domenica, 31 maggio 2009
pericoloFrancamente è una pena.
E' una pena vedere le persone che amo, avvitate, di sicuro non per scelta, attorno all'unica necessità di sopravvivere economicamente, cioè riuscire almeno a controllare i debiti.
E' una pena perché le persone che amo hanno bisogno di più tempo per loro stesse.
E' una pena perché le vorrei vedere libere non tanto dai soldi quanto dal pensiero dei soldi.
Oh, io non navigo nell'oro: anch'io controllo il debito e bona. Però arrivo agli odierni giorni di crisi già allenata alle rinunce, da quando cioè ho cominciato (17 anni fa) a mollare certi agi per favorire una vita via via sempre più somigliante al mio ideale, cioè dedicarmi ad attività che mi appassionano, lavorare il minimo stando a casa e andare per il mondo solo per piacere.
E' pleonastico chiudere la parabola sottolineando che sono rimasta incastrata in casa perché ad andare per il mondo ho dovuto rinunciare per questioni economiche. Così ho chiesto al mondo se ogni tanto potesse fare un salto da me (non ho ancora ricevuto risposta - che brutto mondo).

Per esservi d'esempio (lagnosi poveracci che non siete altro), ecco i tagli alle spese più clamorosi che io medesima regina ho attuato negli anni:

• taglio n°A - la Conatomobile (il mio mezzo personale, il luogo non-luogo dove preferivo ascoltare musica, lo strumento della mia libertà di sfanculare altrove)
• taglio n°B - le sigherette (ho smesso 4 anni or sono; fumavo le marlboro light, le sigherette più puzzone di tutte: please get off)
• taglio n°C - il cinematografo (roba da selvaggi: io e il principe son 2 anni che non andiamo al cinema .. presto perderemo l'uso della parola, i piedi diventeranno prensili e alla fine voteremo B*rlusconi)
• taglio n°D - i petti di pollo (oltre allo sconcerto nello scoprire che esistono polli fatti a forma di pollo intero, ho provato orrore nello scoprire che un pollo intero costa 3 volte meno di un petto di pollo fatto a fettine, ma siamo matti?)
• taglio n°E - acqua in bottiglia (qui siamo stati bravi, perché ormai produciamo pochissima plastica, grazie dell'applauso)
• taglio n°F - occhiali da sole (uno dei pochi oggetti di cui arrivai ad essere collezionista. Ora ne ho un solo paio da battaglia, che uso molto anche quando non c'è il sole perché sono fotovoltaica, no .. come si dice, fotofobica? sono fotoqualcosa, e se esco di casa dimenticando gli occhiali cammino parandomi il viso come se un prete mi stesse tirando dell'acqua santa)

Nel frattempo sto per approvare altri tagli a corte: via mutande e biancheria intima in generale (giusto per movimentare l'erotismo) e basta con la droga. Però senza droga l'erotismo è meno intenso, quindi indosseremo la droga al posto delle mutande e vedremo l'effetto che fa.

(credo che il segreto stia tutto nel vivere la rinuncia come una prova d'indipendenza, ma non sempre riesce, data la difficoltà a distinguere ciò che consumisticamente desideriamo da cio che è indispensabile. Nessun altro ha fatto delle prove?)
postato da: ReginaDelconato alle ore 12:08 | Permalink | commenti (18)
categoria:soldi
lunedì, 11 maggio 2009
barboncinoDomanda: come starei io se mi trovassi al posto suo?
Che è la versione soft dell'intrinseco e se io non fossi io?

Chi queste domande se le pone crede nelle alternative.
Quelli che invece queste domande non se le pongono vivono nel loro mondo, anzi, nel mondo loro. Un mondo in cui è preferibile ignorare chi, per innumerevoli motivi, si trovi a vivere un'esistenza diversa dalla loro.
Ignorare la diversità è bene perché la diversità non è altro che un complotto della sinistra atto a screditare la giustezza della normalità, normalità di cui loro sono portatori esemplari. Chi è diverso da loro afferma il contrario della normalità. L'anarchia del diverso offende la fatica che loro fanno per essere normali.
Loro sono quelli che usano l'aggettivo 'normale' come se, similmente a loro, l'idea di normalità non avesse evoluzione.
Loro sono anche quelli che con la scusa di mantenere le tradizioni escludono l'autocritica, perché l'autocritica è un complotto della sinistra atto a mettere in discussione la sensatezza delle tradizioni in favore di una sofferta presa di coscienza, che da come suona dev'essere un altro complotto della sinistra atto a farti sentire sempre uno schifo o, alla peggio, a costringerti a cambiare.

Io assomiglio più a quelli che vivono nel mondo loro. Infatti ho anch'io le mie tradizioni, che faccio fatica a buttare giù, e che anzi a volte mi danno l'impressione di essere il mio unico sostegno.

Detto questo, ogni tanto, traviata da rari ma improvvisi slanci di umanità, ci ho anche provato a mettermi nei panni, per esempio, di un deputato leghista che si chiama Salvini, ma non ci riesco mica!
Sì, va bene, a mettermi nei panni di una persona che banalmente soffre come un cane ci metto un nanosecondo, ok?, stare male è una merda, I know, fine dell'immedesimazione.
Poi passo a Salvini e .. non ci riesco: non ho abbastanza dati per riuscire ad immaginare come sia per lui essere nato e vissuto evidentemente in una riserva milanese che viene improvvisamente invasa da tribù pluri-gluteate (piene di chiappe) che migrano nella sua riserva dalle terre più povere del globo appositamente per rubare i posti sulla metro a Salvini o ad altri ariani longobardi.

Povero Salvini: vive in un mondo così piccolo che la persona che va o torna dal lavoro è un concetto troppo ecumenico per lui, e soprattutto non soddisfa il maschio imperativo di stabilire chi comanda.
Si direbbe che nella sua testa il diritto di essere stanco sia direttamente proporzionale alla milanesità, non so .. O forse che il diritto di stare seduto sul mezzo pubblico sia un segno di rispetto dovuto a chi sopporta Milano da sempre ..
Di sicuro Salvini ha le idee inquinate dalla polvere.
Ma lasciatemi fare quattro chiacchere direttamente col Salvini:

Caro Salvini
stai cagando fuori dal vaso: la tua idea è troppo assimilabile a robe già viste, per fortuna finite o finite male. Lascia perdere.
Se poi queste robe me le ricordo io che sono colta quanto una zolla, fidati: passeresti alla storia come quello che ha copiato un'idea stronza che poi ha fatto scoppiare dei casini che passerebbero alla storia come i Casini di Salvini ecc.
Mi permetto, Salvi', di essere così franca con te perché ho provato a mettermi nei tuoi panni, ma mi sono ritrovata a cagare fuori dal vaso, e questo è poco regale, la corte poi mi si scandalizza e non ha tutti i torti, cerca di capirmi.
Se insisti su sta cosa sarai solo un cattivo esempio per me e per tutti gli altri cacatori privi di mira.
E smettila di ripassare la storia sui Giornali Sonori dell'Istituto Luce che poi ti confondi.
saluti

RdC

PS: Vuoi una scusa per ritirare la cazzata che hai sparato e sperare di scamparla?
Di' che è stato un complotto della sinistra: pare che il popolo questa se la beva sempre.
postato da: ReginaDelconato alle ore 19:24 | Permalink | commenti (14)
categoria:politicamentazione