lunedì, 25 settembre 2006
romabruciaMi sento discriminata.
Insomma, tutte le grandi capitali del mondo sono state oggetto dell'attenzione di attentatori islamici cattivissimi: tutti possono vantare disastri e cataste di cadaveri, perché Roma no? Chi siamo noi? I figli della serva?
Possibile che in questo paese non funzioni mai un cazzo? Neanche gli attentati?

Passeggiavo a caso per le vie centrali dell'Urbe, immersa nella musica del fiammante lettore mp3 di cui mi è stato fatto dono per il mio compleanno (lotta love patatèl). Non ho mai amato andare in giro con la musica nelle orecchie: io La Musica ce l'ho dentro di me stessa (così come L'Anima e La Trachea), e solitamente mi piace che la colonna sonora di una passeggiata metropolitana siano i roar crash screek delle automobili.
Ma il mio nuovo lettore mp3 esigeva un test.

Parto con l'ultimo lavoro dei Depeche Mode, da ascoltare per bene (lo scansavo da mesi).
Bel suono, prodottissimo, per carità, ma il tutto sa di trascinamento: si attende un dunque che non arriva ..
Proprio mentre sto sgridando i Depeche, arriva il dunque: vado per attraversare la strada e un pullman turistico di quelli aperti sopra, quasi mi investe.
Urlo dentro.
Sguardo di terrore.
Scarica adrenalinica.
Implosione bestemmiosa.
Sulla fiancata del mezzo tutto bianco e giallo, campeggia il blasone dorato del Sig. Papa Ratzy e la scritta 'Roma Cristiana'.
Bestemmia altisonante.

Nello spavento del momento, la mia mente ha prodotto istantaneamente alcune congetture sull'accaduto:

congettura numero A) macheccàzz..;
congettura numero B) mi sto per spataccare sul muso di un pullman turistico, che morte del cazzo;
congettura numero C) l'autista del pullman turistico è un fondamentalista islamico e ha deciso di sterminare tutti a partire da me (che culo);
congettura numero D) l'autista del pullman turistico mi ha vista, mi ha desiderata, ha capito che non mi avrebbe avuta mai e ha pensato che era meglio perdermi uccidendomi piuttosto che perdermi di vista;
congettura numero E) 'Roma Cristiana' legge il mio blog, e ha mandato un sicario travestito da fondamentalista islamico per punirmi dei miei peccati;
congettura numero F) se il pullman frena in tempo, prometto che sarò viva.
postato da: ugualina alle ore 10:28 | Permalink | commenti (32)
categoria:cloralclero, lammùsica
mercoledì, 13 settembre 2006
trentinoIl trentino è pieno di lesbiche.
Lo dico senza mezzi termini, inutile girarci attorno.
Chi è allergico alle Sorelle Forbici, stia alla larga.
Non che io abbia qualcosa contro le lesbiche, per carità: io sono La Tolleranza fatta persona. L'importante è che se ne stiano per conto loro o che, dovendosi proprio mostrare in pubblico, si tolgano almeno la forforina dalle sopracciglia.

A Roma c'era un locale in zona ostiense (magari c'è ancora) che aveva una sala gay e una sala lesbo: all'entrata della sala gay c'era un'eterna sfilata-strusciata di occhiate lascive e corpi nudi esplosi come popcorn in grumi di chiappe lucide, mentre all'entrata della sala lesbo c'era quasi sempre una calca spintonante di femmine cubiche attorno a 2 (o più) energumene zuppe d'alcol che discutevano a calci e sputi. Magari stavano solo facendo le squadre per la partita di calcetto, però .. che paura.

Devo dire che le lesbiche di montagna invece, quasi non le vedi: odorano di saponetta della nonna, bevono spremute di farfalle (anziché grappa al parafango) e vestono solo tinte naturali per mimetizzarsi meglio con la natura circostante.
Le lesbiche di montagna adorano passare inosservate.
E quasi quasi direi che la gente che va in montagna è tutta così: ci viene per stare in pace, ci viene per la riservatezza, ci viene per il verde, ci viene per il silenzio, ci viene per vestirsi di roba comoda, ci viene per avere una percezione più intima di sé nella natura. Niente vippismi, niente ostentazione, niente competizione.
Per dire: mai visto un palestrato in montagna, mai.

Presi da un insospettabile spirito di fratellanza, quest'anno il principe consorte ed io ci siamo persino aggregati ad un gruppo di gitanti, organizzato dal fanatico hotel che ci ospitava (un hotel con un fottìo di stelle e piscine).
Abbiamo trascorso la giornata a scalare scarpinare chiacchierare ridere con Brescia Livorno Bologna e Stoccarda, con medico infermiere impiegato imprenditore: gente varia accomunata solo dallo scarpone, persone diverse con un'idea comune ..
A tavola, presso il rifugio-méta della gita, davanti ad un piatto di salsicce e patate + 1 spina media, ho fatto una battuta su B*rlusconi e hanno riso tutti: tutti, compresi i tedeschi che non capivano un cazzo.

La montagna è un covo di comunisti, per giunta lesbiche.
postato da: ugualina alle ore 18:03 | Permalink | commenti (20)
categoria:felicitudine