mercoledì, 30 gennaio 2008
Cari amici particolarmente gay, è interessante osservare in questo video moderno, il modo ingegnoso in cui certi gayz riescono perfino a ridere della loro disgrazia.
Restano comunque abominevoli, perché l'ha detto la Giusy Ratzinga Zeta Jones.
E allora facciamoli contenti: diamo loro la visibilità, così forse la smetteranno di importunarci i mariti, dietro i cespugli, di notte.
postato da: ReginaDelconato alle ore 12:42 | Permalink | commenti (12)
categoria:curiosità, abominio
venerdì, 25 gennaio 2008
ochestarnazzanoOggi niente notiziari: non ho voglia di sentire le solite oche che starnazzano le loro ragioni dai loro cartelloni pubblicitari.
Tanto, lo sappiamo tutti che dietro non c'è niente, tranne un'impalcatura di tubi innocenti, cioè gli altri affiliati alla cosca d'appartenenza, cioè la 'famiglia'.
Starnazzano da giorni (alcune da anni) senza conoscere sosta: una noia mortale. Dubito che sappiano fare altro, e comunque non lo fanno neanche bene.
A guardarle, tutte così affannate nella costruzione della loro bella figura, è evidente che l'unica idea condivisa da tutti è proprio quella di nascondersi dietro la bella figura.
Nulla di pratico. Nulla di reale. Solo bella figura.

Io, che non faccio una ceretta da almeno 3 anni, da questo clima di luccicante mafia moderna tutto marketing e niente sostanza, mi salvo perchè il principe mio consorte è un uomo concreto, sintetico, privo di diplomazia, un uomo che cucina pasta e ceci  insomma. Non è uno da bella figura (infatti mi permette di scoreggiare a tavola)(grazie amoremio).

Non ho il virus della nostalgia e non amo le ricorrenze, ma verso la fine di gennaio mi viene in mente che è in questo periodo che, 6 anni fa, ho conosciuto il principe, un freddo inutile lunedì sera a Roma. Due chiacchiere in chat e dài, vediamoci per una pizza. A catturarmi fu subito il bolide con cui il futuro principe arrivò all'appuntamento, una matiz del 1848 con tutte le ruote, e pensai: questo è un uomo che va oltre (oltre la carrozzeria).
Nell'abitacolo ebbi modo di diffondere subito un po' della mia nebbia (nebbia padana? direi calabrese)(ottima)(bei tempi) e si capì immediatamente che il nostro feeling era stupefacente. Durante la pizza, mangiavo la suddetta con la bocca e la sua bocca con gli occhi, finché lui disse - mi stai per baciare? e pensai: questo è un uomo che capisce la mia faccia (un facciamante).
Appena fuori dalla pizzeria, non ricordiamo dove caspita abbiamo parcheggiato il bolide (che confusione, sarà perché ti amo?). Ma dov'è ma dove non è, come cani con la cistite, facciamo varie soste nei portoni di S.Lorenzo, e penso: questo è un uomo che sa usare la lingua.
Appena possibile, ci ritroviamo ad esplorare la nostra nudità. Quando lo vedo nudo penso: questo è un uomo.
Finiamo la notte all'alba, tramortiti dalla nebbia che nel frattempo avevamo ricreato anche in quella camera da letto, camera che non era né mia né sua, forse di un suo ex (non posso mica ricordarmi tutto!). Dopo poche ore di sonno decidiamo di andare al mare a farci uno spaghetto allo scoglio, e nella serena vaghezza del relax soffuso penso: questo è un uomo che non ha voglia di lavorare (come me!).
Le parole scorrevano fitte e la lingua, per un motivo o per l'altro, non stava mai ferma. Ci ritrovammo sulla spiaggia io lui e il popper, su un lettino abbandonato fra le dune di Ostia, sullo sfondo di manifesti già sbiaditi di pubblicità, con un forte vento fra i pensieri e la sabbia sui denti a testimoniare la nostra effettiva felicità.
Dopo una bella limonata a ventosa, lui raggiante mi scosta da sé come per rimirarmi e mi dice che mi ama, e me lo dice così, con l'enfasi di chi ha appena ricevuto una promozione. Io penso: questo è un uomo esplicito. Ma anche sbrigativo. Ma anche romantico. Ma anche ..
I 'ma anche' si traducevano sul mio viso in un'espressione interrogativa/perplessa tipo mento in dentro e sopracciglio alzato.
A quel punto lui, uomo che legge la mia faccia, disse con propositivo entusiasmo - facciamo finta di amarci? Facciamo finta di essere innamorati? Ti va?
Pensai: questo è un uomo a cui piace giocare con le bambole.

In quel preciso istante mi resi conto che l'amore non esiste, però io e lui eravamo disposti a inventarcelo per gioco e a credere alla nostra invenzione, a buttare via un pomeriggio in un'idea condivisa, un'idea che sarebbe esistita per la durata del nostro casuale accordo: nulla di impegnativo, solo finché stiamo bene insieme.
Con mia sorpresa, questo gioco non scricchiola.
Per chi crede alle ricette, basta un po' di senso pratico (e niente bella figura).
postato da: ugualina alle ore 03:52 | Permalink | commenti (14)
categoria:uomini veri
lunedì, 14 gennaio 2008
C'hai presente quando ti fanno vedere il prima e il dopo?
Lei prima non sapeva di niente, anzi, data l'assenza di tette, era convinta di non esistere. Ma dopo l'intervento, durante il quale la farciscono con 2 grosse poppe di plastica, lei finalmente ESISTE, finalmente donna, finalmente guardatemi (son bassina ma ho tutte le mie cosine al posto giusto).
Ecco: togliere le televisioni al berlusca sarebbe come bucargli le poppe di plastica con un cacciavite.

silvio dice: Sì al dialogo con il centrosinistra sulla legge elettorale, ma in cambio netto no alla riforma della tv e sul conflitto di interessi e afferma che il progetto di legge gentiloni è 'criminale' (a lui piacciono tanto aggettivi come 'criminale' o 'criminoso', basta che ci sia dentro il crimine).
Ah, silvio, che grande statista, che vis politica! E' evidente che la legge elettorale è utile agli italiani tanto quanto le sue poppe di plastica sono utili a lui: il baratto mi sembra equo. Sono proprio curiosa di sentire come commenterà quel sagacione del Wa(l)ter Veltrusconi.

E' giusto - mi dicono - e sacrosanto che silvio difenda le sue tette perché le sue tette sono proprietà privata. Che poi lui ci inondi col suo materno sintetico latte, è solo un atto di generosità. Grazie Silvio che ci inondi col tuo latte a gratis!
Grazie perché ora siamo tutti autorizzati a pensare che chi non la pensa come noi è semplicemente contro di noi (come ho fatto a non arrivarci da sola?). Ora siamo autorizzati a pensare che i nostri doveri nei confronti della comunità si possano mercanteggiare in cambio di un paio di tette. Del resto, lo diceva anche la mia regal nonna Adele: gnanca el can no'l moe la coa par gnente, nemmeno il cane mena la coda inutilmente. Non si fa niente per niente.
Scommetto che è così che si fanno i soldi, vero silvie' ?

Grazie all'esperienza di silvio con le sue tette, tutte le televisioni hanno capito che raccontare la realtà è un atto sconveniente, che la gente poi si incazza e ti tira le monetine. La realtà non è cosa per tutti. Meglio una rubrica di cucina regionale (oggi, pizzoccheri integrali alla marmellata di carrube) , o un quiz con tanti chili di gnocca fresca spruzzati qua e là, o una fiction con tanti chili di gnocca fresca spruzzati qua e là. Oppure un talk sciò con tanti chili di gnocca fresca spruzzati qua e là. Oppure un documentario sulla gnocca fresca.
milingo Così facendo, si evita di dover affrontare vicende scabrose che offendono il buongusto degli italiani, i quali, essendo tutti benpensanti cattolici (sì: anche tu), di sicuro mal sopporterebbero, per esempio, la presenza in video dell'ex cardinale Milingo, un demone negro travestito da bonaccione negro che insiste col volersi accoppiare con una donna asiatica nonostante la scomunica del vaticano (che notoriamente aborre i rapporti eterossessuali e interrazziali).
Chi cazzo si crede di essere 'sto Milingo? Perché non violenta i bambini nel confessionale della sua chiesa, come fanno i bravi preti che non vogliono dare scandalo?

E adesso, un po' di scempiaggini per coglionare google: Milingo è una spia gay, berlusconi rinuncia alla prossima blefaroplastica, ratzinger è bella.
postato da: ugualina alle ore 09:17 | Permalink | commenti (20)
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