mercoledì, 20 giugno 2007
Sabato sono andata al Gaypride, sì sì, e per l'occasione mi sono travestita da culattone con la barba e mi sono fatta scortare dal solito Ditazzo e da Natoridendo, che sono 2 cristoni che se non ridono fanno quasi paura, ma se li porti al Gaypride ti fanno da maxi-majorettes.

Al solito, il Gaypride ti mostra tanta carne, ma sempre più confusa: culi ascellari, tette cavigliari, tette al posto degli zigomi, chiappe al posto dei bicipiti, panze e danze, pelo e contropelo, leather latex botox bisex trisex, uh, oh, favolosa, divina, fanatica .. insomma di tutto, ma così di tutto che nessuno si sarebbe sentito escluso. Una gioia superficiale ma condivisa. E giuro che non ero drogata, io.

Verso sera il corteo arriva in piazza sgiovanni e iniziano i discorsi delle autorità. Va detto che dagli altoparlanti si odono quasi esclusivamente voci di donne, fra cui alcune sono eterosessuali (la Guerritore, la rappresentante dell'Agedo, la ministra Pollastrini..), ma di uomini ne ho sentiti parlare solo un paio, di cui uno di nazionalità russa (uno dei pestati del pride moscovita) e l'altro con la voce da sarta.
Ah, l'inno del Gaypride di quest'anno lo ha scritto Daniele Silvestri, che gay non è.

Mi guardo attorno e la mia impressione è che i maschi gay, così come i maschi etero, non stiano proprio benissimo. Di fatto sono i meno partecipativi: non prendono iniziativa, non concorrono alle leadership, non ascoltano e non si esprimono, adorano stare pigiati l'uno contro l'altro nel gregge indistinto ma si annoiano come se fossero a messa non appena c'è da ascoltare, sempre un po' spettatori storti, con lo stridente sottofondo delle voci delle femmine incazzate che si alternano al microfono.
Permettete 2 paroline agli amici gay:

Cari frocelli d'italia,
l'italia non s'è desta, l'italia ancora dorme.
Dorme perché voi froci la lasciate dormire, tranne il giorno del Gaypride che spaccate i maroni coi fischietti per le vie del centro.
Ma il resto dell'anno? Fischiate dietro le fighe per non sfigurare con i colleghi? Vi fate ingessare i polsi per non gesticolare troppo? Come fate a nascondervi?
No perché .. pare proprio che quest'italia berlusconiana non sappia un cazzo di omosessualità!
Qual è il vostro grado di autostima gli altri 364 giorni dell'anno?

Amici gay, cerchiamo di ragionare: il silenzio che per tanto tempo ha avvolto l'argomento omosessualità, vi ha fatti crescere in un ambiente totalmente impreparato al vostro arrivo, ed è per questo che molti di voi sono fuggiti dai propri natali per imparare a vivere.

gayprideL'italia anticomunista berlusconiana ha paura del barbaro invasòr chiunque esso sia (chiunque sia diverso e orgoglioso di esserlo), e siccome essere gay in un paese cattolico è come essere carbonari, l'italia ha paura dell'omosessualità perché non sa cos'è.
E' inutile parlare di matrimoni gay e adozioni gay e famiglie gay se l'italia ancora ignora che l'omosessualità non è una moda straniera, che non è un virus, che non basta parlarne per fare proseliti e che non basta non parlarne perché non esista.
L'ambiente che vi circonda è ostile perché ha paura, perché cerca di difendersi da qualcosa che non conosce, mentre voi, che ormai siete delle consapevoli sgualdrine, avete L'OBBLIGO di bonificare l'ambiente e regalare a chi vi sta attorno un pezzo di realtà che non conosce.

Facciamo 2 conti: pare che a livello mondiale, la percentuale della popolazione omosessuale rispetto alla totalità sia del 5%. Quindi in italia siete circa 3 milioni (cifre discutibili, ma fateme fini' er concetto). Se ognuno di questi 3 milioni si assumesse l'onere di uscire allo scoperto almeno con 100 persone nell'intero arco della propria vita, gli italiani avrebbero 300 milioni di occasioni per conoscere una persona omosessuale, avrebbero cioè la possibilità di farsi un'idea propria anziché prenderla in prestito dal premier vaticano Giusy Ratzinga Zeta Jones.

Uscite dalle darkroom, parlate con la gente, buttate nel cesso il concetto di privacy, che sennò il silenzio vi si ritorce contro .. ma fatelo, cazzo! Evangelizzate! Uscite da quei tombini!
(il vittimismo mi dà un po' sui nervi)
(vado a rotolare qualcosa di tranquillizzante)
postato da: ugualina alle ore 17:00 | Permalink | commenti (22)
categoria:nulla, uomini veri
martedì, 05 giugno 2007
bloggerzIn principio abbiamo pensato a Pacca la sanna, poi qualcuno ha suggerito Cassa la panna. Infine, non si sa come, è uscito questo Passa la canna che istintivamente ci è parso il titolo più adatto al nostro post a blog unificati.

Nostro di chi?
Di noi bloggerz?
Mai conosciuto bloggerz in vita mia.
Per quale motivo incontrare il blogger se è il suo blog a piacermi?
Rischiare di rovinare la suggestione dello scritto con l'eventualità di dover affrontare un alito pesante?
Na.
Ma poi .. sono così disperata che per esercitare la mia socialità devo ricorrere alle cene fra bloggerz? z? Una regina mondana e drogata come me?
Ok, la mia agenda, dunque: la settimana prossima ho la cena con le signore del corso di Stencil Apocalittico .. poi .. domani vado da Castorama a prendere un tosaerba che ormai l'Epilady non va più bene .. a novembre c'ho il raduno alpino a Cividale del Friuli .. poi ..
Vabbé, c'avevo il week end scoperto, e quando Lunafrìttola (mi piacerebbe se la Luna-saga continuasse con parole che cominciano per 'fr', che ne dici Lunafrantoio?) .. e quando Lunafrociarola mi ha proposto un mini-bloggerz-raduno con tanto di fata in trasferta e dita impertinenti, ho detto yes.

In effetti non ci avevo mai pensato. Non avevo mai pensato al fatto che negli ultimi 2 anni vi ho raccontato gran parte dei cazzi miei, e che probabilmente i più acuti di voi ormai mi conoscono meglio della mia mamma.
E se il Dito mi conosce come nessuno, e se Lunafrusta è stata per anni la mia veggente di fiducia, la Fatafosca invece non l'avevo incontrata mai. Ma è stata come una rimpatriata degna dei bei vecchi tempi, i tempi delle buone cose di una volta, buone perché tutte naturali, naturali perché non trattate chimicamente (...).

Appena incontrateci, le lingue si sono sciolte senza alcun contegno, picchiando a destra e a manca ma soprattutto dove il dente duole.
Le parole più usate sono state 'assertivo' e 'pompino' (mai nella stessa frase).

Dentro la Fosca (Inside la Fosca) mi è parso di distinguere nitidamente una camionista lesbica con una disperata voglia di ruttare, una sessuologa inglese con un disperato bisogno di più tempo per l'amore e un'artista di strada apolide che non dispera mai.
Queste 3 entità convivono e condividono pacificamente un Macinino Sparacazzate Beghelli che si ricarica con le cazzate altrui e anche con quelle che lui stesso produce.
Come fa? Non so, ma la Fatafosca è magica: è una fata vera veramente.

Che cosa ho imparato dal bloggerz-raduno?

imparamento n° A) non tutti i bloggerz vengono per nuocere.

imparamento n° B) nessun bloggerz viene per farti le pulizie.

imparamento n° C) fra bloggerz ci si sente stupidi e intelligenti, ma mai qualunque.
postato da: ugualina alle ore 09:35 | Permalink | commenti (18)
categoria:blogosfera