lunedì, 29 maggio 2006
calcoliBuonasera.
La programmazione televisiva della prima serata sulle 3 reti Rai: lo show di punta è il festival del Braghino Sguillante, è la sagra del Polpaccio Amoroso ovvero la partita di pallone Italia-Olanda su raidue, spettacolo adatto ai machi, a quelli che credono di essere machi e a quelli che vedono la poesia in un gluteo.
Per le femmine timorate e in generale per tutte quelle creature che ogni tanto vanno al cesso ad incipriarsi il naso con un'amica, ecco servito un filmazzo di quelli che non puoi non rivedere, una storia che fa ululare la timida troia che c'è in te: 'Pretty Woman' (pronunciato 'pritti vòmen'), su raiuno, con la Julia Tantidenti Roberts e con Richard Troppozèn Gere.
Per gli stronzi intellettuali che snobbano il calcio, per i morti-dentro che non credono più nell'amore e per tutti gli altri che sono incastrati nel divano, ecco servito l'inutile dibattito politico sui risultati di queste elezioni amministrative, su raitre.
Come si fa riconciliare un intero popolo con la propria cultura? Bastano una partita di calcio, un filmazzo americano e 4 politici ottuagenari presi a caso che si fanno la cacca nel pannolone e poi se la tirano.
Un sentito grazie alla televisione di stato che pensa a ciascuno di noi (si può dire 'televisione di stato' o è troppo bolscevico?).

A proposito di elezioni, stamattina non riuscivo a trovare la mia tessera elettorale.
Ho pensato subito di emanare un editto nella contea con una bella taglia cospicua sopra e la foto della mia regal tesserina con sotto scritto 'MISSING'.
Solo in un secondo momento ho pensato che avrei potuto provare a cercarla in qualche regal cassetto.
Solo in un terzo momento ho avuto un lampo di genio che mi ha risolto la giornata: diciamo che ho smarrito la tessera elettorale; se l'ufficio elettorale sarà abbastanza efficiente da rifarmi la tessera in tempo utile per recarmi al seggio e votare, il Walter meriterà il mio voto.
Corro.

Beh: un'efficienza mai vista.
I numerosi romani sbadati ma come me desiderosi di rimediare allo sbado, entravano nel possente edificio salendo in fretta le scale, già immaginando di dover invecchiare 10 anni facendo la fila, e scoprendo invece in cima alle medesime scale uno striscione di benvenuto con un magnifico banchetto con tartine al salmone dei castelli, mousse di mortazza, sampietrini fritti e tessere elettorali come se piovessero.
Ne ho afferrata una al volo coi denti.
Ci mancava solo che si offrissero di pagarmi un taxi fino al seggio (no grazie: ho il cocchio in seconda fila, troppo gentili, davvero ..).
Il tutto è durato pochi secondi.
Ti pareva che Walter si facesse cogliere impreparato?
E' proprio un bravo ragazzo: è il Giannimorandi della politica.

Sia per Walter convalescente sia per la conta dei voti, speriamo non ci siano altri problemi di calcoli.
postato da: ugualina alle ore 23:42 | Permalink | commenti (18)
categoria:tv , politicamentazione
giovedì, 25 maggio 2006
nasoAbbiamo ufficialmente riaperto la stagione della corsa, del footing, jogging, quello che è.
Questo significa che io e la mia corte abbiamo ricominciato a battere nelle zone verdi di questa meravigliosa Romacapitale, che è notoriamente la città più verde d'Europa (infatti sono verdi anche i nostri polmoni).
Dalla scelta del parco più adatto alla regal corsa, siamo passati alla visione delle mie gambette nude e ancora fredde d'inverno (color parete del refettorio delle suore) che a vederle così non sembra possano far parte del mio corpo.

La corsa è stata breve, ma ricca di soste.
E ho vinto io (anche se tenteranno di convincervi che non c'era nessuna gara).
Vorrei dire comunque grazie.
Grazie Fratello Sole.
Grazie Sorella Erba.
E grazie anche a tutti gli altri.

Il ritorno alla natura è stato come un badabùm di colori e odori. Il richiamo della natura è stato così forte che subito ho ritrovato le mie radici e le mie narici (I love le narici).
Come mai quando ci troviamo in campagna, l'idea che l'aroma tipico dell'atmosfera campestre sia merda di vacca non ci turba?
Perché diciamo sì alla cacca di vacca e osteggiamo l'odore della nostra con gli arbre magique infilati nel naso?
Il principe dice di essere avvezzo alle puzze a causa mia: dice che da una regina, dato il sangue blu, ci si aspetterebbe non dico la cacca azzurra ma una puzza meno plebea sì.
- Suvvia: apri i polmoni e respira ..

Poche cose riescono a riportarti indietro nel tempo come gli odori.
Il bellissimo Parco della Caffarella, oltre ad essere un salto in uno spazio senza tempo, mi ha fatto saltellare qua e là nella mia infanzia, complice l'odore del fieno, l'odore del fico, folate di profumi di vari fiori che sono certa di non aver mai visto ma che hanno il potere di riportarmi lì, sopra un pomeriggio qualsiasi della mia infanzia, un pomeriggio apparentemente insignificante, un pomeriggio che se avessi saputo che me lo sarei ricordato così a lungo mi sarei almeno vestita meglio, un pomeriggio di quelli in cui non succede niente e non ti aspetti niente, e nella non-attesa ti godi la natura.

La natura invade i miei pensieri, perché starci dentro mi ha dato la sensazione di farne parte.
postato da: ugualina alle ore 05:41 | Permalink | commenti (19)
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martedì, 23 maggio 2006
mozziconiQuesta è una casa di fumatori.
Le persone che frequentano questa casa fumano quasi tutte voracemente: qui si fanno grandi caffè e lunghe sigarette.
Sostare in questa casa significa assorbire dosi stupefacenti di nicotina: si acquista un aroma mortifero in pochi secondi. Per questo il principe ed io, che traiamo vita dalla nube, ci passiamo il Febréze direttamente sulle ascelle.
Gli accendini, di cui la casa è disseminata sulle superfici piane, ogni tanto, durante la settimana, spariscono tutti: lasciano le superfici più in vista e migrano.
Li ritrovi a gruppi di 2 o 3 sotto i divani, fra le piante grasse, nelle ciotole del gatto ..
Devo pensare che vogliono fuggire da noi o è solo una gita fra amiche?
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sabato, 20 maggio 2006
Sono una lettrice davvero scarsa.
Leggo solo in condizioni in cui non potrei fare altro che leggere.
Ho letto quando mi sono spezzata qualche arto, ho letto nelle sale d'attesa, ho letto in treno, leggo in aereo.
Da quando poi ho attorcigliato la mia vita attorno al computer (con cui mi trastullo, mi informo e rendo ricco Steve Jobs), leggo così tanto sul monitor che i libri in questa casa sono come lande remote in cui gli acari vanno a morire.
Ma per fortuna un paio d'anni fa mi sono slogata una caviglia e ho letto 'Il Codice Da Vinci'.

Anvedi Maddalena, che mignotta in carriera - ho pensato sulle prime - e ammetto che ero davvero entusiasta che qualcuno stesse anche solo ipoteticamente ribaltando il Cupolone.
Procedendo nella lettura, mi sono accorta che stavo leggendo la sceneggiatura di un film: come andare a teatro e ritrovarsi da macdonald.
Ma era troppo tardi: 'Il Codice Da Vinci' mi aveva già avviluppato con le sue salsine drogate che tifavano, tutte in coro, affinché andassi fino in fondo, fino all'ultima patatina.

Nel tempo mi sono accorta che gli intellettualoidi hanno schifato sia Dan Brown sia il suo libro, e lì mi sono prima sorpresa e poi vergognata: come mai sono così ignorante? Perché non sono in grado di distinguere un libro da un cheeseburger?

Sotto sotto mi piace la confusione che l'uscita del film sta suscitando: mi piace il dubbio che si insinua, mi fa sorridere l'anatema del Signor P*pa (poveri gays: si sentiranno trascurati) ..
Ma ormai ho deciso che il libro è proprio brutto, orrendo: uno schifo.
(sono l'unica oca che si è divertita a leggere 'Il Codice Da Vinci'?)
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categoria:nulla
mercoledì, 17 maggio 2006
aviditaMa che gioco è? Calciare una palla per poi corrergli dietro .. ?

Questo diceva la regina mia madre - una donna pragmatica - circa il gioco del calcio.
Forse anche per questo il calcio non è stata una mia passione.
Anzi diciamo che di calcio non so nulla: io sto al calcio come B*rlusconi sta alla moderazione, praticamente zero.
Ma in questi giorni, appena mi viene voglia di tiggì, accendo la tivvù e vengo travolta da violente scatarrate di palloni, che non posso non notare ..

Ditemi se sbaglio (se sbaglio mi corigerete) ma io non credo che la questione sia il calcio.
Il calcio muove un sacco di soldi e, come in tutte le altre situazioni che muovono soldi, i medesimi soldi entrano dritti-dritti al primo posto nella hit-parade delle motivazioni. Così le passioni e le arti diventano aziende, e il divertimento viene (se viene) subito dopo il bilancio.

Vedevo ieri un pomposo servizio televisivo su 'Il Codice Da Vinci' in uscita nei cinematografi in questi giorni, il cui incipit è stato: chissà quale sarà l'incasso di questo film nella prima settimana?
Uau. E' per questo che io dovrei andare al cinema? Per contribuire all'incasso del film?
Ed è per questo che andate alle partite? Per contribuire all'incasso dei signori pallonari?
E' vero che i reality televisivi ci hanno abituato all'idea di trovare interessante una realtà solo supposta (niente compresse: tocca prenderla nel didietro).
Ma che senso ha una partita coreografata?
I tifosi credono di aver visto Il Calcio e invece era un balletto.

Ma la fede, ah signoramia la fede .. la fede non è ragione: la fede ti fa credere, e non chiedere o indagare o capire, devi solo credere, e finisce che spingi-spingi e ci credi veramente, anche se non sai bene a cosa, ma non ha importanza perché l'importante è credere. La fede va oltre le misere vicende umane legate al vil denaro: un tifoso non abbandona la sua squadra che affonda tra le pastette del non-gioco, come un comandante non abbandona la sua nave che affonda tra i flutti del mare (però i marinai se la squagliano ..).

No signorabbella, qui l'argomento è l'avidità.
A-vi-di-tà.
E' un argomento enoOorme, infatti il problema è laAargo.
Ma cosa ti succede, dico io, nella testolina quando ne vuoi sempre di più, ma un po' di più, ancora un po' di più, anche a scapito di altri? Anche a scapito del senso di ciò che fai?

Come si spegne questo fuoco?
E come si evita di farlo accendere?
postato da: ugualina alle ore 12:46 | Permalink | commenti (14)
categoria:tv
venerdì, 12 maggio 2006
accettaFinalmente.
Finalmente il Signor P*pa si è degnato di dirci ciò che segretamente pensava della famiglia e delle unioni gay.
Da tempo ormai (2 ore?) mi chiedevo: ma come mai, signoramia, il Papa non si esprime mai sulle unioni gay?




    Caro Signor P*pa Sedicesimo, vorrei tanto potermi incazzare con lei visceralmente e prenderla a male-parole usando espressioni oltraggiose e pesantemente volgari.
Invece facciamo un giochino: supponiamo che io sia un maschio gay (..).

Signor P*pa, glielo chiedo come si chiede un favore: cerchi di essere chiaro, me lo dica, lo dica a me che sono gay: che vita mi sta chiedendo di fare?
Cioè, si metta nei miei panni Signor P*pa.
L’aiuto io.
Se sei gay, niente sesso: è 'abominio'.
E niente unioni gay, non se ne parla ( ..veramente.. io.. c’avrei un amorazzo.. ) no ( ..un compagno di merende? ) no (un paggio?) no (un damo di compagnia?) NO, ho detto NO.
Niente sesso e niente relazioni.

Mi rimane la masturbazione solitaria (è già qualcosa, uau), ma forse neanche quella (gasp). E se per caso m’innamoro, devo tenere a mente che ‘quello’ non è amore, cioè ‘quello’ che io credo che sia un sentimento in realtà non esiste e quindi non lo posso chiamare ‘amore’ (lo chiamerò ‘Giusy’, fa niente..).
Non contento (non contento?), il Signor P*pa mi vieta di esercitare l’unica professione che forse mi fornirebbe una motivazione per astenermi dal sesso: il sacerdozio.

Senta, glielo dico senza ironia: perché non propone dei campi di concentramento per la riconversione degli invertiti?
Se lei proponesse questo, il suo intervento sembrerebbe almeno almeno vagamente propositivo ..
Così invece il suo intervento si riduce a una pioggia di cacca che tin tin lei fa squagliare sulle nostre testoline tin tin ogni 2 giorni 2 tin tin per tutto l’anno ci tocca ‘sto tin tin che è un martello di slogan che me pare come B*rlusconi: frasi preconfezionate che poi non ha nemmeno il buon cuore di spiegarci.
Perché, glielo dico, manco io la capisco sa?

Proviamoci adesso, dai ..
I matrimoni gay sono un pericolo perché?
Che cosa succede all'umanità se i culattoni si sposano?

Succede che tutti diventano culattoni perché tutto ciò che fanno i gay diventa di gran moda?
E' vero che noi gay siamo tutti fantastici, e sensibili ma .. siamo seri: i gay non si metteranno mai a scimmiottare il matrimonio etero-cattolico per il semplice fatto che l’etero-cattolico si scimmiotta già abbastanza bene da solo, quindi chissenefrega del matrimonio, non è questo il punto.

Mettiamo che io non sia credente, ma che abbia tentato di esserlo.
Mettiamo che io abbia provato a vivere nel tombino che lei mi propone.
Diciamo che dopo 25 anni di tombino l'unico mio desiderio era il suicidio o la fuga.
Mettiamo che in seguito alla fuga io abbia scoperto che l’unica via alla serenità sono la consapevolezza e la libertà d'espressione.
Mettiamo che io adesso sia soddisfatto del mio percorso umano e che abbia un solido rapporto di ‘Giusy’ con un altro uomo.
Per quale motivo (per quale motivo?) non posso usufruire dei diritti di cui le altre unioni godono?
Perché io, che non credo al suo dio, devo sottostare alla sua idea che la mia vita sia abominevole?
Anche secondo me lei fa una vita del cazzo e il suo look è alquanto discutibile, ma le rompo le scatole per questo?

Io sono convinto che l’unione fa la forza, a tutti i livelli, e credo che una coppia gay sia più utile alla società di 2 individui soli, repressi e schizofrenici.

Ma perché proprio lei, Signor P*pa Sedicesimo, il boss della spiritualità cattolica, perché ci tiene così tanto a far arrivare chiaro e tondo ad ogni angolo del globo un messaggio che trasmette un così forte senso di disuguaglianza?

Ok, adesso mi metto io nei panni suoi, rovesciamo il giochino.
Uh, oh, certo, ora capisco: i gay non sono un tema a caso..
Il motivo per cui lei ci fracassa i maroni, è che accettare l'omosessualità vorrebbe dire accettare che, mancando la procreazione, il sesso trovi un significato anche nella ricerca del piacere, il che aprirebbe un varco all’idea che il sesso percorra più vie e che nessuna abbia la priorità sull’altra.
Ma così facendo crollerebbe tutto il castello della repressione sessuale, i sensi di colpa, il senso del sacrificio, la cultura del dolore .. insomma, troppa roba, spazzata via per migliorare la vita a chi?
Ai gay?
Naaa.. è più divertente tartassarli: so’ pure ‘na minoranza.
Magari fra mille anni chiederemo scusa.

Insomma, per uno strano effetto a catena, dall’accettazione dei gay dipende l’accettazione dell’espressione sessuale di tutti. Ecco perché l'accettazione dei gay è un tema chiave.

Tornando a noi, caro Signor P*pa, io per fortuna ho la mia esperienza di vita che mi insegna tutt’altro da ciò che lei afferma.
Ma che il mio vicino borbotti ‘abominio’ quando lo incrocio sulle scale, onestamente mi urta. Anche perché questo mi autorizzerebbe a passargli vicino borbottando ‘i tuoi versacci da tifoso della curva mandano in diarrea il mio gatto = fai cagare il mio gatto’.

E poi, Sua Santezza, non si agiti così, sia ottimista: il catto-Prodi troverà il modo per non urtare la sua sensibilità, vedrà.
Quindi la esorto a spaziare un po' di più nella scelta degli argomenti da trattare.

Si riguardi (ma non troppo).

PS: ho notato che ha imparato a non sostituire le ‘b’ con le ‘p’ nella lingua italiana.
“Per il pene dell’umanità” dev’essere suonato strano anche a lei, eh?
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categoria:cloralclero
mercoledì, 10 maggio 2006
tvC'è davvero bisogno di prendere in prestito la 'fumata bianca'  dal gergo dei rituali della ch*esa c*ttolica ogni volta che attendiamo l'esito di un consesso di votanti?
Dobbiamo sempre avere la sensazione di aver a che fare con un gruppo di gente avulsa che comunica coi segnali di fumo?
Tutti attendono la 'fumata bianca' e nell'attesa si sparano la 'scheda bianca' o chissà quante altre cose bianche e fumate ci possono essere in quel covo di comunisti drogati che si sta rivelando questo nuovo governo ladro.

Qui a palazzo invece (l'allusione è troppo facile - mi si conceda) la fumata c'è stata, ma non so dire se bianca o a fiori. Mi pare di ricordare che nel mentre in tv impazzava l'inutile dibattito sull'inutile cronaca di un'inutile votazione: e l'italia è spaccata, e gli italiani sono spaccati. Spiccano gli spacchi: sarà la moda.
Travolti da irrefrenabile improvviso e immotivato afflato patriottico, il principe mio consorte ed io ci siamo trascinati su un tram pubblico per andare a visitare i saloni restaurati del Palazzo del Quirinale, aperti al pubblico fino al 13 maggio.
Fino ad oggi non mi ero mai messa in fila per nulla del genere.
Infatti in fila ci siamo rimasti 10 minuti e poi basta, santa pazienza. Ci siamo spaccati.

Ma la signora sul tram, quella col foulard fiorato legato dietro, i capelli stile Moira, e alcuni fiori avvolti in una carta che spuntavano fuori dalla borsa di paglia, lei è valsa l'uscita. Lei e tutti le persone su cui ho avuto tempo di fantasticare (sono la sola a fantasticare per strada?).
Vista tutta assieme la gente non è spaccata.
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categoria:dizionario, politicamentazione
venerdì, 05 maggio 2006
semaforoQualche settimana fa il Ditarculo mi ha fatto dono dell'ultima musica di Paolaturci, 'Questa parte di Mondo'.
Il Dito (grazie Pata) mi conosce ormai da qualche millennio: conosce i miei trascorsi da cantante di pianobar (era l'epoca in cui Stefanì di Monacò alitava sui microfoni e anch'io volevo palesare la mia vena artistica), conosce la mia faziosa immodestia e conosce i miei rigidi gusti musicali. Non per nulla è il mio consulente artistico, il mio confidente sonoro.
Grazie a lui ho conosciuto Carole King e Annarita Spinaci.
Ma l'ultima volta che mi ha proposto di ascoltare la Paolaturci stavo per segargli la giugulare col CD della Paolaturci. Di lei non mi piaceva l'emissione vocale un po' nave e trovavo poco convincenti la sue scelte stilistiche, mentre la persona (.. il personaggio) l'ho sempre immaginata più simpatica di quanto mostrasse. Poi col tempo mi son fatta morbida e la Paola si è evoluta.

Insomma 'sto cd di Paolaturci contiene 14 canzoni rilassate di una persona innamorata e consapevole, approdata a quel tipico pragmatismo che bla bla ecc.
Fra queste, Groviglio Di Regole, il cui testo prendo in prestito per riflettere una volta di più sulla necessità di avere delle regole in amore.
Pontifichiamo: ogni regola deve avere un buon motivo per esistere, sennò che senso ha?
La sensatezza delle regole che disciplinano la convivenza è facilmente dimostrabile.
Il semaforo, per esempio, è una regola che, se vogliamo evitare di spataccarci fra noi come allegri kamikaze, faremmo meglio a seguire.

Ma in amore?
Per esempio, la monogamia: fa parte del nostro istinto oppure è una regola?
Se il comportamento monogamico fa parte dell'istinto, perché ridurlo a regola?
E se invece è solo una regola, a cosa serve?
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categoria:dizionario, buoni sentimenti, lammùsica
martedì, 02 maggio 2006
follaIl concerto del 1° maggio in Piazzasangiovanni fa parte della mia vita dal 1992, da quando vivo lì, a una passeggiata dal delirio.
Ma che bel delirio signoramia, quanta bella giovinezza (che non fugge tuttavia), quante belle ascelle aromatiche, quante fiatelle selvatiche, e che gentili spintoni, che simpatici 'mbriaconi che sono questi giOvani (con la 'o' aperta).

Qualche giorno prima del concerto io e il principe mio consorte smettiamo di lavarci per aggiungere un tocco esotico al travestimento da comunisti che utilizziamo per mescolarci alla folla, perché, intendiamoci, è la folla il vero spettacolo.
I colori e i rumori della gente sono come un luna park: mi procurano un piacere tutto infantile.
E penso: magari queste persone sono le stesse persone che sul mezzo pubblico evitano di sedersi vicino a qualcuno, ma il fatto che qui la promiscuità sia gioiosamente benaccetta mi sembra salutare quasi fosse un esercizio di tolleranza.
A me 'sto fatto che così tanta gente si raduni pacificamente mi esalta.
'Sto fatto che per partecipare al concerto non sia necessario tifare contro un avversario mi inorgoglisce.
'Sto fatto che fiumi di alcol e altro non creino disordine mi fa pensare.
'Sto fatto che questi giOvani conoscano i Baustelle e 'Bella Ciao' non me lo spiego.
Ma mi piace.
postato da: ugualina alle ore 11:39 | Permalink | commenti (15)
categoria:buoni sentimenti, lammùsica