Un'estate apparentemente sottrattiva.Prima mi si storce la caviglia mentre corro, che significa rinunciare alla corsa per chissà quanto (toglietemi tutto ma non la corsa)(e la droga, ovviamente).
Poi arriva l'ammutinamento del computer (adiòs).
Siccome avere un computer fuori garanzia è peggio che essere negri, tra diagnosi incerte e ferragosti a grappolo, è passato un mese e mezzo, durante il quale avrei anche dovuto registrare Lostessodisempre in uno studio di registrazione che però è stato saccheggiato 3 giorni prima che io mi ci recassi vi ci.
Il nulla.
Se credessi in qualche dio che mi manda dei messaggi attraverso gli imprevisti, avrei pensato che mi stesse dicendo di fermarmi, di riflettere sulla mia condotta, e di riflettere su tutte le ore che passo al computer, perché il computer non è tutto, infatti il computer non sa pomiciare, e non si fuma, e ogni tanto bisogna mandare a casa la servitù e lavarsi il cesso per conto proprio, cioè purificare lo spirito espletando mansioni umili.
Siccome non credo in nessun dio, ho pensato invece che gli eventi mi stessero regalando una magnifica pagina bianca: fai quello che ti pare.
Per quanto la mia vita fricchettanarcoide sia poco organizzata, è raro trovarsi la nullafacenza tuttantratto davanti così, no?
Innanzitutto, economia domestica (se produci poco, consuma meno).
Mi sono innamorata della gelatiera, un meraviglioso elettrodomestico che non può mancare nella cucina di una drogata moderna e attenta alle proprie esigenze durante gli attacchi di fame chimica estiva. Con la gelatiera infatti potrai confezionare in 30 minuti 4 manate abbondanti di gelato, utilizzando ingredienti semplici e basilari come fruttalattezucchero e un po' di panna (non è venuta l'acquilina in bocca anche a te, cara amica?). Il risparmio è assicurato, e inoltre hai un controllo totale sulla qualità degli ingredienti che tu stessa puoi scegliere dando sfogo a tutta la creatività che non metti nel sesso, amica cara.
La mia specialità? Gelato al caffè: or-gas-mi-co.
La mia pagina bianca .. fin da subito ha iniziato a riempirsi di colori: mi sono messa a dipingere.
Non provo particolare interesse per quello che dipingo, direi anzi che tratto i soggetti come pretesto per usare i colori.
I colori sono una terapia, ve lo dico.
E' stato il principe mio consorte ad ispirarmi, quando una sera della scorsa primavera mi ha chiesto di dargli una mano a dipingere una giraffa su una tela impolverata rimasta inutilizzata dietro l'armadio per anni.
Avevamo pochi colori a disposizione, che lì per lì mi sembrarono tremendi, ma dopo un pomeriggio passato ad accostare rosa rosso e azzurro, li amavo, perché amavo la loro diversità (e qui parte una canzonetta melensa: I love you colors!).
Mentre il principe si perde nel suo progetto di perfezione preventiva, io rivendico il mio diritto di egocentrica di imbrattare le tele e farle vedere, sì (prima o poi arriverà un link).
Ma che si sappia che non è arte, non c'è ricerca: è voglia di colore.
E adesso volevo anche scrivere qualcosa delle inattese vacanze iberiche che ci hanno sferzato lo spirito sul finir dell'estate, ma poi viene un post troppo lungo che io quando li vedo così lunghi mi scoraggio.




