mercoledì, 08 luglio 2009
avatarStavolta mi è venuta l'ideona: siccome che io sono regina con la gi maiuscola e non voglio che mi manchi niente, ho pensato di inventarmi un'identità alternativa, e di darle vita attraverso un blog (cazzo: so' in forma eh?).
Avrei potuto, chessò, essere un politico di giorno / travestita di notte ma è roba già sentita ..
Avrei potuto essere una piratessa nigeriana pentita e arrivata su un barcone a Lampedusa ma mi manderebbero indietro ..
Avrei potuto essere una delle bocchinare minorenni di papi ma morirei dopo 2 post trafiggendomi l'occhio con l'eyeliner ..
Inutile o troppo facile.

Allora ho deciso che sarò un uomo di mezza età coi peli grigi, non bello (una via di mezzo fra lo scopettone e una a caso delle sorelle Carlucci), non ricco, non profumato, tendenzialmente anarchico. Un quasi disadattato autore di canzonette semi-incompreso, appassionato del suono e del significato delle parole, parole scritte e cantate e parlate e risate.
Per fare in modo che il mio personaggio fosse più credibile ho pensato che avrei dovuto dargli nome e cognome.
Per renderlo più sfigato ho subito partorito Mimmo Fanga, Ugotto Tilla, Pinco Cunél ecc.
Ma non volevo che fosse una macchietta, perciò mi serviva un nome banale e inflazionato: Luca o Marco o Fufi era indifferente. E poi un cognome breve ma che si fa notare, tipo Orfei, o Gucci.
Ecco: Fufi Gucci, ci siamo quasi. La doppia ci è appiccicosa. La zeta è più simpatica, la voglio: Marco Guzzi .. brumm .. Gizzi? .. Frizzi? Bizzi! Luca Bizzi! E' perfetto, anonimo ed eufonico quanto basta. Con un nome/cognome così, Luca Bizzi potrebbe fare anche la domatrice di colombe.

Minchia: ma se questo scrive canzoni, mi toccherà scriverne una! e come faccio? Allora ho tirato fuori il Vaso Magico dalle umide cantine reali e ci ho buttato dentro un po' di Sergio Caputo, di Paolo Conte, di Daniele Silvestri, una manciata di Battisti che ci vuole come prezzemolo, una spruzzata di Romina Power per arieggiare un po' e un pizzico di cori alpini per confondere le idee. Sale e pepe q.b.
Ed ecco che è nata 'Lo Stesso Di Sempre' di Luca Bizzi, e questo è il suo blog (su Wordpress: una favola rispetto a Splinder!).
Le fattezze del figuro che si vede nella foto e nel video non esistono nella realtà. Infatti sono state assemblate al computer: ci ho messo un po' di Luca Barbareschi, di Baffino D'Alema, di Dottor Spock e gli altri indovinateli.
postato da: ReginaDelconato alle ore 13:46 | Permalink | commenti (4)
categoria:arte, blogosfera, curiosità, lammùsica
venerdì, 26 giugno 2009
michaeljacksonQuando uscì Thriller nel 1982 avevo 15 anni, vestivo di verde e rosso e il mio impegno quotidiano principale era la lotta contro i brufoli (a questo proposito, se il signor Clearasil mi volesse inviare un telegramma di ringraziamento per averlo praticamente mantenuto per almeno 5 anni non mi dispiacerebbe).
Non ero ancora una compratrice di dischi interi (si chiamavano long playing o ellepì o album) ma mi concedevo decinaia e decinaia di 45 giri, che ad oggi costituiscono l'unica collezione del mio passato remoto che non riesco a buttare via (guai a te se mi dai della nostalgica).
Quando avevo 15 anni ascoltavo la radio e VideoMusic, e non avevo fratelli maggiori o altri canali che potessero portare altra musica alle mie orecchie se non quella della radio e VideoMusic. Quindi qualche anno prima di scoprire Bowie e i Doors, incappai nel re del pop.
Appena sentii Billie Jean mi sembrò esaltante.
Il suono era insolitamente brillante e mi sembrava che la sezione ritmica girasse in modo superlativo per le mie giovini orecchie, infatti non potevo evitare di muovermi per seguire il tempo, e quel giro di basso poi (che nell'intro si fa notare con viril prorompenza) mi sembrava che fosse il succo di tutto.
Saltai a pie' pari la fase 45 giri e m'accattai 'o ellepì.
Ma il mio impianto stereo andava a carbone ed io avevo bisogno di più volume (certa roba andava ascoltata con volume).
Fu così che tenendomi le casse attaccate alle orecchie come se fossero delle cuffie, mi vennero 2 belle braccine tornite, che si abbinavano favolosamente ai peli che mi erano testé cresciuti sparsamente sul corpo.
Inutile dire che con le casse attaccate alle orecchie avevo la possibilità di percepire strumenti e suonini che col normale ascolto aereo non avevo sentito mai.
Quell'esperienza cambiò il mio modo di ascoltare la musica.
Pezzi preferiti allora: Billie Jean e Pretty Young Thing.
Pezzi preferiti oggi: Wanna Be Starting Something e Baby Be Mine.

Quando stamattina ho appreso della sua morte ci son rimasta male, sul serio.
Il primo pensiero è stato: la camera iperbarica dunque non è servita a un cazzo ..
Il secondo pensiero è stato: sì però che vita di merda ..
A guardarlo, nulla di lui ci diceva che avesse 50 anni: quando i 50enni che conosciamo noi si tingono i capelli color nero-corvo sembrano solo dei patetici serial killer, ma lui invece aveva un aspetto ormai così assurdo che non pensavo avesse ancora qualcosa di umano e che potesse morire come un cristo qualsiasi, e perciò ci son rimasta male.
Così a metà mattina mi sono sparata Thriller (l'unico disco suo che possiedo perché poi mi ha sempre fatto abbastanza cagare) e ancora mi sorprendo, perché ricordo ancora la posizione esatta di tutti i suoi squittii, e ricordo ancora l'inglese maccheronico con cui cantavo appress'a lui, e ricordo ancora mamasé mamasà mamà cu-sa.

Poco mi importa quante copie ha venduto e quanti poppettari non sarebbero musicalmente nati senza di lui.
M'importa che con quel disco mi ha intrattenuto e mi intrattiene ancora magnificamente.
Un grande applauso a Michele Figliodigiacomo.
postato da: ReginaDelconato alle ore 16:58 | Permalink | commenti (15)
categoria:buoni sentimenti, lammùsica
domenica, 31 maggio 2009
pericoloFrancamente è una pena.
E' una pena vedere le persone che amo, avvitate, di sicuro non per scelta, attorno all'unica necessità di sopravvivere economicamente, cioè riuscire almeno a controllare i debiti.
E' una pena perché le persone che amo hanno bisogno di più tempo per loro stesse.
E' una pena perché le vorrei vedere libere non tanto dai soldi quanto dal pensiero dei soldi.
Oh, io non navigo nell'oro: anch'io controllo il debito e bona. Però arrivo agli odierni giorni di crisi già allenata alle rinunce, da quando cioè ho cominciato (17 anni fa) a mollare certi agi per favorire una vita via via sempre più somigliante al mio ideale, cioè dedicarmi ad attività che mi appassionano, lavorare il minimo stando a casa e andare per il mondo solo per piacere.
E' pleonastico chiudere la parabola sottolineando che sono rimasta incastrata in casa perché ad andare per il mondo ho dovuto rinunciare per questioni economiche. Così ho chiesto al mondo se ogni tanto potesse fare un salto da me (non ho ancora ricevuto risposta - che brutto mondo).

Per esservi d'esempio (lagnosi poveracci che non siete altro), ecco i tagli alle spese più clamorosi che io medesima regina ho attuato negli anni:

• taglio n°A - la Conatomobile (il mio mezzo personale, il luogo non-luogo dove preferivo ascoltare musica, lo strumento della mia libertà di sfanculare altrove)
• taglio n°B - le sigherette (ho smesso 4 anni or sono; fumavo le marlboro light, le sigherette più puzzone di tutte: please get off)
• taglio n°C - il cinematografo (roba da selvaggi: io e il principe son 2 anni che non andiamo al cinema .. presto perderemo l'uso della parola, i piedi diventeranno prensili e alla fine voteremo B*rlusconi)
• taglio n°D - i petti di pollo (oltre allo sconcerto nello scoprire che esistono polli fatti a forma di pollo intero, ho provato orrore nello scoprire che un pollo intero costa 3 volte meno di un petto di pollo fatto a fettine, ma siamo matti?)
• taglio n°E - acqua in bottiglia (qui siamo stati bravi, perché ormai produciamo pochissima plastica, grazie dell'applauso)
• taglio n°F - occhiali da sole (uno dei pochi oggetti di cui arrivai ad essere collezionista. Ora ne ho un solo paio da battaglia, che uso molto anche quando non c'è il sole perché sono fotovoltaica, no .. come si dice, fotofobica? sono fotoqualcosa, e se esco di casa dimenticando gli occhiali cammino parandomi il viso come se un prete mi stesse tirando dell'acqua santa)

Nel frattempo sto per approvare altri tagli a corte: via mutande e biancheria intima in generale (giusto per movimentare l'erotismo) e basta con la droga. Però senza droga l'erotismo è meno intenso, quindi indosseremo la droga al posto delle mutande e vedremo l'effetto che fa.

(credo che il segreto stia tutto nel vivere la rinuncia come una prova d'indipendenza, ma non sempre riesce, data la difficoltà a distinguere ciò che consumisticamente desideriamo da cio che è indispensabile. Nessun altro ha fatto delle prove?)
postato da: ReginaDelconato alle ore 12:08 | Permalink | commenti (18)
categoria:soldi
lunedì, 11 maggio 2009
barboncinoDomanda: come starei io se mi trovassi al posto suo?
Che è la versione soft dell'intrinseco e se io non fossi io?

Chi queste domande se le pone crede nelle alternative.
Quelli che invece queste domande non se le pongono vivono nel loro mondo, anzi, nel mondo loro. Un mondo in cui è preferibile ignorare chi, per innumerevoli motivi, si trovi a vivere un'esistenza diversa dalla loro.
Ignorare la diversità è bene perché la diversità non è altro che un complotto della sinistra atto a screditare la giustezza della normalità, normalità di cui loro sono portatori esemplari. Chi è diverso da loro afferma il contrario della normalità. L'anarchia del diverso offende la fatica che loro fanno per essere normali.
Loro sono quelli che usano l'aggettivo 'normale' come se, similmente a loro, l'idea di normalità non avesse evoluzione.
Loro sono anche quelli che con la scusa di mantenere le tradizioni escludono l'autocritica, perché l'autocritica è un complotto della sinistra atto a mettere in discussione la sensatezza delle tradizioni in favore di una sofferta presa di coscienza, che da come suona dev'essere un altro complotto della sinistra atto a farti sentire sempre uno schifo o, alla peggio, a costringerti a cambiare.

Io assomiglio più a quelli che vivono nel mondo loro. Infatti ho anch'io le mie tradizioni, che faccio fatica a buttare giù, e che anzi a volte mi danno l'impressione di essere il mio unico sostegno.

Detto questo, ogni tanto, traviata da rari ma improvvisi slanci di umanità, ci ho anche provato a mettermi nei panni, per esempio, di un deputato leghista che si chiama Salvini, ma non ci riesco mica!
Sì, va bene, a mettermi nei panni di una persona che banalmente soffre come un cane ci metto un nanosecondo, ok?, stare male è una merda, I know, fine dell'immedesimazione.
Poi passo a Salvini e .. non ci riesco: non ho abbastanza dati per riuscire ad immaginare come sia per lui essere nato e vissuto evidentemente in una riserva milanese che viene improvvisamente invasa da tribù pluri-gluteate (piene di chiappe) che migrano nella sua riserva dalle terre più povere del globo appositamente per rubare i posti sulla metro a Salvini o ad altri ariani longobardi.

Povero Salvini: vive in un mondo così piccolo che la persona che va o torna dal lavoro è un concetto troppo ecumenico per lui, e soprattutto non soddisfa il maschio imperativo di stabilire chi comanda.
Si direbbe che nella sua testa il diritto di essere stanco sia direttamente proporzionale alla milanesità, non so .. O forse che il diritto di stare seduto sul mezzo pubblico sia un segno di rispetto dovuto a chi sopporta Milano da sempre ..
Di sicuro Salvini ha le idee inquinate dalla polvere.
Ma lasciatemi fare quattro chiacchere direttamente col Salvini:

Caro Salvini
stai cagando fuori dal vaso: la tua idea è troppo assimilabile a robe già viste, per fortuna finite o finite male. Lascia perdere.
Se poi queste robe me le ricordo io che sono colta quanto una zolla, fidati: passeresti alla storia come quello che ha copiato un'idea stronza che poi ha fatto scoppiare dei casini che passerebbero alla storia come i Casini di Salvini ecc.
Mi permetto, Salvi', di essere così franca con te perché ho provato a mettermi nei tuoi panni, ma mi sono ritrovata a cagare fuori dal vaso, e questo è poco regale, la corte poi mi si scandalizza e non ha tutti i torti, cerca di capirmi.
Se insisti su sta cosa sarai solo un cattivo esempio per me e per tutti gli altri cacatori privi di mira.
E smettila di ripassare la storia sui Giornali Sonori dell'Istituto Luce che poi ti confondi.
saluti

RdC

PS: Vuoi una scusa per ritirare la cazzata che hai sparato e sperare di scamparla?
Di' che è stato un complotto della sinistra: pare che il popolo questa se la beva sempre.
postato da: ReginaDelconato alle ore 19:24 | Permalink | commenti (14)
categoria:politicamentazione
giovedì, 16 aprile 2009
barboncinoStamattina, mentre sbrinavo dal sonno, una notizia sconvolgente mi ha addolorata quanto una trave nell'occhio di un altro: Stefano D'Orazio, storico batterista dei Pooh, dopo 38 anni di sodalizio lascia la band, che rimane quindi senza un quarto, cioè Poo (già prima suonava male, ora è proprio una merda).

Cari Poo,
anche se in tempi davvero remoti, ammetto che talvolta mi siete perfino piaciuti, quindi nutro per voi quel minimo di affetto che si può provare per un pesciolino rosso che è sopravvissuto per più di 7 giorni. Ed è con tutto questo affetto che vi suggerisco di non cestinare l'afona 'h', ma magari di sostituirla con qualche altra simpatica consonante che conferisca al vostro nome una moderna sensazione di nuovi ancorché finti esotismi:

- lettera numero 'g' - Poog (suona moderno, sordo, risoluto, ma anche ironico, talvolta nostalgico)

- lettera numero 's' - Poos (evoca gli schifi, adatto ad un rock più di nicchia dove ci pisciano i gatti, la seconda traversa a destra)

- lettera numero 'x' - Poox (credo che la 'x' stia a questi anni come la 'k' a quelli appena passati; 'Poox' è simpatico e gioioso come uno snack con le granelle)

- lettera numero 'k' - Pook (credo che la 'k' stia agli anni appena passati come la 'x' a questi; con 'Pook' riuscireste almeno ad agganciarvi agli anni 90' ..)

- lettera numero 'f' - Poof (evoca relax e sparizioni di fata, adatto ad un rock più melodico, forse geriatrico)

- lettera numero 'm' - Poom (evoca il suono dello s-ciopone, adatto ad un rock più cazzodurista)

- lettera numero 'p' - Poop (evoca maternità; è un inequivocabile palindromo: 'Poop' vi assicurerebbe vita eterna sulla Settimana Enigmistica)

Facciamo alcune prove per sentire come suonano:
- ieri sera sono stato al Pala Vannara a vedere il concerto dei Pook! (wow)
- ti piace 'Purulenta Impudicizia', il nuovo successo dei Poos? (niente male!)
- hai notato la blefaroplastica di Comecazzosichiama Facchinetti, la bertuccia ululante dei Poom?
- ti prude qualcosa? Sgranellati con .. Poox!
Sono tutti belli, non c'è che dire, non sembra anche a voi amici Poog?


un caro saluto
Regina Maionchi Delconato
postato da: ReginaDelconato alle ore 11:34 | Permalink | commenti (13)
categoria:
sabato, 21 febbraio 2009
giocondaEssere attesi rifocilla l'autostima, e alla mia autostima basta davvero poco, perfino le vostre mielose moine.
(Grazie di avermi chiamato a scrivere, ma non giocate coi sensi di colpa, ok?)
Giustifico la mia assenza: ho avuto il cervello trafficato e poco propenso all'osservazione (che per me è come dire che sto morendo di tisi). Non ho tempo per svagarmi. E non posso stare seduta, per motivi che non mi va di raccontare (vi proibisco di supporre che io abbia problemi di prostata).

- oddio, il mondo .. sono isolata dal mondo ..
e adesso? che sarà di me? è l'inizio della fine? verrò rapita dai rumeni? o stuprata e poi carbonizzata dai
rumeni? o impanata e fritta da qualche bingobongo di seppur lontane origini rumene?  -

Questa è stata la prima raffica di sentimenti quando mi sono accorta, l'altra mattina, che Mamma Adsl non funziona, non c'è, come Donatella.
Il mio scarso spirito di adattamento mi ha spinto a immaginarmi nel futuro senza internet, e, non so perché, mi sono vista vecchia e con la barba lunga.
Poi ho tirato fuori lo specchio dalla naftalina e ho visto che sono già vecchia e con barba lunga. Evidentemente sono già nel futuro.
Io sono il mio futuro.
Infatti vivo avvolta dalle nebbie dell'incoscienza.
Se mai dovessi scrivere un libro su questi anni, lo chiamerei:               .

Mamma Adsl, poi, è tornata, grazie all'intevento di Mastro Tecnico mandato da Madonna Fastweb. L'avvenente (=portatore di bel culo) tecnico ha scoperto che qualche burlone mi ha staccato i fili .. suppongo, come si usa dire, per invidia. Il tecnico allora ha pensato bene (credo sia una specie di rito propiziatorio) di disseminarmi la casa di tanti pezzettini di simpatici fili elettrici colorati bianchi e rossi, ma devo ammettere che pur di avere di nuovo la mia finestra sul mondo avrei accettato anche dei fili color merda o rosa porco.

Nell'attesa che il tecnico scendesse dall'alto dei cieli per salvarmi dalla furia rumena, mi sono trastullata con Mamma Tv, che mi ha provocato stati di ansia e torpore, come quando l'anestesia comincia a fare effetto.
Per mantenere alta la nomea di acidona, vi renderò moderatamente partecipi di alcune mie elucubrazioni sparse, liberamente tratte dal nulla che mi riempie.

- la Simonaventura non si diverte più come una volta.
- chi ride poco si riempie di rughe verticali.
- la differenza tra B*rlusconi e Weltroni è che il primo non ha via d'uscita.
- l'altro ieri sono uscita di casa 2 volte in un giorno, la seconda delle quali per buttare la plastica della spesa fatta durante la prima.
- mi serve tempo.
- felicità è non rimandare (saggezza indiana).
- addio sardegna.
- addio walter (sei troppo povero per doverti incarognire e troppo ricco per capire).
- panza piena non capisce panza vuota (saggezza popolare).
- pare che la vita di moltitudini di non-italiani non valga la vita di un'italiana in coma.
- Beppino Englaro santo subito.
- mi piace questo freddo piccante.
- ma non posso mangiare piccante.
- non credo che quello fosse davvero il luogo più addatto dove posizionare la prostata ..
- nel linguaggio moderno, 'gonfio' significa 'pieno di merda' (Marcuzzi docet).
- ultimamente neutralizzo la pubblicità togliendo l'audio (funziona!).
- non tollero de sica e i suoi squittìi.
- non tollero i programmi dove c'è qualcuno che dice 'voglio che la gente veda chi sono veramente'.
- non tollero quando tutti ridono e non fa ridere.
- forse vedo troppa tv.
- però adesso vi saluto che inizia Takeshi's Castle.
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categoria:tv , felicitudine
giovedì, 01 gennaio 2009
carneOh .. che peccato ..
Anche quest'anno il natale si è squagliato.

Un tempo appartenni (appartenqui?) alla cerchia dei S.A.S.A.S.A.N. (Soliti Accaniti Sinistroidi Asociali Snob Anti Natalisti).
A quell'epoca, venivo spesso colta da attacchi di panico pre-natale. Mi ci voleva tutto gennaio per uscirne denatalizzata e superba come prima.

Oggi invece, grazie a secoli di autoascolto autoanalisi e autoricariche, flirto col natale come se fosse un uomo stronzo da conquistare a tutti i costi, così per gioco, per scommessa.
Come faccio? Mi faccio. Di tutto quel che trovo: dal centerbe alle benzodiazepine.
Così i contorni si sfumano e il natale diviene una purèa.

E poi che cazzo sarà mai sto natale: ma che roba è ..?
Dicesi festa comandata, cioè divertimento obbligatorio: un ossimoro, mica una cosa seria.
Insomma al mondo esistono le guerre e le carestie e i b*rlusconi e non si può dire che un ossimoro sia altrettanto periglioso: basta prenderlo per le corna e sbatacchiarlo un po', tanto non dura molto (l'ossimoro, non b*rlusconi).
E poi non tutti i babbi natali vanno in giro armati e, suvvia, tra pacchi e palle qualcosa di buono deve pur succedere.

Siccome che qui la crisi è critica già da sei anni (che coinvolgente privilegio), da mo' che i regali natalizi non ce li facciamo più.
Quest'anno però, mi sono fatta fare comunque un bel regalo dal principe: posso scoreggiare a tavola per tutto il 2009.
In cambio di questa sonora licenza, il principe ha chiesto che i miei arti non si appiovrino sul suo corpo per almeno 24h, un giorno a mia scelta.
Io ho cercato di spiegargli che i miei arti non sempre rispondono alla mia volontà, e che mai la mia volontà domina gli istinti carnazzi (carnacqui?), ma il principe non l'ha bevuta.
Che uomo.
Allora io, stoica, ho scelto oggi, 1° gennaio 2009, che resterà negli annali come Primo e Ultimo Fioretto di Capodanno.

Vi farò sapere se è vero che chi non tromba il primo dell'anno ..
postato da: ReginaDelconato alle ore 09:40 | Permalink | commenti (16)
categoria:buoni sentimenti
martedì, 02 dicembre 2008
Anche ieri, come in tutti i giorni luminosi, dopo uno sbadiglione lungo lungo, la nostra Giusy 4x4 si è svegliata dallo stitico sonno dei cazzi suoi per entrare di tacco nei cazzi nostri.

Va ricordato che lei può .. perché lei sa.
Non dovrebbe mai aver trombato in vita sua ..  però lei sa.
Non è mai stata sposata e non ha un mutuo da pagare .. però lei sa.
Non ha mai fatto un cazzo di padanamente concreto in vita sua. Però lei sa.
Lei sa perché è stata investita dal suo dio (nessuno si offre di investirla sul serio?) o qualcosa del genere. Di fatto, c'è un sacco di gente che se la caga.

Ammettiamolo: noi che non siamo santità, siamo tutti troppo occupati con la vita vera per poterci occupare di rompere i coglioni al prossimo con l'imposizione di teorie campate per aria, vero?
Se non lo facesse lei, la Mitica Giusy, chi si assumerebbe un ruolo così stronzo?
Chi, a parte B*rlusconi, si offrirebbe con tanto entusiasmo di fare da contraltare alla logica e al buonsenso?

Ma non ho capito: a voi non vi danno fastidio tutti questi gayz? Ormai ce ne sono dappertutto .. vincono anche l'isola degli infamoni, non se ne può più ..
Da recenti studi pare addirittura che di gayz ce ne siano in tutto il mondo (!), perfino in paesi dove c'è la pena di morte per i froci!
Ti rendi conto che se i froci ci sono anche in quei paesi, abbiamo la prova che il virus della gaiezza è più forte della morte?
Ti rendi conto di quanto sono stupidi questi froci che scelgono di nascere proprio dove c'è la pena di morte per loro?
E ti rendi conto che se non fosse per la Giusy che ci mette un argine, a quest'ora saresti frocio pure tu e magari sarei frocio pure io e magari è già troppo tardi?

E' giusto quindi cercare di isolare il virus della gaiezza e apprendere con gioia il messaggio intriso d'amore e carità cristiana che gli emissari della Giusy hanno diligentemente ingurgitato e rigettato sul mondo: non facciamo dei gay una categoria protetta.
Brava Giusy, non facciamo dei gay una categoria protetta: sproteggiamoli, lasciamo che rimangano sparpagliati nel dubbio dell'illegittimo, lasciamogli il bollino sulla fronte (il triangolo sulla spalla?), lasciamo che siano moralmente ricattabili a causa dell'inopportunità della loro esistenza, lasciamo che siano considerati meno di noi, lasciamo che sappiano che per noi saranno sempre serie B.
E anche se questo mancato appoggio alla causa omosessuale significherà la morte di qualche finocchio in qualche, per esempio, remoto paese musulmano, basterà archiviare il fatto alla voce 'L'Altrui Inciviltà' e ricordare che il Papa è buono, perché mentre i cattivi uccidono i gay, lui questo non lo vuole, ma chiedere che i cattivi non uccidano.. beh, questo è troppo.
Volendo risolvere di netto il problema dei froci morti con pena, basterà non parlarne affatto, come siamo usi qui da noi, in questa meravigliosa epoca di rinascita catto-mafiosa.

In linea di principio sono contraria alla pena di morte, ma una bella punizione corporale per qualche culattone potente e con le scarpe di prada non la vedrei male, anzi..
postato da: ReginaDelconato alle ore 09:58 | Permalink | commenti (9)
categoria:cloralclero
venerdì, 31 ottobre 2008
mericaIn principio, quand'ero bambina, credevo che l'umanità si dividesse in buoni e cattivi.
Poi ho creduto che si dividesse tra chi piscia in piedi e chi piscia seduto, poi tra chi ama la Carrà e chi la Goggi, poi tra chi mi regalava caramelle e chi mi regalava caramelle senza toccarmi il culo.
In età adolescenziale il mondo era diviso fra chi amava i DuranDuran e chi gli Spandau Ballet, e, più in là, fra chi ascoltava musica bella (quella che piaceva a me) e musica dimmerda (quella che piaceva a te).
Quando ho iniziato a fare i primi viaggi mi è subito stato chiaro che l'umanità si divideva fra chi vola spaparanzato in businness e chi accartocciato in economy.
Ad un certo punto, in seguito ad abbondanti sollecitazioni esterne, mi son convinta che l'essere umano o sta a destra o sta a sinistra, e da quel momento in poi si sono susseguite decinaia e decinaia di discutibili convinzioni su come l'umanità si trovasse divisa: tra chi guarda negli occhi e chi guarda le tette, tra chi ascolta e chi parla per coprire il silenzio, tra chi si accoda e chi si attesta, tra scopabili e manco-con-un-bastone, tra chi ama le proprie puzze e chi è stitico, tra chi crede in un dio e chi crede di essere un dio, tra chi colleziona e chi osserva, tra chi vota B*rlusconi e chi invece sa leggere e scrivere, ecc.
Insomma, nel corso dei secoli ho cambiato idea tante volte, e nell'esercizio dell'ipotesi ho diviso il mondo in tutti i modi, ogni volta con la convinzione di aver colto una sfumatura nuova.

Non è difficile cogliere le sfumature odierne: il mondo in questi giorni è diviso fra Obama e McCain.
Io sono faziosa e tendenziosa, quindi è ovvio che propendo per quel bellomo dell'Obama (Barack! Se non fossi già sposato vorrei essere io la tua Baracka!), ma ormai mi sono anche abituata all'idea che prima o poi gli uomini di potere rivelino tutti delle tare bislacche, quindi tifo ma senza slancio, con la moderazione di chi sa di non sapere.
Il problema, lo sappiamo, è che se tutto il mondo risente delle scelte politiche degli Stati Uniti, l'italia, succube colonia americana qual è, ne risente ancora di più, quindi ..

    Gentile fratello nordamericano, amici statunitensi tutti,
vogliamo per favore evitare di metterci sul groppone un altro vecchio rincoglionito di merda per i prossimi 4-8 anni?
Grazie.
postato da: ReginaDelconato alle ore 13:18 | Permalink | commenti (19)
categoria:politicamentazione
venerdì, 10 ottobre 2008
CarfagnaNonostante il fatto certo che dentro ognuno di noi alberga un po' di mignotta (un peu de mignott), credo che per chiunque sia difficile immaginare cosa stia realmente vivendo una prostituta di strada in questi giorni a Roma.
Io, che in quanto regina non mi faccio mancare nulla, ne frequento una, la quale mi offre quotidianamente la sua viva (per ora) testimonianza.
Per rispettare il suo privato, la chiamerò Gianfilippo.

Gianfilippo è una donna transessuale argentina che vive di prostituzione a Roma da quasi 20 anni.
A differenza di molte sue 'colleghe', Gianfilippo non ama particolarmente il sesso, ma dice che se non si prostituisse non saprebbe di che vivere, perché una come lei non la prende a lavorare nessuno, a fare che cosa poi?
Certo, nell'epoca d'oro (anni 80/90) era imballata di soldi, ma i risparmi di Gianfilippo erano tutti in Argentina al momento del crac finanziario del 2002, fagocitati nel nulla ..
Da allora non è più riuscita a risparmiare (anche perché credo che dopo un fattaccio del genere ti passi pure la voglia).
Così i tempi peggiorano, e una trans senza battacchio vale sempre meno, ormai quanto una banale donna biologica.
E come se non bastasse arrivano gli Alemanni e le Carfagne, tutti gonfi di ansie dimostrative, i quali pensano bene (benpensano) di dire basta-basta a questo inaccettabile catto-scempio che è la prostituzione, e insieme danno libero sfogo alla fascio-repressione: devi sparire, te ne devi annà.

Gianfilippo solitamente lavora in un parcheggio di Roma nord, vicino al Tevere.
Zona di trans brasiliane, poche le 'operate' come Gianfilippo, e pochissime le altre argentine che lavorano per strada (troppo poche per far banda come le brasiliane).
Da oltre un paio d'anni, Gianfilippo lamenta sul lavoro un aumento di episodi inspiegabilmente violenti: automobili cariche di giovani ma anche coppiette di fidanzati, si recano di notte nelle zone di battuage con sassi, bottiglie, uova e tutto il lanciabile da utilizzare per il divertentissimo torneo di tiro libero alla trans che scappa.
Gianfilippo racconta che le italiche femmine, quelle sedute a fianco del loro fidanzato, si scagliano contro le trans in modo particolarmente violento, anche verbalmente ('froci di merda' è la frase più gettonata, il che lascia ben intuire l'humus abissalmente ignorante sul quale crescono le pulsioni violente di quelle poverine).
Ho sentito simili episodi aumentare di frequenza ed intensità, finché un giorno della scorsa primavera Gianfilippo mi ha raccontato di una trans derubata e uccisa a bastonate, e una settimana dopo di una trans derubata e soffocata nel letto di casa sua con un sacchetto di plastica (ovviamente, nessuno scandalo sui media per due puttane ammazzate).
Gianfilippo stessa è stata intenzionalmente investita da un'automobile di simpatici festaioli del sabato sera. Senza contare gli ematomi procurati dagli oggetti volanti.
Grazie al sindaco Alemanno, a questa fiaba si è aggiunta la guerra tra prostitute, costrette a migrare di zona buia in zona buia, espulse dalle strade più in vista verso gli angoli più appartati della capitale, ammucchiate fra i cespugli per nascondersi alle guardie, o ammucchiate a un metro l'una dall'altra, in lotta continua per guadagnare centimetri di marciapiede e per accalappiare i pochissimi temerari clienti rimasti in giro.

Una notte al gabbio è toccata anche a Gianfilippo.
Una notte al gabbio devono farsela tutti, fa parte del trattamento: le forze dell'ordine creano un fatto scomodo, un'evento brutto che nessuno voglia rivivere, e infatti Gianfilippo è rimasta per 12 ore nel girone degli ultimi, tutti sottoposti ad un'azione cinematograficamente intimidatoria, il che sarebbe il meno, perché il guaio è che il caos delle svariate decine di persone che urlano, sudano, si picchiano, si drogano, cagano e pisciano nello stesso ingabbiato spazio è tutto vero.
Gianfilippo, che è una dama di una certa classe, è riuscita a scovare un briciolo di umanità in una guardia che le ha permesso di fare pipì in un cesso pulito.
(Grazie, guardia buona.)
Il tiggì non lo dice, ma dopo 12 ore fra le sbarre, le prostitute italiane pagano la multa di 200 €, mentre tutte le altre sono automaticamente clandestine e quindi vengono liberate. Non esistono centri accoglienza per le puttane. Nessuna prostituta è stata rimpatriata. Nessuno ha proposto una regolamentazione della professione.
Il commento di Gianfilippo: mi hanno fatto sentire sporca, come se fossi il peggior delinquente, come se avessi squartato dei bambini, però meno male che non sono italiana perché 200 € di multa non ce li ho.

    Caro sig. Ale Manno, gentile sig.na Amara Carfogna (e con voi tutti quelli che la pensano come voi), potremmo passare le ore a discutere su tutto ciò che a questo mondo è giusto e ciò che è sbagliato e chirichì e corocò, ma io credo che voi stiate scaricando sulle prostitute la vostra personale idea che la prostituzione sia un lavoro indegno.
Ed è un'idea vostra, non mia, per esempio.
Quello che voi state promuovendo elimina sicuramente le puttane dalla vostra vista, ma produce una dolorosa guerra fra poveri, e per poveri intendo poveri di mezzi e poveri di speranze: non è ignorando l'esistenza di queste persone che avrete risolto il problema.


Questa è la prova di quanta ipocrisia ci sia nel considerare indegno l'abbigliamento delle mignotte.
E questo è quello che penso dell'acume del sig. Gialle Manno e di suor Occhio Bovino:



postato da: ReginaDelconato alle ore 16:21 | Permalink | commenti (27)
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