mercoledì, 21 ottobre 2009
caUn'estate apparentemente sottrattiva.
Prima mi si storce la caviglia mentre corro, che significa rinunciare alla corsa per chissà quanto (toglietemi tutto ma non la corsa)(e la droga, ovviamente).
Poi arriva l'ammutinamento del computer (adiòs).
Siccome avere un computer fuori garanzia è peggio che essere negri, tra diagnosi incerte e ferragosti a grappolo, è passato un mese e mezzo, durante il quale avrei anche dovuto registrare Lostessodisempre in uno studio di registrazione che però è stato saccheggiato 3 giorni prima che io mi ci recassi vi ci.

Il nulla.

Se credessi in qualche dio che mi manda dei messaggi attraverso gli imprevisti, avrei pensato che mi stesse dicendo di fermarmi, di riflettere sulla mia condotta, e di riflettere su tutte le ore che passo al computer, perché il computer non è tutto, infatti il computer non sa pomiciare, e non si fuma, e ogni tanto bisogna mandare a casa la servitù e lavarsi il cesso per conto proprio, cioè purificare lo spirito espletando mansioni umili.

Siccome non credo in nessun dio, ho pensato invece che gli eventi mi stessero regalando una magnifica pagina bianca: fai quello che ti pare.
Per quanto la mia vita fricchettanarcoide sia poco organizzata, è raro trovarsi la nullafacenza tuttantratto davanti così, no?

Innanzitutto, economia domestica (se produci poco, consuma meno).
Mi sono innamorata della gelatiera, un meraviglioso elettrodomestico che non può mancare nella cucina di una drogata moderna e attenta alle proprie esigenze durante gli attacchi di fame chimica estiva. Con la gelatiera infatti potrai confezionare in 30 minuti 4 manate abbondanti di gelato, utilizzando ingredienti semplici e basilari come fruttalattezucchero e un po' di panna (non è venuta l'acquilina in bocca anche a te, cara amica?). Il risparmio è assicurato, e inoltre hai un controllo totale sulla qualità degli ingredienti che tu stessa puoi scegliere dando sfogo a tutta la creatività che non metti nel sesso, amica cara.
La mia specialità? Gelato al caffè: or-gas-mi-co.

La mia pagina bianca .. fin da subito ha iniziato a riempirsi di colori: mi sono messa a dipingere.
Non provo particolare interesse per quello che dipingo, direi anzi che tratto i soggetti come pretesto per usare i colori.
I colori sono una terapia, ve lo dico.
E' stato il principe mio consorte ad ispirarmi, quando una sera della scorsa primavera mi ha chiesto di dargli una mano a dipingere una giraffa su una tela impolverata rimasta inutilizzata dietro l'armadio per anni.
Avevamo pochi colori a disposizione, che lì per lì mi sembrarono tremendi, ma dopo un pomeriggio passato ad accostare rosa rosso e azzurro, li amavo, perché amavo la loro diversità (e qui parte una canzonetta melensa: I love you colors!).
Mentre il principe si perde nel suo progetto di perfezione preventiva, io rivendico il mio diritto di egocentrica di imbrattare le tele e farle vedere, sì (prima o poi arriverà un link).
Ma che si sappia che non è arte, non c'è ricerca: è voglia di colore.

E adesso volevo anche scrivere qualcosa delle inattese vacanze iberiche che ci hanno sferzato lo spirito sul finir dell'estate, ma poi viene un post troppo lungo che io quando li vedo così lunghi mi scoraggio.
postato da: ReginaDelconato alle ore 13:58 | Permalink | commenti (11)
categoria:arte, felicitudine
mercoledì, 08 luglio 2009
avatarStavolta mi è venuta l'ideona: siccome che io sono regina con la gi maiuscola e non voglio che mi manchi niente, ho pensato di inventarmi un'identità alternativa, e di darle vita attraverso un blog (cazzo: so' in forma eh?).
Avrei potuto, chessò, essere un politico di giorno / travestita di notte ma è roba già sentita ..
Avrei potuto essere una piratessa nigeriana pentita e arrivata su un barcone a Lampedusa ma mi manderebbero indietro ..
Avrei potuto essere una delle bocchinare minorenni di papi ma morirei dopo 2 post trafiggendomi l'occhio con l'eyeliner ..
Inutile o troppo facile.

Allora ho deciso che sarò un uomo di mezza età coi peli grigi, non bello (una via di mezzo fra lo scopettone e una a caso delle sorelle Carlucci), non ricco, non profumato, tendenzialmente anarchico. Un quasi disadattato autore di canzonette semi-incompreso, appassionato del suono e del significato delle parole, parole scritte e cantate e parlate e risate.
Per fare in modo che il mio personaggio fosse più credibile ho pensato che avrei dovuto dargli nome e cognome.
Per renderlo più sfigato ho subito partorito Mimmo Fanga, Ugotto Tilla, Pinco Cunél ecc.
Ma non volevo che fosse una macchietta, perciò mi serviva un nome banale e inflazionato: Luca o Marco o Fufi era indifferente. E poi un cognome breve ma che si fa notare, tipo Orfei, o Gucci.
Ecco: Fufi Gucci, ci siamo quasi. La doppia ci è appiccicosa. La zeta è più simpatica, la voglio: Marco Guzzi .. brumm .. Gizzi? .. Frizzi? Bizzi! Luca Bizzi! E' perfetto, anonimo ed eufonico quanto basta. Con un nome/cognome così, Luca Bizzi potrebbe fare anche la domatrice di colombe.

Minchia: ma se questo scrive canzoni, mi toccherà scriverne una! e come faccio? Allora ho tirato fuori il Vaso Magico dalle umide cantine reali e ci ho buttato dentro un po' di Sergio Caputo, di Paolo Conte, di Daniele Silvestri, una manciata di Battisti che ci vuole come prezzemolo, una spruzzata di Romina Power per arieggiare un po' e un pizzico di cori alpini per confondere le idee. Sale e pepe q.b.
Ed ecco che è nata 'Lo Stesso Di Sempre' di Luca Bizzi, e questo è il suo blog (su Wordpress: una favola rispetto a Splinder!).
Le fattezze del figuro che si vede nella foto e nel video non esistono nella realtà. Infatti sono state assemblate al computer: ci ho messo un po' di Luca Barbareschi, di Baffino D'Alema, di Dottor Spock e gli altri indovinateli.
postato da: ReginaDelconato alle ore 13:46 | Permalink | commenti (10)
categoria:arte, blogosfera, curiosità, lammùsica
venerdì, 09 dicembre 2005
soleriPaolo Soleri

Passeggiavo ieri per il centro col principe mio consorte, quando ci siamo imbattuti in una mostra: Paolo Soleri - Etica e invenzione urbana.
Per chi è appassionato di architettura o per chi si sente genericamente creativo.
Paolo Soleri è un sognatore: vedere tanta creatività nell'immaginare stili di vita (e quindi abitazioni e città) molto lontani dal nostro, mi ha riempito di visioni rasserenanti.
L'entrata è libera (viva la cultura gratuita), ma la mostra era vuota, e stavamo a due passi dalla bolgia delirante degli acquisti natalizi..

Paolo Soleri :: Etica e invenzione urbana
ISTITUTO NAZIONALE PER LA GRAFICA - PALAZZO FONTANA DI TREVI
Via Poli 54, Roma
dall'8 ottobre 2005 all'8 gennaio 2006

per conoscere la sua opera :: http://www.arcosanti.org/
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postato da: ugualina alle ore 12:20 | Permalink | commenti (6)
categoria:arte