Ho rimesso in sesto un mio vecchio computer a carbone. E' grazie a lui se riesco a postare qualcosa.Grazie lui.
Nell'aria c'è puzza di natale.
Fritto di macdonald e puzza di natale.
Chiedo scusa a tutti coloro per cui il natale è una festa religiosa, anche se non mi ci vedo letta da papa-boys o papa-girls (papa-gays?) ma non si sa mai.
No, tranquilli, non è un predicozzo sul natale consumista e senza valori, chissenefrega: ognuno condisca la propria esistenza come meglio crede.
Io no, grazie. Sono agnostica e il natale vorrei semplicemente ignorarlo, ma non c'è via di scampo, i babbi natali sortiscono festosi pure dal cesso. Il natale è obbligo ed io non amo l'obbligatorietà e trovo che darsi un appuntamento per scambiarsi regali sia svilente. Ecco.
Mi si dice che il natale si fa per i bambini, ok. Di fatto vivremo tutti coi sonagli delle renne nel culo per almeno una mesata: tutti, non solo i bambini.
Ci ho anche provato a star dietro alla faccenda dei regali ma è noiosissimo. Passo volentieri per asociale, sì sì, pazienza. Che poi, alle persone che ho attorno (e che mi idolatrano incondizionatamente) basta che io respiri .. figuriamoci se si aspettano dei regali .. da me uh uh (che idea bizzarra).
Ma ai regali un tempo ci tenevo.
Anch'io da bambina ho vissuto la fase del natale-favola.
Per me era già una favola il fatto di non dover andare a scuola: quello era il più bel regalo (che asina). E invece non bastava: venivo pure sommersa di giocattoli e dolciumi, che io però meritavo perché ero la principessina timida nel regno della perfezione apparente.
Sotto sotto ero avida e impaziente, e non me ne fregava un cazzo di chi portasse 'sti regali: Bacco Fanale? la befana dei carabinieri? dhl? O addirittura i miei genitori?? Fate a turno, fate come vi pare, ma copritemi di RE-GA-LI.
L'incantesimo della perfezione apparente si ruppe durante un ricevimento natalizio di troppi anni fa, quando per distrazione mi scappò un discreto rutto proprio mentre recitavo la poesia di natale di fronte ad un eccezionale raduno di tutto il mio albero genealogico allora vivente, poesia che le suore naziste riuscirono a inserire nella mia memoria solo grazie all'ipnosi (la mia memoria ha sempre fatto cagare).
Da quel momento, il mio natale divenne un incubo: l'anniversario del rutto.
Ed ogni anno rivivevo lo stesso incubo, in memoria dell'anno precedente, e mi chiedevo - che sarà di me? La regina del rutto libero? Cos'altro di incontrollato uscirà da questo mio corpo anarchico e traditor? Che cosa penseranno i miei avi di me? Ma soprattutto, meriterò comunque la nuovissima barbie botox che desidero tanto? (ero avanti, avantissimo)
Per fortuna ho la memoria corta.
Dimenticai le barbie e passai a cicciobbello.
Gli anni passavano ma, nonostante la droga, continuavo a vivermi male il natale, e senza neanche ricordare bene il perché ..
Ma un bel dì, una vigilia di natale della mia età già matura, capii che la via d'uscita era produrre ogni anno un natale diverso da sostituire al mood di quello vecchio.
Da allora ci provo sempre, ci provo tutti gli anni ad avere un natale diverso.
Fa sempre più o meno schifo, però non è mai uguale.
Allegria. Iuppi.
Son pronta.






La regina va in trasferta.
Questi matti de comunisti ne hanno fatta un'altra delle loro: hanno dato il via libera alla droga.
Notte.
Miei cari sudditi, vi sto trascurando, I know.