.
A Napoli sono entrata in contatto col contrario di quello che ho sempre creduto di essere.
A Napoli ho abbracciato il mio caos e ho viziato il mio disordine.
A Napoli ho anche fumato come un'indemoniata, ma così tanto che una volta mi è apparso Bobmarley che mi ha detto smettila. Poi gli ho offerto una canna e lui ha scritto una canzone per me: se c'è il sole oppure piovi, fuma tutto ciò chi trovi (Bob l'italiano lo parlava poco).
E sempre a Napoli, in preda alla fame tossica, per la prima volta nella mia vita ho spazzolato via un'intera confezione di briosh (con i 5 cereali di kinder colazione più) tutta da sola. Che bei tempi .. e che incredibili avventure.

autoreferenza n° C - sono ottimista (il bicchiere vuoto è sempre pieno d'aria)

Se nessuno mi sparerà e se la pizza non sarà avvelenata, ci sentiamo fra qualche giorno. Adesso scappo che mi devo cotonare.

PS: a scanso di equivoci, gli 'affari miei' non sono traffici di droga, né gli organi sessuali dei miei amici napoletani.
Sono.. affari miei.
postato da: ugualina alle ore 11:35 | Permalink | commenti (21)
categoria:lammùsica
venerdì, 03 novembre 2006
robbieMiei cari sudditi, vi sto trascurando, I know.
Non vogliatemene, ma in questo periodo sono immersa nella musica come uno stoppino nella cera. Chi mi conosce sa che ho periodi così, in cui la musica nasce dentro il mio stesso io (ahi) ed erutta  in forma di canzonetta.
Non per essere sempre la solita triviale sporcacciuona dalla bocca larga, ma lasciatemi dire che per me lo stimolo della musica è come lo stimolo della cacca: impossibile ignorarlo.

Sono una poppettara, ho una cultura pop, che va dal pop metal al pop sinfonico. Possiedo tanti dischi pop, vivo in una casa pop, con un principe pop e, pensate che gagliarda, adoro i popcorn.
Ho il mito della canzone perfetta, che non esiste, quindi non chiedetemi lumi in merito.
E mi è sempre stata sul culo l'idea di musica raffinata per pochi eletti, che è un'idea stronza come la prima classe in treno. Va detto che il problema esiste: certa musica richiede studio e preparazione per essere ascoltata, però .. chissenefrega?

Ho appena fatto colazione davanti al nuovo video di quel grumo di sesso e sesso che è il Robbiewilliams.
Sto pezzo che si chiama Lovelight mi si è conficcato dritto dritto nella chiappa sinistra (è lì che risiede il mio cervello) e non mi molla più. Praticamente il Robbie ha messo un Jamiroquai dei giorni migliori assieme ad un Georgemichael del '95 e ne ha fatto uscire una canzonetta strappamutande, molto hottie.
Tutta plastica, s'intende.
Ma anche fare la plastica è un'arte.
Bravo Robbiewilliams, che è il primo vero Madonno della storia della musica, il primo reginetto del pop, però bravo.

Caro Robbie bello,
avrei qualche migliaio d'idee su come farti passare la depressione. Dai che ti aspetto.
Ma niente cocaina per piacere che me vuelve nerviosa.
postato da: ugualina alle ore 09:15 | Permalink | commenti (24)
categoria:lammùsica
lunedì, 25 settembre 2006
romabruciaMi sento discriminata.
Insomma, tutte le grandi capitali del mondo sono state oggetto dell'attenzione di attentatori islamici cattivissimi: tutti possono vantare disastri e cataste di cadaveri, perché Roma no? Chi siamo noi? I figli della serva?
Possibile che in questo paese non funzioni mai un cazzo? Neanche gli attentati?

Passeggiavo a caso per le vie centrali dell'Urbe, immersa nella musica del fiammante lettore mp3 di cui mi è stato fatto dono per il mio compleanno (lotta love patatèl). Non ho mai amato andare in giro con la musica nelle orecchie: io La Musica ce l'ho dentro di me stessa (così come L'Anima e La Trachea), e solitamente mi piace che la colonna sonora di una passeggiata metropolitana siano i roar crash screek delle automobili.
Ma il mio nuovo lettore mp3 esigeva un test.

Parto con l'ultimo lavoro dei Depeche Mode, da ascoltare per bene (lo scansavo da mesi).
Bel suono, prodottissimo, per carità, ma il tutto sa di trascinamento: si attende un dunque che non arriva ..
Proprio mentre sto sgridando i Depeche, arriva il dunque: vado per attraversare la strada e un pullman turistico di quelli aperti sopra, quasi mi investe.
Urlo dentro.
Sguardo di terrore.
Scarica adrenalinica.
Implosione bestemmiosa.
Sulla fiancata del mezzo tutto bianco e giallo, campeggia il blasone dorato del Sig. Papa Ratzy e la scritta 'Roma Cristiana'.
Bestemmia altisonante.

Nello spavento del momento, la mia mente ha prodotto istantaneamente alcune congetture sull'accaduto:

congettura numero A) macheccàzz..;
congettura numero B) mi sto per spataccare sul muso di un pullman turistico, che morte del cazzo;
congettura numero C) l'autista del pullman turistico è un fondamentalista islamico e ha deciso di sterminare tutti a partire da me (che culo);
congettura numero D) l'autista del pullman turistico mi ha vista, mi ha desiderata, ha capito che non mi avrebbe avuta mai e ha pensato che era meglio perdermi uccidendomi piuttosto che perdermi di vista;
congettura numero E) 'Roma Cristiana' legge il mio blog, e ha mandato un sicario travestito da fondamentalista islamico per punirmi dei miei peccati;
congettura numero F) se il pullman frena in tempo, prometto che sarò viva.
postato da: ugualina alle ore 10:28 | Permalink | commenti (32)
categoria:cloralclero, lammùsica
mercoledì, 30 agosto 2006
speranzaSe escludiamo muri ed oggetti contundenti, mi riempio il cuore di gioia ogni volta che l'altrui creatività mi colpisce con qualcosa che non mi aspetto.
La musica - ah, lammùsica .. - la musica mi rapisce in particolar modo.

- C'è poco da cui farsi rapire - direbbero i più superficiali di noi.
Infatti non è così, perché la passione brucia dietro l'angolo: in rete si trova la qualunque per soddisfare ogni palato, basta cercare. Anzi, direi che nella ricerca ho scoperto musica che non sapevo esistesse. Su MySpace, per esempio, c'è il mondo suddiviso in 90 generi musicali, fra cui lo psycobilly (?), il crunk (?) e il christian rap (..).
Qui ho scoperto Melma (1 filo angosciante) e Agatha (3 ragazze incazzate che lévati!).
E ci sono anche degli amici miei (Ezzylissen) che in questo periodo stanno soffiando sul fuego della passiòn que tiengo nel mi corazòn da mucho tiempo.
Nessuno di voi sarà così ingenuo da pensare che la musica più bella e interessante vi entri in casa così, spontaneamente ..

Infatti accendo la radio e sento MondoMarcio.
MondoMarcio? Perché non GloboZozzo? O GuanoStrano?
Magari loro sono giovani e io sono troppo vecchia per capirli, ma già tu ti fai chiamare MondoMarcio, cioè me la metti giù dura, e io? sepolta dalla muffa di questo mondo marcio? che faccio? Ascolto te che finalmente mi dài una speranza e canti - Questa è la mia vita e non c'è nessuna via d'uscita.

Caro MondoMarcio, capisco ciò che intendi, anch'io un ventennio fa ho avuto vent'anni, e l'ansia da prestazione è una gabbia comune, ma .. guarda bene: la vita è la via d'uscita.
Non incartiamoci come delle caramelle, eh? Su su ben duro .. che se fai così mi ammosci anche il resto della ciurma.
Con affetto
Regina
PS: non è che per caso vivi a Brescia?

Dopo MondoMarcio, la radio passa AnnaTatangelo
(ma che cazzo di radio sto ascoltando?)
postato da: ugualina alle ore 11:29 | Permalink | commenti (31)
categoria:lammùsica
venerdì, 05 maggio 2006
semaforoQualche settimana fa il Ditarculo mi ha fatto dono dell'ultima musica di Paolaturci, 'Questa parte di Mondo'.
Il Dito (grazie Pata) mi conosce ormai da qualche millennio: conosce i miei trascorsi da cantante di pianobar (era l'epoca in cui Stefanì di Monacò alitava sui microfoni e anch'io volevo palesare la mia vena artistica), conosce la mia faziosa immodestia e conosce i miei rigidi gusti musicali. Non per nulla è il mio consulente artistico, il mio confidente sonoro.
Grazie a lui ho conosciuto Carole King e Annarita Spinaci.
Ma l'ultima volta che mi ha proposto di ascoltare la Paolaturci stavo per segargli la giugulare col CD della Paolaturci. Di lei non mi piaceva l'emissione vocale un po' nave e trovavo poco convincenti la sue scelte stilistiche, mentre la persona (.. il personaggio) l'ho sempre immaginata più simpatica di quanto mostrasse. Poi col tempo mi son fatta morbida e la Paola si è evoluta.

Insomma 'sto cd di Paolaturci contiene 14 canzoni rilassate di una persona innamorata e consapevole, approdata a quel tipico pragmatismo che bla bla ecc.
Fra queste, Groviglio Di Regole, il cui testo prendo in prestito per riflettere una volta di più sulla necessità di avere delle regole in amore.
Pontifichiamo: ogni regola deve avere un buon motivo per esistere, sennò che senso ha?
La sensatezza delle regole che disciplinano la convivenza è facilmente dimostrabile.
Il semaforo, per esempio, è una regola che, se vogliamo evitare di spataccarci fra noi come allegri kamikaze, faremmo meglio a seguire.

Ma in amore?
Per esempio, la monogamia: fa parte del nostro istinto oppure è una regola?
Se il comportamento monogamico fa parte dell'istinto, perché ridurlo a regola?
E se invece è solo una regola, a cosa serve?
postato da: ugualina alle ore 11:55 | Permalink | commenti (13)
categoria:dizionario, buoni sentimenti, lammùsica
martedì, 02 maggio 2006
follaIl concerto del 1° maggio in Piazzasangiovanni fa parte della mia vita dal 1992, da quando vivo lì, a una passeggiata dal delirio.
Ma che bel delirio signoramia, quanta bella giovinezza (che non fugge tuttavia), quante belle ascelle aromatiche, quante fiatelle selvatiche, e che gentili spintoni, che simpatici 'mbriaconi che sono questi giOvani (con la 'o' aperta).

Qualche giorno prima del concerto io e il principe mio consorte smettiamo di lavarci per aggiungere un tocco esotico al travestimento da comunisti che utilizziamo per mescolarci alla folla, perché, intendiamoci, è la folla il vero spettacolo.
I colori e i rumori della gente sono come un luna park: mi procurano un piacere tutto infantile.
E penso: magari queste persone sono le stesse persone che sul mezzo pubblico evitano di sedersi vicino a qualcuno, ma il fatto che qui la promiscuità sia gioiosamente benaccetta mi sembra salutare quasi fosse un esercizio di tolleranza.
A me 'sto fatto che così tanta gente si raduni pacificamente mi esalta.
'Sto fatto che per partecipare al concerto non sia necessario tifare contro un avversario mi inorgoglisce.
'Sto fatto che fiumi di alcol e altro non creino disordine mi fa pensare.
'Sto fatto che questi giOvani conoscano i Baustelle e 'Bella Ciao' non me lo spiego.
Ma mi piace.
postato da: ugualina alle ore 11:39 | Permalink | commenti (15)
categoria:buoni sentimenti, lammùsica