giovedì, 27 dicembre 2007
triolescanoBassa veronese, 24 dicembre, vigilia di natale, ferragosto dei consumatori. Il paese brulicava di anime sante alla ricerca del regalo per la cognata del cugino del gatto della nonna del vicino. L'aria profumava di legna (che cazzo mi sto fumando?) e di affratellante giuoia.
Le donne nelle cucine farcivano il farcibile (no, il cane no), gli uomini erano fuori a far legna (invece di farsi seghe come gli altri giorni) e i bambini .. i bambini non c'erano, non c'erano bambini, non ho visto bambini (vuoi vedere che i bambini padani lavorano anche la vigilia di natale come i bambini cinesi?).
La tipica/solita uggia padana avvolgeva i nostri pensieri, che infatti erano tutti umidi, perciò cercammo riparo nel Bar Armando.

Il Bar Armando fu il luogo meraviglioso in cui le mie timide labbra di principessa succhiarono i primi ghiacciuoli alla menta, il luogo in cui fui illuminata dalle prime bestemmie a colori: è il bar ufficiale del paesello in cui ho vissuto per i primi 25 lentissimi anni della mia vita.
Il Bar Armando ha subìto così tanti lifting da non essere più riconoscibile, ma l'atmosfera pesantemente sospesa è sempre la stessa, così come gli uomini da bar, che hanno sempre la faccia beotamente beata di chi solo al bar riesce a sublimare la propria nullità.

Parcheggiamo le renne ed entriamo, io e la Fatafosca, nel suddetto bar. Prontamente ci accoglie Frau Cattiva, una tizia buia tutta di nero bardata, che sprizza rigore ed efficienza da ogni spigolo. Una di quelle che ti guardano male perché esisti.
- 'sera signori, prego signori, altro signori?
Io e la mia amica vorremmo ricamare 2 chiacchiere appartate e perciò ci dirigiamo istintivamente verso una saletta vuota e ben illuminata, dove ci sono alcuni tavoli con dei quotidiani buttati lì, il presepe incastrato nel caminetto (che simpatica idea matta, prendete nota care amiche) e le lucine colorate che lampeggiano ignare della crisi energetica. Di fronte a me, dal centro della parete, mi viene incontro un antico ritratto fotografico di Bruno Vespa pelato.
Ma checcazzodico: è Benito Mussolini!
mm .. la neritudine di Frau Cattiva assume una valenza ideologica! Chissà se il suo nome di battesimo è Claretta o Edda (forse Claredda).
E' un'imboscata? Ci picchieranno con dei grossi manganelli neri?

Essendo nata qui, so che la fantasia da queste parti è così scarica che il ripescaggio nel passato sembra l'unica opzione ragionevole a cui attaccarsi, ma, giuda porco, un altro idolo no? Non vi è venuto in mente niente di meglio? Tipo, un bel poster dei Tokio Hotel? del Trio Lescano? Per carità, non posso sganciarmi dalle mie tetre radici culturali fasciste. Ciò non toglie che vedere il ritratto del duce esposto con orgoglio mi turba un po': sapevo che era nell'aria, ma credevo fosse solo un fantasma ..
Comunque non ci siamo fatte intimorire, io e la Fosca, e abbiamo brindato alle nostre chiacchiere con del bollente thé padano, all'ombra del mascellòn mussoliniano.
Non era un'imboscata, non ci hanno sfiorate neanche con un dito (mannaggia). Non ci ha cagato nessuno tranne Frau Cattiva che ogni tanto si affacciava lanciando fulmini gratis.
Sono quasi certa che la silente severità del duce ci abbia protette da marocchini e omosessuali di passaggio. Ma anche dai fulmini di Frau Cattiva.

Non ho mai avuto modo di prendere visione del noto film della brontochecca Franca Zeffirella dal titolo Tea With Mussolini, ma sono certa che Benito si sia divertito di più con noi che con quel branco di vecchie.
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categoria:curiosità
martedì, 18 dicembre 2007
lauraDa un bel pezzo a corte si farfuglia l'ipotesi di uscire dalla città per vivere in campagna.
Ultimamente se ne ciancia con più convinzione. Perfino il principe mio consorte (che sta al computer come Ratzinga Zeta sta alla santità) si è messo in moto e ha cercato delle case di campagna nel gùgol che c'è dentro in sull'internet.
I motivi della meditata fuga sono tanti, milioni di milioni (evviva i culattoni), ma principalmente vorrei andarmene per soddisfare l'intima esigenza di approfondire e scannerizzare il dentro di me stessa e ritrovare la mia anima, se si trova ancora dentro di me (forse tra il fegato e la vescica), e darle il mio numero di cellulare, così magari la chiamo, anzi mi chiami lei, 'sti cazzi. E poi voglio liberamente scoreggiare fra i verdi prati come Laura Ingols, magari nuda con una tromba in una mano, oppure anche nell'altra mano, e il principe mio consorte nella mano rimanente, se ne rimane una libera.
Secondariamente (ma è davvero un dettaglio insignificante)(una pagliuzza) vivere a Roma costicchia.
Sia chiaro, la regina non si sta lamentando: la regina è spaventosamente RICCA.
Sto solo dicendo che fuori Roma potrei avere di nuovo la mia corte, e riacquisire così un po' di sana boria regale.

Ma poi succede che un sabato sera esci da palazzo e ti trovi ad una festa di compleanno, dove ti diverti un sacchissimo, e non perché qualcuno ha messo la droga nel brunello, ma perchè l'organizzatore della festa è riuscito a mettere assieme qualche dozzina di personaggi abbastanza stupidi e capaci di ridere senza motivo e senza soffocare. E ridere, si sa, è come l'aids: contagioso.
C'è gente così stupida in campagna?

Questo compleanno, la calata della Fatafosca e la Festa del Blodo Flito sono stati gli eventi più mondani dell'anno. Se mi trasferissi in campagna, sono questi gli eventi a cui dovrei rinunciare, sigh.
Veh: la Fatafosca so che mi verrà a trovare ovunque. Alla Festa del Blodo Flito non ci voglio andale più pelché il flito stlopia. Ma se io stavo decentrata nella Tuscia, col cazzo che tutta quella gente stupida sarebbe venuta da me: mi sarei dovuta spostare io (uff)!
Insomma: Roma o Tuscia?
Pubblici mezzi o privato trattore?
Vatican cupolone o termali pozze?
Orgiastica bolgia o ascetico isolamento?
Cancerogeno smog o fetido letame?
Antica bolletta del gas o costoso fotovoltaico?
Romanaccio Antonello o bucolico Toto?
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categoria:felicitudine
lunedì, 10 dicembre 2007
mafiaNel frattempo ascolto i Police.
Ho sciolto i loro 5 dischi in un unico cd di mp3. Uau. Mi sto rendendo conto solo adesso di quanto il formato mp3 abbia cambiato il mio modo di ascoltare musica. Mi sparo certe giornate monografiche che sono un tuffo nelle viscere degli autori (speriamo non mangino pesante). E ogni volta mi prendo le canzoni in faccia come se fossero ragnatele in cui rimango invischiata per giorni, contro la mia volontà. Sabato e domenica ho convissuto con Can't Stand Losing You. Oggi è il turno di Darkness, un pezzo firmato non da Sting ma da Stewart Copeland, che tra l'altro un colpettino glielo si può ancora dare, al Copeland (alzi la mano chi non ha un debole per i batteristi sudati e in odor di genialità). A Sting, che di sicuro brutto non è, darei invece una botta in testa, forse anche tre o quattro, con la borsetta di piombo.
Ho rotto con Sting da quando ha scritto questa roba, imperdonabile per uno che ha scritto Walking On The Moon.
Devo proprio dire che i Police mi arrapano musicalmente. Sì, è vero che anche pelare le patate mi arrapa, ma i Police di più, in particolar modo Stewart Copeland (l'ho già detto?).

Daniele Luttazzi invece non mi arrapa affatto, però mi fa ridere almeno quanto è brutto.
Mi fa ridere sia quando capisco la battuta dopo 5 minuti, sia quando sparge fighe e sperma e morte dappertutto per godere dell'orrore che fa.
Per qualche settimana ho goduto della sua lordissima bocca a Decameron, poi mi sono persa la scorsa settimana e poi puf, sparito. Again. Soppresso dal palinsesto e sostituito dal solito telefilm americano isterico pieno di pistole e ciuffi perfetti.
Pare (mannaggia a me che stavo altrove) che ci sia andato giù pesante sul cardinale Giuliano Lindo Ferrara, un personaggio che trasuda (e strasuda) onestà e candore da tutti i buchi del culo, uno dei personaggi di punta (e di merda) de la7, uno di quelli che riescono sempre nell'intento di farti sentire stupido, lasciandoti però la netta sensazione di averti solo inchiappettato con le parole. Mi spiace per Ciccino Ferrara, perché secondo me una persona intelligente che non sa ridere di sé, o ha la coda di paglia o non è affatto intelligente.

Oh bella, e adesso?
A chi sputo in faccia?
Stavolta né ai politici ammastellati né al nano kabuki (che ormai lo confondo con la Santanché, pora stella..). Mi ero fatta l'idea che la7 fosse una piccola oasi in cui i fascisti hanno il buon gusto di non offendersi, e invece ..
Non so darmi una spiegazione plausibile.
Tranne che la mafia è costume.
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categoria:uomini veri, lammùsica