
Ore 10.13 di stamattina.
Sono al computer (e dove sennò?).
Il cellulare trilla, numero non in rubrica, chi c*zzo è. Rispondo.
Dall'altra parte sento una voce incerta, femmina, accento nordico, non si presenta. Cerco di sintonizzarmi sulla frequenza della voce per capire chi c*zzo sia. E' talmente incerta che .. ma certo: è quella cretina della mia amica Laura, cretina lei e idioti i suoi scherzi telefonici.
Mi sono persa le prime cose che ha detto (che ha detto?) ma adesso che ho capito che è lei, sto al gioco: mi inviti a sparar cazzate? Ti sembro il tipo che dice di no?
La Laura è brava a camuffare le voci e gli accenti, ma la signora longobarda che sta impersonando sembra che abbia 240 anni e una bustina di fiato: è troppo caricaturale, penso, puoi fare di meglio ..
La Laura è tutta presa dal suo personaggio: lei mi parla delle sue 'magagne' di vecchia e io rido che mi spacco, lei prosegue dritta col suo scherzo e mi chiede di passargli la Pinuccia (è uno dei nomi che usa più spesso nelle sue gag, 'sta matta). Ed io: certo! Ecco la Pinuccia. E faccio la Pinuccia, mi ficco il cellulare in gola e strillo come un'ossessa, sparo altre cazzate e giù a ridere. Lei sostiene il personaggio e mi fa - guardi che non è uno scherzo, sa?
E dài, Lauretta, io sto al gioco e non ti contraddico (perché la Laura è una lesbica da guerra: sempre meglio assecondarla), ma lo scherzo è bello finché è corto ..
Dopodiché mi saluta e riattacca.
Che tigna: uno scherzo fatto con tutti i crisantemi e fino in fondo.
Fra un po' mi richiama, vedrai.
E infatti, tempo 2 minuti e il cellulare ritrilla.
Altro personaggio: stavolta la Laura interpreta la figlia della vecchia longobarda. L'accento nordico è troppo spinto, si sente che è finto. E dài Laura, sei più brava di così.
La figlia della vecchia 'sarebbe' incazzata con me perché ho preso in giro sua madre, ed io: c'avete il vivavoce? Mi stavi ascoltando anche tu (ahahaha)?
E la Laura comincia a dire che mi manda i carabinieri e la polizia (Laura, che scherzo pesante ..) che sono una testa di c*zzo (Laura: non sei divertente) e merito di crepare (non starai esagerando?) e riattacca di nuovo.
Rimango turbata dalla violenza verbale un tantinello realistica, e proseguo le mie cose, in attesa della terza telefonata.
Che arriva solo dopo mezz'ora: voce inconfondibilmente maschile che mi apostrofa subito come 'str*nza'. E giù altre minacce di denunce e carabinieri a casa.
Gasp: era tutto vero, ma quale Laura, ma quali accenti poco credibili .. e chi era la signora? Perché non le ho chiesto subito chi cercava? Oddio: cosa le ho detto? Manco mi ricordo .. C*zzo, ho scherzato sul suo tumore! Ho tirato fuori il peggio del mio umorismo splatter! Mannaggia a me e alla mia ciavatta fetida ..
Appena posso, mi infilo fra le traiettorie degli strali che il figlio (!) della signora anziana mi lancia contro e chiedo scusa, ero convinta che fosse uno scherzo, mi spiace davvero tanto.
'Scusa' è la parola magica che placa istantaneamente il giovane longobardo che, quasi imbarazzato, mi augura buona giornata.
E' bello sapere che le parole magiche funzionano ancora.