Quando uscì Thriller nel 1982 avevo 15 anni, vestivo di verde e rosso e il mio impegno quotidiano principale era la lotta contro i brufoli (a questo proposito, se il signor Clearasil mi volesse inviare un telegramma di ringraziamento per averlo praticamente mantenuto per almeno 5 anni non mi dispiacerebbe).Non ero ancora una compratrice di dischi interi (si chiamavano long playing o ellepì o album) ma mi concedevo decinaia e decinaia di 45 giri, che ad oggi costituiscono l'unica collezione del mio passato remoto che non riesco a buttare via (guai a te se mi dai della nostalgica).
Quando avevo 15 anni ascoltavo la radio e VideoMusic, e non avevo fratelli maggiori o altri canali che potessero portare altra musica alle mie orecchie se non quella della radio e VideoMusic. Quindi qualche anno prima di scoprire Bowie e i Doors, incappai nel re del pop.
Appena sentii Billie Jean mi sembrò esaltante.
Il suono era insolitamente brillante e mi sembrava che la sezione ritmica girasse in modo superlativo per le mie giovini orecchie, infatti non potevo evitare di muovermi per seguire il tempo, e quel giro di basso poi (che nell'intro si fa notare con viril prorompenza) mi sembrava che fosse il succo di tutto.
Saltai a pie' pari la fase 45 giri e m'accattai 'o ellepì.
Ma il mio impianto stereo andava a carbone ed io avevo bisogno di più volume (certa roba andava ascoltata con volume).
Fu così che tenendomi le casse attaccate alle orecchie come se fossero delle cuffie, mi vennero 2 belle braccine tornite, che si abbinavano favolosamente ai peli che mi erano testé cresciuti sparsamente sul corpo.
Inutile dire che con le casse attaccate alle orecchie avevo la possibilità di percepire strumenti e suonini che col normale ascolto aereo non avevo sentito mai.
Quell'esperienza cambiò il mio modo di ascoltare la musica.
Pezzi preferiti allora: Billie Jean e Pretty Young Thing.
Pezzi preferiti oggi: Wanna Be Starting Something e Baby Be Mine.
Quando stamattina ho appreso della sua morte ci son rimasta male, sul serio.
Il primo pensiero è stato: la camera iperbarica dunque non è servita a un cazzo ..
Il secondo pensiero è stato: sì però che vita di merda ..
A guardarlo, nulla di lui ci diceva che avesse 50 anni: quando i 50enni che conosciamo noi si tingono i capelli color nero-corvo sembrano solo dei patetici serial killer, ma lui invece aveva un aspetto ormai così assurdo che non pensavo avesse ancora qualcosa di umano e che potesse morire come un cristo qualsiasi, e perciò ci son rimasta male.
Così a metà mattina mi sono sparata Thriller (l'unico disco suo che possiedo perché poi mi ha sempre fatto abbastanza cagare) e ancora mi sorprendo, perché ricordo ancora la posizione esatta di tutti i suoi squittii, e ricordo ancora l'inglese maccheronico con cui cantavo appress'a lui, e ricordo ancora mamasé mamasà mamà cu-sa.
Poco mi importa quante copie ha venduto e quanti poppettari non sarebbero musicalmente nati senza di lui.
M'importa che con quel disco mi ha intrattenuto e mi intrattiene ancora magnificamente.
Un grande applauso a Michele Figliodigiacomo.
postato da: ReginaDelconato alle ore 16:58 | Permalink | commenti (15)
categoria:buoni sentimenti, lammùsica
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Oh .. che peccato ..
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