mercoledì, 29 novembre 2006
pacchi Ho rimesso in sesto un mio vecchio computer a carbone. E' grazie a lui se riesco a postare qualcosa.
Grazie lui.

Nell'aria c'è puzza di natale.
Fritto di macdonald e puzza di natale.
Chiedo scusa a tutti coloro per cui il natale è una festa religiosa, anche se non mi ci vedo letta da papa-boys o papa-girls (papa-gays?) ma non si sa mai.

No, tranquilli, non è un predicozzo sul natale consumista e senza valori, chissenefrega: ognuno condisca la propria esistenza come meglio crede.
Io no, grazie. Sono agnostica e il natale vorrei semplicemente ignorarlo, ma non c'è via di scampo, i babbi natali sortiscono festosi pure dal cesso. Il natale è obbligo ed io non amo l'obbligatorietà e trovo che darsi un appuntamento per scambiarsi regali sia svilente. Ecco.
Mi si dice che il natale si fa per i bambini, ok. Di fatto vivremo tutti coi sonagli delle renne nel culo per almeno una mesata: tutti, non solo i bambini.
Ci ho anche provato a star dietro alla faccenda dei regali ma è noiosissimo. Passo volentieri per asociale, sì sì, pazienza. Che poi, alle persone che ho attorno (e che mi idolatrano incondizionatamente) basta che io respiri .. figuriamoci se si aspettano dei regali .. da me uh uh (che idea bizzarra).

Ma ai regali un tempo ci tenevo.
Anch'io da bambina ho vissuto la fase del natale-favola.
Per me era già una favola il fatto di non dover andare a scuola: quello era il più bel regalo (che asina). E invece non bastava: venivo pure sommersa di giocattoli e dolciumi, che io però meritavo perché ero la principessina timida nel regno della perfezione apparente.
Sotto sotto ero avida e impaziente, e non me ne fregava un cazzo di chi portasse 'sti regali: Bacco Fanale? la befana dei carabinieri? dhl? O addirittura i miei genitori?? Fate a turno, fate come vi pare, ma copritemi di RE-GA-LI.

L'incantesimo della perfezione apparente si ruppe durante un ricevimento natalizio di troppi anni fa, quando per distrazione mi scappò un discreto rutto proprio mentre recitavo la poesia di natale di fronte ad un eccezionale raduno di tutto il mio albero genealogico allora vivente, poesia che le suore naziste riuscirono a inserire nella mia memoria solo grazie all'ipnosi (la mia memoria ha sempre fatto cagare).
Da quel momento, il mio natale divenne un incubo: l'anniversario del rutto.
Ed ogni anno rivivevo lo stesso incubo, in memoria dell'anno precedente, e mi chiedevo - che sarà di me? La regina del rutto libero? Cos'altro di incontrollato uscirà da questo mio corpo anarchico e traditor? Che cosa penseranno i miei avi di me? Ma soprattutto, meriterò comunque la nuovissima barbie botox che desidero tanto? (ero avanti, avantissimo)
Per fortuna ho la memoria corta.
Dimenticai le barbie e passai a cicciobbello.

Gli anni passavano ma, nonostante la droga, continuavo a vivermi male il natale, e senza neanche ricordare bene il perché ..
Ma un bel dì, una vigilia di natale della mia età già matura, capii che la via d'uscita era produrre ogni anno un natale diverso da sostituire al mood di quello vecchio.

Da allora ci provo sempre, ci provo tutti gli anni ad avere un natale diverso.
Fa sempre più o meno schifo, però non è mai uguale.

Allegria. Iuppi.
Son pronta.
postato da: ReginaDelconato alle ore 19:16 | Permalink | commenti (20)
categoria:buoni sentimenti
martedì, 28 novembre 2006

Cosa ci faccio qui? Ebbene, mi son state momentaneamente affidate le chiavi -grosse e pesanti- di questa regale dimora, per mettervi tutti al corrente che, causa disguido tecnico, la ns. amata Regina della Bistecca non potrà, momentaneamente, allietare le nostre cupole e gigie giornate con i suoi favolosi aneddoti e storielle di corte. Quindi Ctrl+V et voilà:

Ilditoarculo

_disgrazia et sconforto_stop_ieri lo mio computer ha faffo
stop_stop_porterollo oggi dall'analista_stop_in effetti non lo ho trattato molto bene_stop_sempre meglio di come tratto lo gatto_stop_et se lo computer sarà morto_virgola_farovvi sapere circa data e luogo di esequie_stop_le mie_stop_perché morirò_stop_o forse nop_stop_nell'attesa della diagnosi vedrò di riprendere dimestichezza con clava_stop_amore per tutti_rdc_stop_grazie patata_stop_

postato da: IlDitoArCulo alle ore 11:48 | Permalink | commenti (13)
categoria:
lunedì, 20 novembre 2006
pizzaLa regina va in trasferta.
No, non sta per partire il Conati X Tutti Tour, non ancora.
Andrò a Napoli in viaggio d'affari (affari miei). Ci rimarrò 3 giorni e seguirò il ritmo degli indigeni.

Dicono un sacco di bugie su Napoli. Io son tanti anni che ci vado per affari (affari miei), dal Vomero a Mergellina, da Forcella ai Camaldoli e non sono mai stata sparata. Certo, non è che puoi stare lì impalata al centro di una piazza e pensare che nessuno ti prenda di mira: tocca muoversi spesso oppure rientrare in grotta.

Conoscere Napoli è stato fondamentale per i miei equilibri, miei stessi personali di me, proprio.
La mia prima volta a Napoli, nel '97, fui costretta ad una full immerscion di 2 settimane (erano affari lunghi).
Una regina padana a Napoli, per 2 settimane, senza alcuna familiarità con l'idioma e le costumanze locali, significarono mestizia e solitudine: neanche un cane che dicesse - ehm.. come mai padana y regal creatura non ridi insieme a noi? Vuoi che traduco? Translation? - anzi, mi guardavano come per dirmi - hai avuto il cattivo gusto di nascere padana? Sarai punita con l'alienazione sociale.
Tutti si scucivano dal ridere e io restavo lì come la timida della situazione, intontita dalla nuova fonetica. Mi è sembrato di tornare ai tempi delle medie, quando mi canzonavano e mi dicevano che ero troppo donna per essere uomo, e io non capivo un cazzo e restavo lì impalata e piangevo come una foca - ma di questo trauma parleremo un'altra volta.

Intanto il mio orecchio assorbiva e buttava giù: e glu e gluglù. Ormai percepivo la napoletanità (la napoletanezza).

autoreferenza n° A - l'orecchio è il mio talento (qualche invidioso dice che ce l'ho a punta)

Nel giro di 2 settimane ero in grado di capire il 50% di ciò che udivo.
Un anno dopo, emisi spontaneamente la mia prima parola in napoletano ('nuie', noi) che fu accolta con il boato da stadio che si tributerebbe al primo vagito di un bebé appena svitellato in mondovisione.
Contemporaneamente, ispirata dal caos partenopeo, una lunga serie di piccole regole cristallizzate nel tempo ma fondamentalmente inutili s'andava via via frantumando nella mia testa, piccole regole del tipo - è meglio rimettere in saccoccia l'accendino subito onde evitare di dimenticarlo poi. Ora infatti vivo sommersa dagli accendini che sono costretta a ricomprare settimanalmente, però il mio cuore è pieno di gioia e amore, perché ho dato tanto lavoro a tanti vucumprà e poi perché ho capito che non devo più ingolfare il mio cervellino con tutti quegli stupidi promemoria (l'oblio è l'unica salvezza), perché il cervello va usato per cose più importanti come il sesso, oppure il sesso.

autoreferenza n° B - sono elastica (ho fatto anche danza classica e un corso di rumba cinese)

A Napoli c'è tutto e il contrario di tutto.
A Napoli sono entrata in contatto col contrario di quello che ho sempre creduto di essere.
A Napoli ho abbracciato il mio caos e ho viziato il mio disordine.
A Napoli ho anche fumato come un'indemoniata, ma così tanto che una volta mi è apparso Bobmarley che mi ha detto smettila. Poi gli ho offerto una canna e lui ha scritto una canzone per me: se c'è il sole oppure piovi, fuma tutto ciò chi trovi (Bob l'italiano lo parlava poco).
E sempre a Napoli, in preda alla fame tossica, per la prima volta nella mia vita ho spazzolato via un'intera confezione di briosh (con i 5 cereali di kinder colazione più) tutta da sola. Che bei tempi .. e che incredibili avventure.

autoreferenza n° C - sono ottimista (il bicchiere vuoto è sempre pieno d'aria)

Se nessuno mi sparerà e se la pizza non sarà avvelenata, ci sentiamo fra qualche giorno. Adesso scappo che mi devo cotonare.

PS: a scanso di equivoci, gli 'affari miei' non sono traffici di droga, né gli organi sessuali dei miei amici napoletani.
Sono.. affari miei.
postato da: ugualina alle ore 11:35 | Permalink | commenti (21)
categoria:lammùsica
mercoledì, 15 novembre 2006
liviaQuesti matti de comunisti ne hanno fatta un'altra delle loro: hanno dato il via libera alla droga.
Come?
Il Pannella lancia i soliti panetti di hashish dalle finestre dei cessi di Montecitorio?
Di più, molto di più: finalmente possiamo portare addosso ben 1 grammo di droga senza finire in galera.
Meno male: per il prossimo approvvigionamento dovrò fare avanti e indietro solo una ventina di volte.
Vorrei mandare un messaggio personale alla ministra Livia Turco-Scucchia (bicognome come Padoa-Schioppa), promotrice di questa Grande Rivoluzione che pare ci trasformerà in una Nuova Olanda.

Cara ministra Livia,
grazie grazie grazie. Sei bella (bella dentro).
E bionda (bionda sotto?).
E sopra quella scucchia da Lupin III si intravede il sorrisetto maliziosetto di chi, quando parla di droga, SA di cosa sta parlando. Quindi cara Turca, detto fra noi che ce ne intendiamo, che cazzo dovrei farci co 'sto grammetto de erba? 2 tiri ben assestati, e poi? Rimango scoperta a mezza serata?


Immancabile, lo sbrodolamento ha rotto le acque: la polemica tracima, trita e lassativa.
I benpensanti schiamazzano e strepitano e no e no e no.
Ma poveri cristi comunisti, dico io: gli volete lasciar fare almeno UNA cosa che sembri di sinistra?
postato da: ugualina alle ore 11:51 | Permalink | commenti (16)
categoria:legalizziamola, politicamentazione
lunedì, 13 novembre 2006
sognoNotte.
Enorme casa fatiscente abbandonata e isolata, piena di buchi e insidie, segretamente utilizzata come quartier generale di un movimento sovversivo di cui anch'io faccio parte, anche se con poca convinzione e nessuna idea su quali siano gli scopi del movimento.
So che la casa prima dell'alba crollerà. Probabilmente saremo noi stessi a farla saltare per aria.
Tutti corrono freneticamente ovunque, non so quanti siamo e non riconosco il volto di nessuno. Mi sento fuori posto nel ruolo di sovversiva ma so di non avere scelta, ho anche un'arma in mano. Nel trambusto del fuggi fuggi,
mi sveglio.

Mi è sempre stato detto che i sogni son desideri chiusi in fondo al cuor.
Io di sogni nè ho fatti tanti e ne faccio tanti ancora, e non li tengo né in fondo al cuor né il cima al polmòn, ma li faccio volgarmente uscìr, tentando di utilizzarli come lume dei miei percorsi esistenziali. E fin qui ci siamo.
Ma i sogni indomabili, quelli che ti sbucano dal cervello di notte mentre dormi, quelli che quando ti svegli dici - cazzo! ma c'ho la mente malata! - ecco, quelli non li faccio più.

Quando invece la mia attività onirica era fiorente, ho avuto periodi in cui in sogno mi scopavo tutti i miei amici e talvolta anche le loro famiglie.
E poi sognavo di balzare sui tetti, sopra tutti, e sentivo di poter amare quel piccolo mondo mentre stavo in volo più di quanto potessi amarlo coi piedi a terra.
E poi il tormentone, quel sogno sovversivo, tormentoso come il prossimo successo dei Pooh, con la casa che deve crollare e nessuno che mi spieghi perché, sogno che ho ripetuto per almeno un decennio non tutte le notti ma quasi, e che secondo me mi voleva dire qualcosa che non ho capito.
Forse quel cazzone di Morfeo voleva solo burlarsi di me (pacifista come sono) mettendomi un'arma in mano, ma io lancio comunque un sos enigmorfeo diretto a maghi maghine e magagne in grado di tradurre il mio sogno sovversivo, please.
Che cazzo vordì? E perché da più di un anno non lo faccio più?
postato da: ugualina alle ore 11:37 | Permalink | commenti (13)
categoria:curiosità
venerdì, 03 novembre 2006
robbieMiei cari sudditi, vi sto trascurando, I know.
Non vogliatemene, ma in questo periodo sono immersa nella musica come uno stoppino nella cera. Chi mi conosce sa che ho periodi così, in cui la musica nasce dentro il mio stesso io (ahi) ed erutta  in forma di canzonetta.
Non per essere sempre la solita triviale sporcacciuona dalla bocca larga, ma lasciatemi dire che per me lo stimolo della musica è come lo stimolo della cacca: impossibile ignorarlo.

Sono una poppettara, ho una cultura pop, che va dal pop metal al pop sinfonico. Possiedo tanti dischi pop, vivo in una casa pop, con un principe pop e, pensate che gagliarda, adoro i popcorn.
Ho il mito della canzone perfetta, che non esiste, quindi non chiedetemi lumi in merito.
E mi è sempre stata sul culo l'idea di musica raffinata per pochi eletti, che è un'idea stronza come la prima classe in treno. Va detto che il problema esiste: certa musica richiede studio e preparazione per essere ascoltata, però .. chissenefrega?

Ho appena fatto colazione davanti al nuovo video di quel grumo di sesso e sesso che è il Robbiewilliams.
Sto pezzo che si chiama Lovelight mi si è conficcato dritto dritto nella chiappa sinistra (è lì che risiede il mio cervello) e non mi molla più. Praticamente il Robbie ha messo un Jamiroquai dei giorni migliori assieme ad un Georgemichael del '95 e ne ha fatto uscire una canzonetta strappamutande, molto hottie.
Tutta plastica, s'intende.
Ma anche fare la plastica è un'arte.
Bravo Robbiewilliams, che è il primo vero Madonno della storia della musica, il primo reginetto del pop, però bravo.

Caro Robbie bello,
avrei qualche migliaio d'idee su come farti passare la depressione. Dai che ti aspetto.
Ma niente cocaina per piacere che me vuelve nerviosa.
postato da: ugualina alle ore 09:15 | Permalink | commenti (24)
categoria:lammùsica