lunedì, 22 settembre 2008
humanraceSpenta come una torcia bagnata.
Sfiatata come Afona Romina.
Lenta come le palle di Veltroni.
Questa è stata la mia estate: assente dai blog, assente da me stessa.
Depressione?
Banale lassismo?
Carnale nanismo?
No: pressione bassa. Bassissima.
Nei pochi giorni di pausa dall'afa, sono riuscita perfino a scendere dal condizionatore, ma sono rimasta crocifissa ai divani, incapace di fare alcunché già col pensiero.
E tutti a dirmi che la pressione bassa fa vivere a lungo.
Ho capito.
Ma se sapevo che era così faticoso, tanto valeva nascere minatore, almeno avrei il culo a balconcino.
A che serve essere regina se sono stanca come una mondina stanca?

Nonostante la mia bassa pressione, io e il principe ci siamo allenati tutta l'estate per partecipare alla Human Race, che è stato l'evento sportivo più importante della mia vita.
Sì perché io, già superiore di nascita, sono sempre stata allergica al plebeo agonismo, e portata per lo sport quanto Ezio Greggio per la comicità.
Nell'adulterio (=in epoca adulta) sono invece diventata più combattiva, specie nei confronti del mio punto vita che ogni tanto sparisce, quindi più motivata a svolgere attività fisica anche con dei vestiti addosso.
Quando io e il principe mio consorte abbiamo saputo che la Nike organizzava la Human Race (10 km di corsa serale fra le vie di Romacapitale), ci siamo chiesti se fosse eticamente corretto aver a che fare con la Nike, la quale, come è noto, vende le teste dei bambini come palloni da calcio. Poi ci siamo detti che a noi ci piace tanto il BigMac, quindi è probabile che non abbiamo un'etica.
Poi ci siamo resi conto che non sapevamo nemmeno quanto cazzo di tempo ci volesse per correre 10 km, ma, duri alla meta, avremmo coraggiosamente sfidato la nostra infartuabile età pur correndo il rischio di finire ultimi, a rimiràr le chiappe lontane di quelli avanti.
E' vero che da ormai 4 primavere io e il principe ci dedichiamo al podismo per tutta la bella stagione con una cadenza un po' hippy, ma quest'anno, dopo aver fallito miseramente la prova-costume, da luglio in poi abbiamo trottato come renne e a natale, e abbiamo ottenuto 3 grossi cambiamenti:

cambiamento n°A - il Grande Ritorno del Punto Vita,
cambiamento n°B - il Grande Punto del Ritorno in Vita,
cambiamento n°C - la Vita è Grande ma il Ritorno è un Punto.

E poi il giorno della gara .. uno spettacolo: un fiume fatto di diecimila magliette rosso-bocca-di-troia straripava trionfante fra le vie solitamente trafficate dell'Urbe mentre i fans (?), tenuti alla dovuta distanza dietro le transenne, gridavano dai dai! oppure su su! e anche su su dai su!
Alla fine niente infarto, e non siamo arrivati ultimi (yes).
Unico intoppo: ho rischiato di morire annegata quando ho tentato di bere in corsa, ma per fortuna so nuotare.
Per correre 10km ci abbiamo impiegato un'ora e tre minuti.
Una volta tornati a palazzo, l'unico problema è stata la botta di adrenalina che mi ha tenuta sveglia fino all'alba, cioè quando ho dovuto drogarmi fino a svenire pur di godermi un meritato sonno.

Correte, che vi fa bene e non costa un cazzo.
postato da: ReginaDelconato alle ore 19:21 | Permalink | commenti (13)
categoria:il corpo umano, felicitudine
venerdì, 19 settembre 2008
viva
Sono viva.

postato da: ReginaDelconato alle ore 12:08 | Permalink | commenti (9)
categoria:felicitudine
martedì, 08 luglio 2008
sardegnaIo e il principe mio consorte siamo stati in vacanza: abbiamo vacato in sardegna, come i vips e i burini che vanno a vedere i vips.
Ma siccome vips noi non siamo (per i soldi che non portiamo) siamo stati a sud, a 10 min da Sant'Antioco, zona impavidamente selvaggia.
Circa la scelta del luogo, il principe ed io ci siamo detti: se lui c'ha la ipervilla a nord-est, noi andremo in un nuraghe a sud-ovest (io e lui nello stesso posto? finisco in galera).
Ma la vacanza ha sciacquato via tutto, tutti i pensieri terreni, tutte le beghe begose, tutte le perplessità sul logorìo della vita moderna, e tutti i soldi.
Però adesso so che ci voleva, vaccadì se ci voleva.

La Sardegna che ho visto io è un apparentemente burbero donnone coi pensieri spettinati dal vento, gli occhi fermi, neri piccoli e tondi che brillano come 2 olive, e un fare da lesbica dal pragmatismo inossidabile, che o ti piace o ti piace tantissimo. Ti dice: sono selvaggia, aspra qua e là e levigata dove serve, e sono unica, non mi depilo nemmeno, orgogliosa di tutta me stessa. Prendere o lasciare.

In Sardegna ho imparato che se per strada non c'è nessuno, raramente si ingrana la quarta.
Ho imparato che il tonno è un pesce vero che non è a forma di scatoletta.
Quella cosa orribile dei pastori che scopano con gli animali poi non è assolutamente vera. Me l'ha detto il principe che una mattina per colazione s'è inculato una pecora che (il principe lo giurerebbe) era ancora vergine.
In Sardegna ho scoperto che riesco a dormire 7-8 ore per notte, e perfino 9 dopo una bella trombata.
In Sardegna ho capito il significato della parola 'azzurro'.
Ma non ho capito il significato della parola 'caghineri', con cui ci hanno accolto ovunque ripetendola ossessivamente. Ma mi fu detto che la Sardegna è anche mistero, quindi meglio non chiedere troppe spiegazioni.
I nomi di certe località sono perfetti per un innaffiatoio dell'ikea: Giba, Pillonis, Cuccus ..
Altri sarebbero più adatti per uno sgabello: Atzori, Xianas, Portopinetto ..
In Sardegna ho scoperto che Gramsci è sardo, ma anche qui ormai il rosso va così poco di moda che lo fanno sparire dai segnali stradali (vedi foto).

Nonostante ciò, mi è piaciuta, la Sardegna. Ci siamo palpate le tette e strette la mano come solo 2 lesbiche sanno fare, e ci siamo ripromesse di rivederci presto (secondo me anch'io un po' le piaccio).
postato da: ReginaDelconato alle ore 13:37 | Permalink | commenti (35)
categoria:animali, felicitudine
martedì, 27 maggio 2008
grottaGennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio, ottobre, novembre e dicembre.
Da sempre il mio regàl calendario salta i mesi in cui l'attività cerebrale si riduce (sì, perfino più di così) per riprendere lentamente fra settembre e ottobre.
Detto ciò, è fondamentalmente agosto da circa un anno: un annetto di attività cerebrale ridotta, cioè da quando mi sono trovata gli affari fra le mani (parlo di affari di lavoro, sessuomani che non siete altro), nel senso che il lavoro mi perseguita: siccome tutto ciò che provo a fare risulta fantastico, qualsiasi attività mi si trasforma in bisness, ma il mio cervello rimane in pausa.
Faccio i ghirigori con la penna mentre sto al telefono? L'amico gallerista ne vuol fare una mostra.
Attraverso le strisce pedonali carica di sacchetti del discount e zuppa di sudore? Un regista di grido (aaaaaaaaa) mi vuole nel suo prossimo film per fare la pioggia.
Schiaccio con ferocia le formiche sul davanzale? Un amico squadrista mi vuole assoldare per le coreografie del prossimo raid al Pigneto.

E pensare che idealmente aspirerei al nulla, alla pace dell'inutilità, ad un consapevole fancazzismo accompagnato dall'abbandono di qualsiasi costumanza consumistica: no needs, no feeds. Ma non ce la farò mai, perché il lavoro e l'ottimizzazione dei tempi non sono per me uno sforzo, direi anzi che mi sono indispensabili, probabilmente perché in padania ci addestrano fin da piccoli a ruttare e scoreggiare contemporaneamente per non perdere troppo tempo in cose improduttive.
Però così lavoro e basta. Basta e lavoro. E l'occuparmi di una cosa sola umilia la mia straordinaria intelligenza. E ha ridotto ulteriormente la mia reattività sociale (e ridotto i miei post)(e aumentato i miei sgrunt) .

Mettiamola così: sto facendo prove d'esilio in vista del trasferimento in campagna, ma ho già voglia di tornare in città.

Tutta invasa dalla mia volubilità, sento di dover riaprire l'angolo della poesia per riappropriarmi della mia ia ia o.

Ode alla volubilità

Sono qui?
Sono là?
Sono lì?
Sono qua?
Si accettano scommesse
Anzi no
postato da: ReginaDelconato alle ore 15:27 | Permalink | commenti (15)
categoria:nulla, buoni sentimenti
mercoledì, 30 aprile 2008
culoIl tempo vola, e non parlo dei giorni del calendario che volano via uno dopo l'altro con fare autunnale. Parlo del tempo nostro, caratterizzato da un senso della speranza che vola via come un palloncino che scorreggia scomposto nell'aria fritta.
L'ultima volta che ho postato c'era ancora Bertinotti, poverino (poverino un cazzo) e ora mi ritrovo coi 300 mila uomini di Bumberto Bum Bossi pronti a fare bum al suo schioccare di dita.
Io gli faccio bu, senza 'm'.

L'argomento del momento è il fascismo (nostalgia canaglia).
Fascismo da sera o da passeggio, il fascismo è di gran moda.
Stai per avere un bimbo? Perché non legarlo per la vita alle sue radici più vere? Perché non consideri l'idea di chiamarlo Balillo? Sua sorella Benita ne sarebbe felice!
E la camicia nera? Che eleganza. Il blefarosplendido Silvio se la mette anche quando non porta il manganello (gagliardo).
E la donna del momento? Facile: la multidermica Santanchè, specie in versione Cortellesi.
E Alemanno sindaco di Roma? Alemanno alla cui ascesa ho contribuito anch'io perché non ho avuto lo stomaco di votare Ciccio Rutelli? Alemanno con la croce celtica al collo? Alemanno che pare sia un tipo che viene spesso a le manno?
Io gli faccio bu, senza 'm'.

L'italia è un paese irrimediabilmente fascista, fosse anche solo per questa pecorina propensione all'idea di affidarsi a un re, a uno che abbia in mano tutto, dalle televisioni alla politica, basta che lo faccia lui, che a me non mi va.
L'italia non è un paese democratico perché non - ne - ha - vo - glia.
L'italia sono anch'io, non mi tiro fuori. Infatti anch'io sono fascista, ma ho la decenza di considerarlo un difetto.
E' vero che la nostra costituzione è nata da sani principi antifascisti, ma nessuno può vietarvi di sentirvi fascisti dentro.
Ecco: potreste almeno, per cortesia, essere fascisti evitando di fingere che sia un pregio?
Io al fascismo gli faccio bu, senza 'm'.

Togli anche tu la 'm', e vedrai che il ondo sarà olto eno ruoroso.
postato da: ReginaDelconato alle ore 11:06 | Permalink | commenti (17)
categoria:gossip, politicamentazione, felicitudine
venerdì, 11 aprile 2008
sisisiFermi tutti: ci sono anch'io.
Lo so che è tardi per presentare il simbolo del mio partito.
Ma il mio partito, più che partito direi che è appena arrivato: l'ho cagato 5 minuti fa (non sono riuscita a trattenerlo).

Mi sono detta: cazzo, serve qualcuno che infonda coraggio al paese, qualcuno che ci estragga dalla foschia di questi tempi cupi.
Così ho chiamato Superman, che però non può muoversi perché c'ha il mantello dal meccanico.
Allora mi sono sentita persa, poi mi sono drogata e mi sono ritrovata. Ed è lì che ho avuto la folgorazione: l'italia, dopo tanti no ha bisogno di tanti sì, nel senso di  SI' SI' SI' SI' SI' SI' SI' ecc. (da urlare con gioia come se qualcuno vi stesse scopando).

La Lista SI' SI' SI' SI' SI' SI' SI' ecc. nasce dall'imperativo entusiastico di portare dignità laddove c'è degrado e carenza di affetto.
La Lista SI' SI' SI' SI' SI' SI' SI' ecc. raggruppa una serie di altre liste fra cui: la Lista SI' Peluche (a favore delle schiene pelose, ottime come scendiletto), la Lista SI' Trastullo (che promuove la masturbazione serena e consapevole), la Lista SI' Ancòra (la lista di chi ama il bis), la Lista SI' o No (che promuove il dubbio come unica via d'uscita alle certezze della vita), la Lista SI' La Do (movimento di musiciste entusiaste della vita), la Lista SI' Precox (perché l'eiaculatore precoce non è altro che un uomo col dono della sintesi e con un sacco di tempo libero), la Lista SI' Splash (perché quando si è nella merda bisogna solo saperci nuotare) e per concludere, la Lista SI' Che Abbiamo Tutti Una Gran Voglia Di Andare A Votare (movimento a favore dell'abbattimento dei nani da giardino).
postato da: ReginaDelconato alle ore 10:58 | Permalink | commenti (16)
categoria:politicamentazione
giovedì, 20 marzo 2008
crucchiSono nel trip dell'ambiente.
Ho l'incubo dei rifiuti e del consumo energetico.
Ogni volta che butto un qualcosa di plastica mi chiedo: dove andrà a finire questo pezzo di cancro della modernità? Quanti chilometri farà il cancrino prima di poter inquinare qualche terreno in santa pace? (di sicuro viaggerà più di quello che ho viaggiato io negli ultimi dodici mesi)
Ho cominciato a ridurre il consumo di acqua (attenzione: questa non è una scusa per darsi all'alcolismo): mi lavo meno.
Profumo di giungla, convivo con Paco e Stella, i miei fidi moscerini, la socialità ne ha risentito, ma quanti litri di acqua ho donato per la salvezza di Nostra Madre Terra? (mi dite che sono stata brava, cazzo?)

Domenica sera a Report ho appreso che i tedeschi, i quali notoriamente vivono in un paese pieno di sole e di deserti, sono i più forti nell'organizzare reti energetiche col fotovoltaico (che non serve a voltare le foto, né a fotografare le volte). Praticamente, ci sono comunità che si sono autonomamente organizzate per produrre l'energia loro necessaria, e l'interscambio d'energia tramite la rete permette di non sprecarla e, anzi, di venderla.
Ah, la comunità che partecipa.. uh, il senso pratico ..
Poi sento una signora di Napoli che lei la raccolta differenziata non la fa perché tanto non la fa nessuno, perché devo farla io?

E se fossimo NOI i crucchi del 2000?
E' questo il nostro destino?
Ultimi nel fotovoltaico ma primi per possesso di auto pro capite?
Tignosi fino all'autodistruzione?
Autodistrutti per tigna?

Ecco, adesso mi sono agitata e ho sudato, mi toccherà farmi una doccia. Però scadrebbe il mese prossimo.

PS: al primo che mi farà gli auguri di buona pasqua gli regalo le mie mutande sporche (dentro un uovo pasquale, ovvio)
postato da: ReginaDelconato alle ore 12:06 | Permalink | commenti (15)
categoria:quesiti
lunedì, 03 marzo 2008
renatozeroComincio ad avere un'età in cui di panzane ne ho ricevute abbastanza: dalla favola di Babbo Natale all'eterossessualità di Renato Zero, mi sono sforzata di credere a qualsiasi cosa, ma ora non riesco più.
Quando qualche mese fa, su Discovery Channel, ho visto un documentario che dimostrava l'inesistenza dello sbarco sulla luna, mi sono cadute le mutande (ero seduta), e ho pensato che ormai, sulla via dei 41 anni di indottrinamento passivo, ho sentito tutto e il contrario di tutto.

Di molta zavorrosa immondizia mi sono liberata, ma quanta nel frattempo ne ho imbarcata?

Poi, la settimana scorsa una mia spigliata ambasciatrice di vedetta in terra ispanica, mi manda questo link (grazie E.). Trattasi di Zeitgeist, un film indipendente, dura 2 ore, 2 ore di dissezione della realtà in cui crediamo di vivere, realtà che nel film viene ordinatamente ridotta in tessere di domino che cadono giù una dietro l'altra, mostrando un disegno finale talmente ovvio da risultare istintivamente credibile, logico, ma molto diverso da quello che ci viene abitualmente proposto.
Interessante.

Poi mi chiedo: a cosa credo io? C'è qualcosa in cui credo? Ma c'è davvero bisogno di credere a qualcosa? Ma che cazzo di domande mi faccio la mattina presto? Ma perché non chiudo il becco e non arrotolo qualcosa di aspirabile?

CREDO DELLA REGINA

Credo nell'acciaio inossidabile
Ma anche col teflon non mi trovo male
Credo nella chimica e nella matematica
Perché la geografia non mi sembra altrettanto seria
Credo nella forza del sorriso
Anche quando i denti sono gialli
(Non transigo però sull'alito pesante)
Credo nella bellezza del creato
Specie se il creato ha i polpacci da calciatore
Credo nella cerchia degli amici
Specie quelli che non chiedono soldi
Credo nella nerchia e nella bici
Mi accontento anche di una cyclette
(Ma non rinuncerò alla nerchia)
Credo che la guerra sia un'utopia alla quale dovremo rinunciare
Credo nella fratellanza dei popoli
Ai discepoli di tangentopoli
Ai grappoli di propoli
Credo ai valori veri che mi valorizzano veramente
E credo che Prince sia gay ma non abbia mai avuto l'occasione di ammetterlo
Credo che le bugie abbiano le gambe corte
(come quelle di Prince, guarda caso..)
Credo nella vita e nella morte
Ma finché staremo a corte
Pane vino e baccalà.


PS: per coloro che fossero rimasti folgorati da cotanta poesia, terrò presto dei corsi didattici sul tema 'Poesia & Tossicodipendenza: l'importanza di una buona aerazione del tunnel'. Iscrivetevi copiosi.
postato da: ReginaDelconato alle ore 14:48 | Permalink | commenti (24)
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martedì, 19 febbraio 2008
retinoGiusto perché vi rendiate conto di che cosa significa fare una vita da regina, io (in persona) sabato scorso ho viaggiato in treno gomito a gomito con Er Piotta.
Vi starete tutti chiedendo: come mai la regina viaggia in treno fra gli umili? e chi minchia è Er Piotta?
Er Piotta fu una cometa, ma che dico cometa, falò della musica italiana, che si accese senza motivo e per questo stesso motivo subito si spense.
All'apice della sua arte, cantava e ballava una canzonetta tanto autoironica sulla cafonezza romana. Da notare nel video, la sua giovine bianca panza squacquera.
Ebbene, sarete lieti di sapere che Er Piotta è DIMAGRITO: la pancia non c'è più. (ah, se non ci fossi io che giro per il mondo per darvi questi scoop ..)
Addirittura al telefono con degli amici suoi parlava de palestra e de piscina, tutto un famo, 'nnamo .. vedeste che spalla imperiosa e che ginocchia larghe!
Ho poi scoperto che il ragazzo (tanto un bravo ragazzo) in realtà si chiama Pier Piotta e che come hobby ha 2 cellulari, e uno lo lascia a squillare nella valigia per tutto il viaggio (probabilmente era lui a chiamarsi da solo, per essere sicuro che avesse campo).
Cos'altro? Ah: Pier Piotta ha sempre la voce da criceto e porta ancora i capelli come Raffaellacarrà, però non credo che si droghi.
Infatti non emana odori sgradevoli, non sputa, non ruba, non palpeggia.
E non riconosce i personaggi famosi: lui non ha riconosciuto me, e allora nemmanco io lui (da altri vips come Umberto Smaila e Tony Santagata mi sono fatta autografare le tette).
Quindi non ci siamo detti nulla tranne no no, ah sì, scusa, mpff.
Durante il viaggio, Pier Piotta ha interrotto la sua attività telefonica con pezzi di un filmaccio americano bang-bum visto sul portatile, mentre io mi sono letta il giornale (=un'inutile marmellata sulla scelta del colore del retino con cui i politici intendono raggranellare voti).
Che vita emozionante, che grossi personaggi.
postato da: ReginaDelconato alle ore 16:25 | Permalink | commenti (20)
categoria:gossip, nulla, lammùsica
venerdì, 08 febbraio 2008
schiavoSiamo intorno al 20.

Ogni tre mesi, intorno al 20, mi scade la rata del mutuo (sì: anche le regine si fanno schiavizzare).
Qualche anno fa la rata scadeva il 20 spaccato, ora invece siamo felici di pagare una piccola mora (una moretta) pur di pagare un po' in ritardo. Un po' perché siamo degli anarchici burloni e un po' per aspettare lo stipendio del principe (sì: anche i principi si fanno schiavizzare) ed evitare di andare in rosso, ché il rosso, si sa, non va più di moda.
Intorno al 20, tutte le mie energie vengono ciucciate via da attività il più possibile remunerative (tutte legali) e tutta la mia inutile creatività sembra finalmente prendere corpo, e sento che anch'io esisto, perché produco.
Intorno al 20 ingrano la quarta (la quinta è solo per le emergenze, tipo quando la droga è finita): intorno al 20 dormo 5 ore per notte e torno a macinare come quando ero padana al 100% (cioè prima di scoprire le gioie del fancazzismo), e la mia esclamazione preferita torna ad essere 'ostrega', oppure 'ostregheta' e talvolta anche 'ostrichella'.
Se le prossime elezioni si celebreranno intorno al 20 di maggio, potrebbe anche scapparmi di votare Liga Veneta (.. esiste ancora la Liga Veneta?)(no, non ditemelo).

Insomma grazie fratello mutuo perché mi fai sentire viva, e contemporaneamente mi togli il tempo per vivere. E infatti adesso torno subito al lavoro perch
postato da: ReginaDelconato alle ore 09:04 | Permalink | commenti (16)
categoria:felicitudine