lunedì, 09 ottobre 2006
Mi si cita, miei cari sudditi, su e giù per la blogosfera.
Mica perché sono blogfamosa, no ..
Mi si cita perché sono in-dis-pen-sa-bi-le.
Qual è l'unica vera cosa indispensabile in questa porca vita? L'Amore! E allora mi si cita perché chi entra in contatto con me non può fare a meno di amarmi. E chi non entra in contatto con me mi ama comunque, solo che ancora non lo sa.
Sì, anche tu.

Se devo dire la verità, io, dentro di me stessa medesima, mi sento schifosetta come una crosta del cesso, perché io SO cosa mi dice il cervello, e non sono mai cose che si possono scrivere in un blog raffinato come questo.
Ma ho imparato a fidarmi degli altri: il mondo mi ama per quello che gli do, mi ama per quello che sono, perché sono così, distrattamente inutile.

La mia inutilità consiste nel coinvolgere le persone che mi girano intorno, nella costruzione di un mondo immaginario e parallelo, in cui la realtà viene tradotta e distorta così, per ridere.
E' un mondo in cui tutto ha un soprannome e tutti si trasformano nel fumetto di se stessi, un mondo popolato di creature assurde e piene di rumori e colori e che non sanno fare un cazzo, ma i cui difetti (i nostri) esagerati diventano divertenti, e le parolacce fanno sempre ridere (caccamerda), e la televisione è la sorella stupida della famiglia, e di punto in bianco tutti parlano in romagnolo, insomma un mondo in cui scimmiottare le tenerezze che si fanno ai bimbi è una scusa per farsi le tenerezze sul serio.

bellissimaCorrevano gli anni '90, quando un sera le cui coordinate sono andate perdute nei traslochi, io e il ditoarculo (io e il dito abbiamo un trascorso)(so che molte di voi potrebbero dire la stessa frase ..) stavamo incastrati su un divanetto a righine verdi, e alla televisione davano 'Bellissima' di Luchino Visconti. Nella scena in cui la Annamagnani rincuora la sua bimba sciolta nelle lacrime, la chiama 'PATATA', mentre le sistema dolcemente i capelli.
Io, che sono parrucchiera dentro e fuori, mi son vista tanto Magnani. E lui? Coi boccoli, le forcine e i lagrimoni? Non poteva che essere 'PATATA' (che tenerezza brutta).
Insomma, mi sono ritrovata in questo post del ditoarculo, in qualità di co-autrice di mirabolanti imprese nel mondo della stupidità, a dover spiegare il perché del nick 'patata'.
Il nick 'patata' non è un granché di originalità, specie a Roma che di 'er patata' son pieni i cassonetti.
Ma attorno a questo 'patata' si è sviluppata una demenza varia, come il pianto per le 'cuginette' patatine prima della frittura, e una quantità impressionante di varianti sul nick 'patata': patrappola, patanga, patrottola, patresca, patroia ecc.
frizziPatata portava i Frizzi, un paio di occhiali brutti come quelli che portava Frizzi negli anni ottanta. Non aveva dita ma cotechini, e piedi detti zattere, che puzzavano di vomito. Se alzava la maglietta la sua pancia faceva 'svlat' e se gli toccavi la punta del naso suonava come un citofono.
Ed io? Io al posto delle banali orecchie avevo le 'spoky' (sì, sono un po' a punta, ma non assomiglio a quello di Startrek, uffa), al posto del naso avevo la 'proby' e al posto del mio organo sessuale avevo la 'bistecca'.
Ah: ammetto pubblicamente che ancora oggi anche la punta del mio naso suona come un citofono.

Mi rendo conto mentre scrivo che è tutto moOolto infantile, però rende tutto più possibile.
E pensare che all'epoca ancora non ci drogavamo ..

PS: Patuttaquanta lotta love. Sei riuscito a rendermi orribilmente nostalgica, but I love u.
postato da: ugualina alle ore 10:23 | Permalink | commenti (23)
categoria:cinema, il corpo umano, buoni sentimenti
domenica, 22 gennaio 2006
funamboloIn pochi giorni ho imbroccato una serie di film che mi hanno fatto pensare.
Nell'ordine: Wonderland, Happiness, Le Conseguenze Dell'Amore, Tu La Conosci Claudia?.
Intendiamoci: io guardo di tutto, non ho un genere preferito e non sono un'intellettuale. Solitamente apprezzo tutto ciò che mi sorprende per intuitività.
Wonderland, pellicola del 2003, con Val Kilmer nella parte di John Holmes, è un filmotto divertente giusto per distrarsi e orripilarsi un po'. Essendoci John Holmes di mezzo, ci si aspetterebbe un film che sguazza fra sesso e carnazza, e invece ci si trova davanti ad un giallo / action / soft-pulp che narra la storia vera del coinvolgimento di John Holmes in traffici di cocaina e finale splatter.
Peccato che Val Kilmer si sia stampato nella mia mente come il Jim Morrison di Oliver Stone, e che quindi ogni apparizione di Jim Morrison in versione papà gonfio d'alcol mi distraesse dall'intreccio narrativo del film, che acchiappa, non c'è che dire.
Su Trovacinema gli danno 2 stelle (su 5). Una stella la aggiungerei.

Ricordo che attorno a Happiness si fece un certo baccano al festival di Cannes del '98.
Ora che l'ho visto, che dire, sono sorpresa (= mi è piaciuto molto). E' un film che mi ha messo di fronte a situazioni che istintivamente scanserei, ma che narrate con questa levità ti prendono per mano e, senza la pretesa di rivelarti alcunché, si fanno guardare per quello che sono: vicende umane, fatte di umanità varie ma tutte drammaticamente ironiche, ciascuna in balìa delle proprie e delle altrui incongruenze.
Anche la scheda di questo film su Trovacinema è drammaticamente ironica: niente stelle, niente recensioni né informazioni sul cast, inesatta e inutile la trama (non è un film di trama).
Per me, 5 stelle, perché è un film inspiegabile, cioè assolve pienamente il suo compito: tocca vederlo.

E cosa becco su Sky all'1 di notte di ieri? Le Conseguenze Dell'Amore, 2004, di Paolo Sorrentino.
Complice la notte e il ronzio del principe mio consorte che dormiva, sono scivolata dentro questo film insolitamente lento per la mia capacità di concentrazione, ma molto atmosferoso: un noir beige.
Spesso durante la visione di pellicole nostrane vengo distratta da una certa teatralità nella recitazione, forse perché sono disabituata alla presa diretta o forse perché i doppiatori italiani sono mediamente più credibili degli attori italiani.
Anche qui c'era teatralità, ma nonostante questo sono rimasta incollata alla tv fino a molto tardi: mi ha tenuto sveglia, sviluppa morbosità.
Lode e gloria sulla scheda (sempre Trovacinema).

E che dire del Xmas-movie 2004 di Aldo Giovanni e Giacomo Tu La Conosci Claudia? visto ieri sera?
Devo dirlo: sono un'indefessa fan di Paola Cortellesi, mi fa ridere sempre, mi fa ridere tutta, mi fa ridere lei. I tre poveri comici sono noiosetti, sempre la stessa pappa, ma il film è godibile, non solo per la presenza dell'immarcescibile Cortellesi e altri personaggi pieni di colori (Ottavia Piccolo, Rossy De Palma), ma anche per un taglio filmico intrigante e ricercato rispetto alla locandina che suggerisce invece un'atmosfera vanzina.
Concordo con le 3 stelle di Trovacinema.

Non posso fare a meno di notare alcuni punti in comune fra questi diversissimi film: solitudine, difficoltà di comunicazione, e un universo maschile desolante, fermo. Anche il più sfigato dei personaggi femminili coltiva in sé il germe della speranza. Quelli maschili no: sono plumbei, sospesi sui loro vuoti esistenziali. Quando non sono sospesi, rimbalzano come palle elastiche rassegnate ad un moto perpetuo, e hanno sempre qualcosa di già visto.
E' davvero così?

(Cortesemente, se sei a conoscenza di un portale sul cinema che offra schede informative più esaustive di Trovacinema, me lo indicheresti?)
postato da: ugualina alle ore 12:54 | Permalink | commenti (9)
categoria:cinema
mercoledì, 21 dicembre 2005
me&youNiente Benigni.
Alla fine ho visto 'Me & You And Everyone We Know'.
Mi è proprio piaciuto.
Sono rimasta dentro il film per giorni, e sono uscita dal cinema piena di visioni. E convinta che quella non fosse una pellicola americana.
Fra noi (al cinema) le sensazioni erano diverse: alcuni attendevano un significato o una chiosa finale, altri nascondevano l'imbarazzo dietro sorrisi gialli, altri sembravano guizzare animati da nuovi spiritelli, altri avevano visibilmente dormito.
Più che l'evento filmico in sé, mi è piaciuto l'effetto che mi ha fatto..
Ho bisogno di uscire da questa dittatoriale catalogazione della vita moderna, che tutto vuol tradurre in parole, significati, processi alle intenzioni, al punto di sovrastare TUTTO con parole, significati, processi alle intenzioni, perdendo per strada ciò che con parole, significati e intenzioni non ha a che fare, come la cute o la peristalsi.
La mia personale battaglia per la depenalizzazione dei piaceri del corpo sta dando qualche inatteso frutto: gli odori, le dita curiose, la saliva, il fiato del mattino..
Ma quanta roba c'è da sdoganare?
postato da: ugualina alle ore 15:08 | Permalink | commenti (6)
categoria:cinema, sesso & carnazza
domenica, 27 novembre 2005
latigreelaneve
QUALE TIGRE ? QUALE NEVE ?

Vorrei tanto andare al cinema.
Ci vado pochissimo (i riti collettivi non mi si addicono), quand'ero principessa ci andavo più spesso, ma ora..
Sarei attratta dal nuovo film di Benigni, ma il sospetto di dovermi ciucciare l'ennesima pellicola politically correct (che mi mette il cervello in pace ma non mi toglie nessuna ragnatela), mi smonta ancora prima di organizzare l'uscita.
Ma poi.. di quale tigre si tratta?
Mina la cantante tigre di Cremona? La tigre di Mompracem?
E quale neve?
Quella di Lapo?

Insomma: ci vado o non ci vado?
postato da: ugualina alle ore 14:01 | Permalink | commenti (10)
categoria:cinema