domenica, 30 aprile 2006
ssE' di moda l'assolutamente.
E come tutte le mode virali, dà la nausea in fretta: non se ne può già più.
C'è chi lo usa per prendere tempo, utilizzando quel tempo per decidere se farlo diventare un 'assolutamente sì' o un 'assolutamente no'.
Conosco persone che addirittura hanno smesso di usare il sì e il no, e qualsiasi cosa tu gli chieda ti rispondono: assolutamente. Che se lo lasci lì da solo fa tanto enigma.

- caro, il gatto lo preferisci alla brace o trifolato?
- assolutamente.

Ormai lo sento ovunque,  lo sento pronunciare anche da me: anch'io, improvvisamente, farcisco i miei discorsi con iperbolici avverbi rafforzativi ed energici, e 'assolutamente' è di gran lunga quello che sento di più, perché quelle 2 'esse' assassine si moltiplicano a seconda del pathos del momento e così diventano come la lama d'una spada, come un sibilo d'allarme.

- Attenzione, è appena giunta alle vostre orecchie una sciabolata di 'esse', siete pregati di rimanere impressionati.

Cos'è successo ai nostri occhi che improvvisamente vediamo tutto con più contrasto?
Cos'è successo alla nostra eloquenza se in mancanza di argomenti ci strafoghiamo di 'esse'?
Dobbiamo davvero essere così assolutamente convincenti?
postato da: ugualina alle ore 03:33 | Permalink | commenti (19)
categoria:dizionario
lunedì, 24 aprile 2006
magiaOre 10.13 di stamattina.
Sono al computer (e dove sennò?).
Il cellulare trilla, numero non in rubrica, chi c*zzo è. Rispondo.
Dall'altra parte sento una voce incerta, femmina, accento nordico, non si presenta. Cerco di sintonizzarmi sulla frequenza della voce per capire chi c*zzo sia. E' talmente incerta che .. ma certo: è quella cretina della mia amica Laura, cretina lei e idioti i suoi scherzi telefonici.
Mi sono persa le prime cose che ha detto (che ha detto?) ma adesso che ho capito che è lei, sto al gioco: mi inviti a sparar cazzate? Ti sembro il tipo che dice di no?
La Laura è brava a camuffare le voci e gli accenti, ma la signora longobarda che sta impersonando sembra che abbia 240 anni e una bustina di fiato: è troppo caricaturale, penso, puoi fare di meglio ..
La Laura è tutta presa dal suo personaggio: lei mi parla delle sue 'magagne' di vecchia e io rido che mi spacco, lei prosegue dritta col suo scherzo e mi chiede di passargli la Pinuccia (è uno dei nomi che usa più spesso nelle sue gag, 'sta matta). Ed io: certo! Ecco la Pinuccia. E faccio la Pinuccia, mi ficco il cellulare in gola e strillo come un'ossessa, sparo altre cazzate e giù a ridere. Lei sostiene il personaggio e mi fa - guardi che non è uno scherzo, sa?
E dài, Lauretta, io sto al gioco e non ti contraddico (perché la Laura è una lesbica da guerra: sempre meglio assecondarla), ma lo scherzo è bello finché è corto ..
Dopodiché mi saluta e riattacca.
Che tigna: uno scherzo fatto con tutti i crisantemi e fino in fondo.
Fra un po' mi richiama, vedrai.
E infatti, tempo 2 minuti e il cellulare ritrilla.
Altro personaggio: stavolta la Laura interpreta la figlia della vecchia longobarda. L'accento nordico è troppo spinto, si sente che è finto. E dài Laura, sei più brava di così.
La figlia della vecchia 'sarebbe' incazzata con me perché ho preso in giro sua madre, ed io: c'avete  il vivavoce? Mi stavi ascoltando anche tu (ahahaha)?
E la Laura comincia a dire che mi manda i carabinieri e la polizia (Laura, che scherzo pesante ..) che sono una testa di c*zzo (Laura: non sei divertente) e merito di crepare (non starai esagerando?) e riattacca di nuovo.
Rimango turbata dalla violenza verbale un tantinello realistica, e proseguo le mie cose, in attesa della terza telefonata.
Che arriva solo dopo mezz'ora: voce inconfondibilmente maschile che mi apostrofa subito come 'str*nza'. E giù altre minacce di denunce e carabinieri a casa.

Gasp: era tutto vero, ma quale Laura, ma quali accenti poco credibili .. e chi era la signora? Perché non le ho chiesto subito chi cercava? Oddio: cosa le ho detto? Manco mi ricordo .. C*zzo, ho scherzato sul suo tumore! Ho tirato fuori il peggio del mio umorismo splatter! Mannaggia a me e alla mia ciavatta fetida ..

Appena posso, mi infilo fra le traiettorie degli strali che il figlio (!) della signora anziana mi lancia contro e chiedo scusa, ero convinta che fosse uno scherzo, mi spiace davvero tanto.
'Scusa' è la parola magica che placa istantaneamente il giovane longobardo che, quasi imbarazzato, mi augura buona giornata.

E' bello sapere che le parole magiche funzionano ancora.
postato da: ugualina alle ore 23:12 | Permalink | commenti (13)
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sabato, 22 aprile 2006


Oggi sono infastidita come un gatto che viene svegliato da un lampione: il sole grida estate. Ma devo arrendermi. Prima o poi mi toccherà uscire, magari di giorno.
Per adesso faccio sostituire i velluti con i lini, elimino le creme contro duroni ed emorroidi per fare spazio alle svariate collezioni di creme solari di cui il principe mio consorte è appassionato, metto a bagno i fiorazzi di plastica che poi ridipingerò, e apro bene tutte le finestre, lascio che l'estate entri, lascio che mi convinca.

La biondezza di questa giornata mi fa tornare alla mente il biondo sorriso di Barbara B*rlusconi, figlia di Silvio, intervistata ieri sera dalla Dariabignardi a 'Le invasioni barbariche' (la Repubblica).
Ringraziando l'anarchia genetica, la Barbara non ha somiglianze col padre. Ha 21 anni, studia filosofia, ha un sorriso gradevole e risponde alle domande della Bignardi con fluidità e scaltrezza, della qual cosa si compiace senza strafare.
Mi fa subito un'ottima impressione.
Gasp! Mi stropiccio gli occhi ed anche gli orecchi: questa è la figlia di B*rlusconi (l'asterisco mi serve per pudore) e mi piace ..

Riflessione numero A)
Strano che suo padre non l'abbia ancora utilizzata come pedina del suo Risiko: sarebbe un successone.

La Barbara, ex-aspirante attrice, ex-piercing sulla lingua, ex-ballo delle debuttanti, glissa con fare politico su tutto ciò che riguarda il padre, e si adagia volentieri sulle domande noiosette della Daria, troppo spesso in bilico fra gossip e gossip.
Ma in breve apprendiamo che la Barbara è atea (- cosa posso farci? Se trovassi la fede mi ricrederei, ma non me la posso inventare), che è favorevole ai matrimoni gay (- 2 persone che si amano hanno il diritto di vedere riconosciuta la propria unione dalla società. Sono favorevole ai matrimoni gay, figuriamoci ai pacs .. ), che non le piacciono i reality e 'Buona Domenica' (- tutti dovrebbero ricordare che la televisione si può anche spegnere) e che se dovesse dare un consiglio a suo padre gli direbbe di affrontare il dialogo (!).

Riflessione numero B)
Ora capisco perché suo padre non l'ha portata con sé in politica: avrebbe dovuto imbavagliarla o drogarla o picchiarla come faccio io con Tomas, il gatto reale (yes, il numero 1, bravi, che volpi che siete).

Non vorrei scadere in considerazioni del tipo - ovvio che lei sia un fiore: avrà vissuto sempre nei collegi, lontano dal padre, oppure - con tutti quei soldi avrà fatto un trapianto di cervello ..
Forse abbiamo sottovalutato la Veronica.

Riflessione numero C)
Non riesco a immaginare B*rlusconi padre democratico: perché non lascia liberi anche noi?
E se la Barbara fosse un nuovo scherzetto? Un Bondi travestito da gnocca progressista?
postato da: ugualina alle ore 13:31 | Permalink | commenti (9)
categoria:gossip, tv , politicamentazione
mercoledì, 19 aprile 2006


E' in corso un esperimento mediatico senza precedenti, un esperimento che ha richiesto un impegno tecnologico irrisorio, ma che simboleggia in modo originale l'inutilità di un evento inesistente in un'epoca in cui blablablà.
La MonacaBastarda, il Ditarculo e la ReginaDelconato hanno a lungo studiato la blogosfera e hanno pontificato su strategie di marketing atte a limitare lo strapotere delle blogstar, che spuntano in ogni dove come brufoli a un tredicenne.  Avendo praticamente 1 neurone in tre (ce lo passavamo sotto la tovaglia), non siamo riusciti a partorire niente di meglio che un quiz con le nostre facce in un post a blog unificati.
Chi dei 4 è Tomas, il felino reale?


Create polls and vote for free. dPolls.com

La risposta, prossimamente qui in giro.
postato da: ugualina alle ore 14:12 | Permalink | commenti (18)
categoria:nulla
martedì, 18 aprile 2006
pasqua2Il giorno della Santa Pasqua è tradizionalmente il giorno in cui si espellono i canditi dalla colomba (la colomba è simbolo di Pace).
E' anche il giorno in cui si rompono le uova (le uova sono simbolo di Uova).
Quest'anno la Santa Pasqua è stata l'occasione per un incontro importante: la MonacaBastarda, il Ditarculo e la ReginaDelconato hanno pasqueggiato assieme per discutere temi di interesse comune quali l'abuso di alcol, l'abuso di sesso, l'abuso di rock'n'roll.
Also starring: Tomas, il felino reale (quello che ogni tanto torturo per sconfiggere la noia).

Il Ditarculo (che mi scapperà di chiamare Patata), data la Sua bolognesità, si è occupato della gastronomia e ci ha proposto un menù tradizionale e sintetico (che declamerò tra breve); la MonacaBastarda si è occupata del dessert, mentre io mi sono occupata delle .. dell'animazione.
Come starter, una rivisitazione del pinzimonio a base di yogurt e maionese e spezie, inquietante da vedere ma molto efficace sul palato. Siamo poi passati alle lasagne della Cochi ('Cochi' è il diminutivo di Cocomera, nomignolo dovuto alla simpson-capigliatura della mamma del Dito).
Dopo le lasagne della Cochi, siamo passati al bis delle lasagne della Cochi.
Siccome ancora non avevo capito bene, mi sono concessa io sola (laida) il tris delle lasagne della Cochi.
Fortunatamente non erano un granché (I love you Cochi).
E dalle lasagne siamo passati direttamente al dessert (è stato un pranzo breve ma intenso).
Il dessert, composto da zucchero glassato vanigliato smerigliato con un po' di colomba dentro (senza canditi!), ci ha donato un apporto glucosico che superava l'amore universale, anche grazie alle tenere decorazioni in perfetto tema pasquale (pulcini, campane e coniglietti asessuati) incastonate nello zucchero armato.
E' stata una Santa Pasqua di Pace senza peccati.
Non c'era nemmanco l'alcol: solo H2o. Liscia.
Caffè. Ammazzacaffè. Stuprammazzacaffè.

Fra gli eventi più interessanti dell'incontro pasquale:

- evento numero A) il rito vudù con il santino-diavolino di Ratzinga 16, ad opera della Monaca (che in realtà è una strega reincarnata in un corpo da favola) e dei suoi spilloni;

- evento numero B) le mollette per stendere i panni appese alle orecchie e alla coda di Tomas, il felino reale;

- evento numero C) l'idea di scrivere un post a blog unificati.
postato da: ugualina alle ore 16:08 | Permalink | commenti (7)
categoria:nulla, felicitudine
venerdì, 14 aprile 2006
fumoLa primavera uccide: spring kills.
Soffro di allergie? No, e non sono come Palmira la Vampira, in eterna fuga dal sole per mantenersi cruda dentro e spettrale fuori: no e poi no.
La mattina solitamente mi sveglio di ottimo umore e non conosco la sindrome da risveglio incazzato, anzi, di solito svolazzo nuda per le stanze cantando Material Girl.
E amo le temperature rigide, il cielo plumbeo, magari la pioggia: mi mettono voglia di fare, mi danno energia. Quando il mattino mi presenta una giornata di quelle che comunemente si definiscono orrende, io sono felice perché so che sarò intensa e passionale.
Sono meteoropatica alla rovescia, che ci posso fare?

Al primo elevarsi delle temperature, al primo raggio di sole che sbuca dalle tapparelle, alla prima giornata che suggerisce estate, i neuroni entrano in sciopero, lo spirito d'iniziativa diventa noia e il mio corpo comincia a pisciare sudore come un colabrodo: di giorno mi tampono e di notte sguazzo nella sudarella. E sudo tutta, specialmente in testa: la corona mi scivola giù e addio messa in piega.
La mente annebbiata dal tepore primaverile mi rende nervosa e priva di autocontrollo, e anche un caffè troppo caldo può finire per innervosirmi irrimediabilmente.

- ma che bel sole c’è oggi!
- bel sole? Mi suda anche la lingua in bocca.
- ci sono gli uccellini che sorridono..
- le mie ascelle piangono
- .. e tanti bei fiori profumati!
- proprio come i miei piedi: vuoi sentire?

Poi ho trovato una soluzione che mi rende felice e asciutta ..
(vediamo se qualcuno indovina)

(non è nuvenia pocket)
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categoria:il corpo umano
mercoledì, 12 aprile 2006
coglioniBisChe pace.
Che silenzio.
Per strada la gente va a testa bassa: non c'è davvero nulla da dire.
Tolta la lotta, non abbiamo argomenti.
Come volevasi dimostrare, di c*glioni ce ne sono sempre due tipi: quello che vota bene e quello che vota giusto.
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venerdì, 07 aprile 2006
fabiovoloLa fuga è una vigliaccata, ma in questi giorni mi è successo di pensarci.

Mappercarità signora mia non drammatizziamo: abbiamo già vissuto epoche buie in cui abbiamo temuto che prima o poi qualcuno sarebbe venuto a prelevarci da casa, ci avrebbe spento la canna nel tè e la musica nei pensieri, e poi ci avrebbe mandato in miniera o in ufficio o costretto ad una mastoplastica o alla messa domenicale. In realtà ci hanno dato più cocaina, musica sciocca negli altoparlanti e gente che litiga in tv. Sappiamo tutti che non ci sono limiti al peggio: finora abbiamo visto i peggioramenti ma il peggio potrebbe essere moOOOolto peggio (.. paura eh?).
Quand'ecco, poffarbacco, tutt'a un tratto percepisco in lontananza un suono che sulle prime non riconosco.. ah, sì: sono nacchere! Sarà un richiamo?
(quanto sono simpatiche le nacchere: mi ricordano altre rotondità di cui molto si è discusso in questi giorni)

Ho visitato la cugina España un paio di volte, e mi è sembrato di essere nell'Italia che vorrei, cioè un'Italia con più senso dell'umorismo (perché secondo me qui stiamo perdendo il senso del ridicolo). Non vorrei, assimilando la Spagna all'Italia, offendere l'identità spagnola né gli amici spagnoli in ascolto, ma le nostre radici comuni sono talmente evidenti che non saprei dire con quale altro popolo abbiamo un simile istintivo accordo.
Perché gli italiani in Spagna sembrano tutti bambini a Gardaland?
Chissà come si trovano gli spagnoli in Italia (scrivete scrivete scrivete).

Fabiovolo (che ha un senso del ridicolo per conto suo) è andato in avanscoperta a Barcellona. L'ho beccato l'altra sera su MTV che faceva lo stupido (chissà cosa gli fanno fumare): lo show c'ha una sigla che recita italo-spagnolo, presenta Fabiovolo ed è piuttosto vacuo, ma i colori sono allegri, ogni tanto si ride e la Spagna sembra più vicina.
Lo scopo del Fabio pare proprio quello di mostrarci un po' di nulla, simile al nostro nulla, però più sereno. Lui non sembra molto portato per la lingua però ci prova, risparmiandoci la trita macchietta dell'italiano che parla spagnolo aggiungendo le esse ad una lingua pseudo-veneta:
- andemos alla spiaggias, ostreghètas!
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categoria:tv , felicitudine
mercoledì, 05 aprile 2006
coglioneDicesi c*glione di sinistra quel 'malloppetto ciccioso' (A.Marchesini) spesso ricoperto di peli che se ne sta lì sotto a chiedersi come mai il c*glione di destra stia a destra. Il c*glione di destra si chiede lo stesso del suo compagno a fianco. I c*glioni fanno una vita da c*glioni, rimangono appesi lì dove sono nati, al massimo della vitalità ballonzolano, col freddo si ritirano, col caldo sudano ma non sbuffano, e viaggiano preferibilmente in coppia, uno a destra e uno a sinistra, da cui il vecchio adagio 'Un c*glione tira l'altro'. Quando si tratta di c*glioni non date retta a chi vi assicura che 'Non c'è due senza tre'.
C*glione è una parola che si usa poco perché è volgare, ed io che spesso uso la volgarità come pacche sulla schiena, sono grata a silvio per averla sdoganata trionfalmente.
D'ora in poi mi sentirò più a mio agio nell'uso della parola c*glione (manterrò comunque l'asterisco al posto della prima vocale perché il colpo d'occhio mi dà il brivido del proibito), mentre silvio era già a suo agio ieri quando, dice, faceva dell'ironia.

Allora. Esempio d'ironia: lui è così alto che le ascelle gli puzzano di piedi.
Alto è ironico, perché l'uso che faccio di questa parola è il contrario del significato letterale.
Invece - brutta testa di c*zzo bastardo rotto in c*lo - non è ironico, ok?
Non possiamo riparare i danni causati dalla nostra indomita animosità dicendo che era tutto uno scherzone e che siamo ironici, perché qui di ironico non c'è manco un tardivo sorrisino.

Caro silvio, io sono proprio una di quei c*glioni che non vedono l'ora di farsi rovinare dalle tasse rosse, sono una di quei c*glioni che all'ansia di trattenere più soldi nella propria saccoccia preferisce parlare di pacs, di ambiente, di antiproibizionismo, quindi a me puoi dare tranquillamente anche della p*ttana sl*bbrata tritabimbi che tanto mi entra da qui e mi esce da lì (o di là).
E quando risulta palese (ormai ti conosciamo) che anche in questo episodio l'unica spiegazione al tuo comportamento è che la lingua ti si è srotolata in modo incontrollabile, non puoi tirare in mezzo un concetto nobile come l'ironia, perché l'ironia è un'arte in bilico sul dubbio, mentre lo sproloquio, come tutti possiamo sentire, è solo rumore.

A parte l'orrenda calata longobarda e la tinta isterica perfino sulle sopracciglie, il danno maggiore che silvio ci ha inferto in questi anni è stato l'uso criminoso che lui fa della lingua italiana.
Però d'ora in poi potremo toglierci la soddisfazione di dirgli:
- Ciao c*glione! Ehi c*glione! Fatti un'altra lampada, c*glione! -
Tanto.. siamo ironici.

(.. però non stai male così abbronzato, sai?)
postato da: ugualina alle ore 15:42 | Permalink | commenti (10)
categoria:dizionario, delirio elettorale, il corpo umano, politicamentazione
lunedì, 03 aprile 2006
Ieri sono stata ad un raduno di famiglia, c'erano zie e cugini che non vedevo da più di diec'anni. Le zie sono tutte regine, come zia Micla (Regina della Torta di Rose), zia Adolfa (Regina dell'Igiene Impossibile) e zia Elda (Regina della Discrezione). Gli zii invece rimangono nell'ombra, sono poco inclini alla chiacchiera leggera. Prendono vita solo quando c'è da ricordare gli avi e i tempi andati.
Zia Elda (Baronessa del Capello Maitinto), è una di quelle zie che sai che ci sono, che esistono, ma la distanza ne ha impedito la conoscenza. Non è una di quelle zie che anche se sostanzialmente non ti conosce fa l'amicona e ti tempesta di domande idiote sul lavoro o sulla salute: è discreta, parla di argomenti contingenti, e ascolta.
Zia Elda (Duchessa della Figliolanza Tanta) ha 82 anni, 6 figli e 9 nipoti, che vivono quasi tutti nella stessa città. Inutile dire che per far laureare 6 figli una trentina d'anni fa con 2 stipendi da operai, deve aver fatto una vita oggettivamente di m*rda. Oggi le condizioni economiche le permetterebbero di togliersi più di uno sfizio, ma questa è una parola che nel suo vocabolario probabilmente non esiste, difficile farcela entrare adesso.

Durante il pranzo di ieri zia Elda mi ha preso in disparte e mi ha detto: i nipoti figli dei miei figli ce li ho tutti qui, di loro mi sono sempre occupata facilmente, a loro ho sempre potuto fare la mancia tutti gli anni, ma a te non ho mai potuto farla, e allora te la faccio adesso.
E mi ha dato la busta che teneva fra le dita della mano un po' tremante. Era un po' imbarazzata ed emozionata.
Avrei voluto dirle - ma no zia, sono una nipote totalmente inadempiente, faccio schifo, non chiamo mai, non sono neanche venuta al funerale di tuo marito, non merito gesti come questo. Tienili tu, facci un viaggio, dei massaggi..
Ma avevo appena ricevuto uno di quei regali che danno più soddisfazione a chi li fa che piacere a chi li riceve, e non puoi dire di no.
Però mi sento molto a disagio nel pensare che io non ho fatto l'1% di ciò che lei ha fatto per gli altri, che nulla nella mia vita mi costringe all'abnegazione con cui ha vissuto zia Elda.
Ho pensato che adotterò un bimbo a distanza.

Sì, ma che volgarità: adotti a distanza e lo scrivi sul blog?
Un attimo, andiamo sul pratico: io ho pensato all'adozione perché mi è rimasta impressa l'immagine della Raffaellacarrà tutta tempestata di bimbi che canticchia amore. Sì, cheppalle, Raffa Santa Subito, ok, e intanto si son fatte migliaia di adozioni a distanza. Non ho visto lo show della Raffa ma la sua immagine è stata veicolo di quest'idea. Possiamo anche discutere per ore sul fatto che è troppo facile fare beneficenza dando soldi anziché impegnare il proprio prezioso tempo, ma se è vero che una piccola cifra può modificare la vita di qualcuno, è una cosa da fare e basta.
Per noi che possediamo più di ciò che ci serve per soddisfare i bisogni primari, dare soldi potrà anche essere un mezzo per sentirci meno in colpa, un mediocre sdebitamento morale verso chi ha solo avuto meno fortuna, ma per chi non sa se oggi mangerà, i soldi sono solo un fatto pratico. Cerchiamo di essere pratici.
postato da: ugualina alle ore 17:23 | Permalink | commenti (8)
categoria:buoni sentimenti