Spenta come una torcia bagnata.Sfiatata come Afona Romina.
Lenta come le palle di Veltroni.
Questa è stata la mia estate: assente dai blog, assente da me stessa.
Depressione?
Banale lassismo?
Carnale nanismo?
No: pressione bassa. Bassissima.
Nei pochi giorni di pausa dall'afa, sono riuscita perfino a scendere dal condizionatore, ma sono rimasta crocifissa ai divani, incapace di fare alcunché già col pensiero.
E tutti a dirmi che la pressione bassa fa vivere a lungo.
Ho capito.
Ma se sapevo che era così faticoso, tanto valeva nascere minatore, almeno avrei il culo a balconcino.
A che serve essere regina se sono stanca come una mondina stanca?
Nonostante la mia bassa pressione, io e il principe ci siamo allenati tutta l'estate per partecipare alla Human Race, che è stato l'evento sportivo più importante della mia vita.
Sì perché io, già superiore di nascita, sono sempre stata allergica al plebeo agonismo, e portata per lo sport quanto Ezio Greggio per la comicità.
Nell'adulterio (=in epoca adulta) sono invece diventata più combattiva, specie nei confronti del mio punto vita che ogni tanto sparisce, quindi più motivata a svolgere attività fisica anche con dei vestiti addosso.
Quando io e il principe mio consorte abbiamo saputo che la Nike organizzava la Human Race (10 km di corsa serale fra le vie di Romacapitale), ci siamo chiesti se fosse eticamente corretto aver a che fare con la Nike, la quale, come è noto, vende le teste dei bambini come palloni da calcio. Poi ci siamo detti che a noi ci piace tanto il BigMac, quindi è probabile che non abbiamo un'etica.
Poi ci siamo resi conto che non sapevamo nemmeno quanto cazzo di tempo ci volesse per correre 10 km, ma, duri alla meta, avremmo coraggiosamente sfidato la nostra infartuabile età pur correndo il rischio di finire ultimi, a rimiràr le chiappe lontane di quelli avanti.
E' vero che da ormai 4 primavere io e il principe ci dedichiamo al podismo per tutta la bella stagione con una cadenza un po' hippy, ma quest'anno, dopo aver fallito miseramente la prova-costume, da luglio in poi abbiamo trottato come renne e a natale, e abbiamo ottenuto 3 grossi cambiamenti:
cambiamento n°A - il Grande Ritorno del Punto Vita,
cambiamento n°B - il Grande Punto del Ritorno in Vita,
cambiamento n°C - la Vita è Grande ma il Ritorno è un Punto.
E poi il giorno della gara .. uno spettacolo: un fiume fatto di diecimila magliette rosso-bocca-di-troia straripava trionfante fra le vie solitamente trafficate dell'Urbe mentre i fans (?), tenuti alla dovuta distanza dietro le transenne, gridavano dai dai! oppure su su! e anche su su dai su!
Alla fine niente infarto, e non siamo arrivati ultimi (yes).
Unico intoppo: ho rischiato di morire annegata quando ho tentato di bere in corsa, ma per fortuna so nuotare.
Per correre 10km ci abbiamo impiegato un'ora e tre minuti.
Una volta tornati a palazzo, l'unico problema è stata la botta di adrenalina che mi ha tenuta sveglia fino all'alba, cioè quando ho dovuto drogarmi fino a svenire pur di godermi un meritato sonno.
Correte, che vi fa bene e non costa un cazzo.
postato da: ReginaDelconato alle ore 19:21 | Permalink | commenti (15)
categoria:il corpo umano, felicitudine
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Sono giunta ad un momento della mia vita di regina, in cui mi rendo conto che essere disperatamente colta e straordinariamente intelligente non basta: servono anche delle tette sode.
Sfrecciavo un dì davanti allo Specchio Delle Mie Brame (sì, proprio lui in persona)(me l'ha venduto il fantasma di Bob Marley, mi pare) quando mi sono accorta che ormai le mie tette sono ufficialmente scese.
Correvano gli anni '90, quando un sera le cui coordinate sono andate perdute nei traslochi, io e il
Patata portava i Frizzi, un paio di occhiali brutti come quelli che portava Frizzi negli anni ottanta. Non aveva dita ma cotechini, e piedi detti zattere, che puzzavano di vomito. Se alzava la maglietta la sua pancia faceva 'svlat' e se gli toccavi la punta del naso suonava come un citofono.
Sono stata fuori.
La primavera uccide: spring kills.
Dicesi 