lunedì, 25 dicembre 2006
nataleella notte dinna talle
siamo tutti un po' più buoni
non ci girano le palle
ma si spaccano i maroni

sì, la quiete un po' t'ammorba
la guerriglia è più vitale
tanto fra due giorni torna
pera desso, buona tale



Mannaggia li pescetti: stare una settimana senza computer (che era in assistenza)(ed io in astinenza), ha significato dover recuperare il tempo perso lavorando molto più assai di quando mai.
- ma come? la regina lavora?
(Non indagate che sennò mi svapora la regalità, please)

In queste settimane di recrudescenza stakanovista, ho avuto lo spunto per riflettere sul tempo che non ho, sul tempo che non ho più e sul significato di queste strane righe che sono comparse attorno ai miei occhi (credo si chiamino geroglifici).
La settimana scorsa stavo ad un compleanno e ho sbevazzato come da tempo non mi capitava, e il giorno dopo la mia faccia sembrava il plastico del Grand Canyon.

Il tempo insiste e non si arrende, e ci sono momenti in cui passi casualmente davanti allo specchio e dici - cazzo, ma è pieno di ombre! - e nonostante le ombre riesci a distinguere i numeretti con cui nei secoli hai catalogato rughe vecchie e nuove, ma a dispetto della minuziosa catalogazione la faccia che hai oggi non lascia spazio al ricordo della faccia che avevi.
Com'ero? Quante guance avevo? Dove si trovavano originariamente le mie palpebre?
A quel punto scendi nella Cantina delle Nostalgie e prendi una foto di 20 anni prima e pensi - avevo tante amiche, ma mai nessuna che m'abbia dato una sberla per come mi vestivo.. ma che facciotta tonda, buffa .. e il corpo maaaagro ..
Poi torni allo specchio.
Poi la foto, poi di nuovo lo specchio.
Ma certo che il tempo è passato! Rispetto all'epoca della foto, sono un'altra persona. E se sento di essere diversa dentro, non dovrei stupirmi di essere diversa anche fuori. Infatti non mi stupisco, e ammetto che questo mi fa sentire definitivamente figa.
Le rughe sono monumenti, stanno lì a rappresentare la nostra storia: qualche trionfo di cui vantarsi deve pur esserci stato in tutti questi anni, no?

Il tempo a volte sembra che ti sfugga dalle .. ma è già così tardi?
postato da: ugualina alle ore 04:15 | Permalink | commenti (17)
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martedì, 12 dicembre 2006
coloricoloriAnche i Diti si rinnovano.
No: non mi si stanno squamando le mani.
Il Ditoarculo ieri sera ha ospitato il mio principe e me per la prima volta nella sua nuova residenza storica romana. Storica perché in quella casa anni addietro c'ho fatto quotidiana cacca pure io, e storica perché l'edificio sta a ridosso di un acquedotto di epoca romana, dentro La Storia, nel Culo Dell'Umanità.

Siamo giunti alla Ditohome alle 20.11.
La serata è iniziata con la visita Ditoguidata della casa.
Ah, se i muri potessero parlare (e meno male che finora no)(sai che spavento?).
Oh ma che bella casa, e che accoglienzità! Una casa con tutte le sue cosine al posto giusto come un bel donnino peperino!
E come Santa Ikea docet, basta giocare un po' con luci e colori e l'arredamento è subito uau, e anche un po' ualà.
Il Dito ha puntato su lampade afromorfe di richiamo eso-erotico, fra cui un'interessante lampada a buco di culo che potete vedere bene qui, e ha spruzzato tutta la casa di colori caldi e intensi, che messi assieme trasmettono una friccicorezza infantile e stupida. Inoltre la sapiente distribuzione di tappeti sul pavimento, invoglia al bivacco selvaggio. Ottimo per il picnic di pasquetta.
Finito di visitare tutta la casa, alle 20.12 io e il principe, esausti, ci siamo spalmati su un comodo divano arancione-felicità, sommerso da una nuvola di cuscini multipinti, da cui forse non siamo ancora riemersi. Quel divano è così comodo che io e il principe abbiamo tentato di fare pipì nei bicchieri pur di non doverci separare dalla comodezza.
E il Dito è un padrone di casa così appassionatamente abnegato che è rimasto tutta la sera appollaiato su un puff pur di permettere a noi due di spalmarci come lessi e muggire come fessi sul suo fiammante divano felice.
Davanti a noi, un bel vinello rosso buono buono e poi tanti mangiarini che non ricordo, ma che erano il genere di cose buone di una volta, come buddha comanda.

Il Dito possiede delle amiche acide come la panna dimenticata.
Che gli hanno detto che la sua casa è da 'frociona'.
Beh..

Care Amiche Acide del Dito,
a parte il fatto che siete ignoranti come delle zappe perché, ho controllato, e 'frociona' sul devoto-oli non c'è, vorrei comunque dirvi che voi, che dentro il cuore tenete nascosto un piccolo fascista inaridito dalla solitudine e corrotto dai grassi saturi, voi, stupide barbies travestite da stupido ken, voi, dimostrazione vivente che al mondo c'è tanta cattiveria, purtroppo .. non sapete quello che ho passato io col Dito (e non parlo del mio dito medio)(volgari).
Voi non sapete di quando lui si vestiva da pseudoetero per dissimulare la sua comunque evidentissssima omosessualità. Voi non sapete quanto grigio verde e marrone scuro e blu notte e verde marcio hanno visto questi miei occhi addosso a quest'uomo gay sempre in bilico fra squallore e sudore. Non sapete quanto orrendo marlboro country style ho dovuto mandare giù. E che fatica fargli capire che il suo abbigliamento lo faceva sembrare uno zio sarto pedofilo e non un prode manzo mangiafica.
E adesso? Adesso che la sua casa è la prova della sua gioia di esistere, arrivate voi a metterci sopra la vostra squallida etichettina grigia?
Care Amiche Acide del Dito, non bastano i colori virili per fare l'uomo, perchè per fare l'uomo ci vogliono le palle, e non parlo di quelle che appendete tutti i natali alle vostre corna.

(non toccatemi il Dito che sennò sparo, chiaro?)
postato da: ugualina alle ore 08:56 | Permalink | commenti (23)
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