Mi si cita, miei cari sudditi, su e giù per la blogosfera.
Mica perché sono blogfamosa, no ..
Mi si cita perché sono in-dis-pen-sa-bi-le.
Qual è l'unica vera cosa indispensabile in questa porca vita? L'Amore! E allora mi si cita perché chi entra in contatto con me non può fare a meno di amarmi. E chi non entra in contatto con me mi ama comunque, solo che ancora non lo sa.
Sì, anche tu.
Se devo dire la verità, io, dentro di me stessa medesima, mi sento schifosetta come una crosta del cesso, perché io SO cosa mi dice il cervello, e non sono mai cose che si possono scrivere in un blog raffinato come questo.
Ma ho imparato a fidarmi degli altri: il mondo mi ama per quello che gli do, mi ama per quello che sono, perché sono così, distrattamente inutile.
La mia inutilità consiste nel coinvolgere le persone che mi girano intorno, nella costruzione di un mondo immaginario e parallelo, in cui la realtà viene tradotta e distorta così, per ridere.
E' un mondo in cui tutto ha un soprannome e tutti si trasformano nel fumetto di se stessi, un mondo popolato di creature assurde e piene di rumori e colori e che non sanno fare un cazzo, ma i cui difetti (i nostri) esagerati diventano divertenti, e le parolacce fanno sempre ridere (caccamerda), e la televisione è la sorella stupida della famiglia, e di punto in bianco tutti parlano in romagnolo, insomma un mondo in cui scimmiottare le tenerezze che si fanno ai bimbi è una scusa per farsi le tenerezze sul serio.
Correvano gli anni '90, quando un sera le cui coordinate sono andate perdute nei traslochi, io e il ditoarculo (io e il dito abbiamo un trascorso)(so che molte di voi potrebbero dire la stessa frase ..) stavamo incastrati su un divanetto a righine verdi, e alla televisione davano 'Bellissima' di Luchino Visconti. Nella scena in cui la Annamagnani rincuora la sua bimba sciolta nelle lacrime, la chiama 'PATATA', mentre le sistema dolcemente i capelli.
Io, che sono parrucchiera dentro e fuori, mi son vista tanto Magnani. E lui? Coi boccoli, le forcine e i lagrimoni? Non poteva che essere 'PATATA' (che tenerezza brutta).
Insomma, mi sono ritrovata in questo post del ditoarculo, in qualità di co-autrice di mirabolanti imprese nel mondo della stupidità, a dover spiegare il perché del nick 'patata'.
Il nick 'patata' non è un granché di originalità, specie a Roma che di 'er patata' son pieni i cassonetti.
Ma attorno a questo 'patata' si è sviluppata una demenza varia, come il pianto per le 'cuginette' patatine prima della frittura, e una quantità impressionante di varianti sul nick 'patata': patrappola, patanga, patrottola, patresca, patroia ecc.
Patata portava i Frizzi, un paio di occhiali brutti come quelli che portava Frizzi negli anni ottanta. Non aveva dita ma cotechini, e piedi detti zattere, che puzzavano di vomito. Se alzava la maglietta la sua pancia faceva 'svlat' e se gli toccavi la punta del naso suonava come un citofono.
Ed io? Io al posto delle banali orecchie avevo le 'spoky' (sì, sono un po' a punta, ma non assomiglio a quello di Startrek, uffa), al posto del naso avevo la 'proby' e al posto del mio organo sessuale avevo la 'bistecca'.
Ah: ammetto pubblicamente che ancora oggi anche la punta del mio naso suona come un citofono.
Mi rendo conto mentre scrivo che è tutto moOolto infantile, però rende tutto più possibile.
E pensare che all'epoca ancora non ci drogavamo ..
PS: Patuttaquanta lotta love. Sei riuscito a rendermi orribilmente nostalgica, but I love u.
Mica perché sono blogfamosa, no ..
Mi si cita perché sono in-dis-pen-sa-bi-le.
Qual è l'unica vera cosa indispensabile in questa porca vita? L'Amore! E allora mi si cita perché chi entra in contatto con me non può fare a meno di amarmi. E chi non entra in contatto con me mi ama comunque, solo che ancora non lo sa.
Sì, anche tu.
Se devo dire la verità, io, dentro di me stessa medesima, mi sento schifosetta come una crosta del cesso, perché io SO cosa mi dice il cervello, e non sono mai cose che si possono scrivere in un blog raffinato come questo.
Ma ho imparato a fidarmi degli altri: il mondo mi ama per quello che gli do, mi ama per quello che sono, perché sono così, distrattamente inutile.
La mia inutilità consiste nel coinvolgere le persone che mi girano intorno, nella costruzione di un mondo immaginario e parallelo, in cui la realtà viene tradotta e distorta così, per ridere.
E' un mondo in cui tutto ha un soprannome e tutti si trasformano nel fumetto di se stessi, un mondo popolato di creature assurde e piene di rumori e colori e che non sanno fare un cazzo, ma i cui difetti (i nostri) esagerati diventano divertenti, e le parolacce fanno sempre ridere (caccamerda), e la televisione è la sorella stupida della famiglia, e di punto in bianco tutti parlano in romagnolo, insomma un mondo in cui scimmiottare le tenerezze che si fanno ai bimbi è una scusa per farsi le tenerezze sul serio.
Correvano gli anni '90, quando un sera le cui coordinate sono andate perdute nei traslochi, io e il ditoarculo (io e il dito abbiamo un trascorso)(so che molte di voi potrebbero dire la stessa frase ..) stavamo incastrati su un divanetto a righine verdi, e alla televisione davano 'Bellissima' di Luchino Visconti. Nella scena in cui la Annamagnani rincuora la sua bimba sciolta nelle lacrime, la chiama 'PATATA', mentre le sistema dolcemente i capelli.Io, che sono parrucchiera dentro e fuori, mi son vista tanto Magnani. E lui? Coi boccoli, le forcine e i lagrimoni? Non poteva che essere 'PATATA' (che tenerezza brutta).
Insomma, mi sono ritrovata in questo post del ditoarculo, in qualità di co-autrice di mirabolanti imprese nel mondo della stupidità, a dover spiegare il perché del nick 'patata'.
Il nick 'patata' non è un granché di originalità, specie a Roma che di 'er patata' son pieni i cassonetti.
Ma attorno a questo 'patata' si è sviluppata una demenza varia, come il pianto per le 'cuginette' patatine prima della frittura, e una quantità impressionante di varianti sul nick 'patata': patrappola, patanga, patrottola, patresca, patroia ecc.
Patata portava i Frizzi, un paio di occhiali brutti come quelli che portava Frizzi negli anni ottanta. Non aveva dita ma cotechini, e piedi detti zattere, che puzzavano di vomito. Se alzava la maglietta la sua pancia faceva 'svlat' e se gli toccavi la punta del naso suonava come un citofono.Ed io? Io al posto delle banali orecchie avevo le 'spoky' (sì, sono un po' a punta, ma non assomiglio a quello di Startrek, uffa), al posto del naso avevo la 'proby' e al posto del mio organo sessuale avevo la 'bistecca'.
Ah: ammetto pubblicamente che ancora oggi anche la punta del mio naso suona come un citofono.
Mi rendo conto mentre scrivo che è tutto moOolto infantile, però rende tutto più possibile.
E pensare che all'epoca ancora non ci drogavamo ..
PS: Patuttaquanta lotta love. Sei riuscito a rendermi orribilmente nostalgica, but I love u.
postato da: ugualina alle ore 10:23 | Permalink | commenti (23)
categoria:cinema, il corpo umano, buoni sentimenti
categoria:cinema, il corpo umano, buoni sentimenti





In pochi giorni ho imbroccato una serie di film che mi hanno fatto pensare.
Niente Benigni.